Recensioni

I segni del male

di Stephen Hopkins

horror, Usa (2007)

CAST & CREDITS

cast:
Hilary Swank, David Morrissey, Idris Elba, AnnaSophia Robb, Stephen Rea, William Ragsdale

regia:
Stephen Hopkins

distribuzione:
Warner Bros Italia

durata:
110'

produzione:
Warner Bros. Pictures, Dark Castle Entertainment, Chime Productions LLC, Chime Films, Eyetronics USA

sceneggiatura:
Carey Hayes, Chad Hayes, Brian Rousso

fotografia:
Peter Levy

I segni del male | Recensione | Ondacinema

I segni del male

di Stephen Hopkins

horror, Usa (2007)

di Anna Maria Pelella

Voto: 3.0
Katherine Winter è una disillusa ex missionaria, che in cambio delle sue crociate ha ricevuto la morte del marito e della figlia, sacrificati al Dio biblico della pioggia, già autore delle dieci piaghe più popolari della storia. Adesso cerca la verità e la rivalsa tramite la ricerca scientifica, se non proprio attraverso il malsano gusto di sbriciolare miracoli e credenze altrui. Ma quando Doug Blackwell, insegnante in una cittadina leggermente filo cristiana, chiede il suo aiuto per una serie di strani accadimenti che la gente del paese crede siano stati inviati da Dio, Katherine e il suo collega Ben scopriranno che ben più di un miracolo può rendere insidiosa la vita di un ex credente convertito alla scontata laicità post fine millennio.

Un miracolo, ecco cosa ci vorrebbe per rendere interessante questo supponente filmetto. Non basta suggerire che è assai più pericolosa una dipendenza dall'idea di scienza che tutto spiega, rispetto ad una consolidata cieca fede in comprovati dogmi, che per lo meno tengono coesi i cristiani da prima dell'Illuminismo. Non basta neanche l'uso smodato di scelte registiche già viste in caso di autori ben più dotati, e non parlerò del Polansky di "Rosemary's Baby", altrimenti meglio sarebbe andare tutti a vedere un bel film Disney. Inoltre, se la cieca fede nella scienza è insidiosa nella stessa misura in cui sembra essere quella nel Dio cristiano del vecchio testamento, iroso creatore di piaghe sempre di moda, l'irritante atteggiamento di fondo della nostra eroina del terzo millennio rende assai più allettante la deriva religiosa, che se non altro promette sesso da sogno per la procreazione del figlio del diavolo.

La bambina accusata di catalizzare il remake delle dieci piaghe in diretta dall'Egitto è molto convincente, almeno fino a che non si mette a strabuzzare gli occhi in concorrenza con la protagonista dell'"Esorcista", e già che ci siamo è proprio dal secondo della serie, peraltro il più incompreso, che vengono le cavallette in computer grafica, meno epiche di quelle made in John Boorman. La Swank sembra un'odiosa zitella illuminista, senza neanche l'attenuante del fascino che normalmente hanno personaggi simili che giocano la carta dell'ingenuità, e penso al Johnny Depp/Ichabod Crane di "Sleepy Hollow".

Ma se la mancanza totale di coerenza e di originalità del plot costituiscono il peccato veniale di questo film, quello mortale è una regia noiosa e priva di qualunque motivazione a ricordare, anche per un attimo dopo l'uscita dalla sala, un solo fotogramma di questo polpettone moralista.