CAST & CREDITS

cast:
Cameron Diaz, Jason Segel, Rob Lowe

regia:
Jake Kasdan

distribuzione:
Sony Pitcures

durata:
94'

produzione:
Sony Pitcures Entertainement, Escape Artists

sceneggiatura:
Kate Angelo, Nicholas Stoller, Jason Segel

fotografia:
Tim Suhrstedt

scenografie:
Jefferson Sage

montaggio:
Tara Timpone, Steve Edwards

costumi:
Debra McGuire

musiche:
Michael Andrews

Sex Tape - Finiti in rete | Recensione | Ondacinema

Sex Tape - Finiti in rete

di Jake Kasdan

commedia, Usa (2014)

di Antonio Pettierre

Voto: 4.0

Cosa potrebbe succedere se giri un filmetto porno amatoriale per rinverdire un ménage spento e ti dimentichi di cancellarlo? Che il file inizi a girare in rete in modo imprevedibile.
E' quello che succede alla coppia di quarantenni con prole Annie (Cameron Diaz) e Jay (Jason Segel) che presi dal lavoro, dai figli e dalla quotidianità non riescono a fare più sesso come quando erano giovani e al college.

Ritorna la coppia Diaz-Segel di "Bad Teacher - Una cattiva maestra" diretti dallo stesso Jake Kasdan con risultati decisamente inferiori. Certo anche il film precedente non era memorabile, ma almeno aveva dei momenti divertenti e la "cattiva maestra" Cameron Diaz riusciva a rendere in qualche modo interessante la sua presenza nella pellicola.

Al contrario, questo "Sex Tape - Finiti in rete" è un guazzabuglio di luoghi comuni, con personaggi macchiettisti, situazioni che a stento stanno in piedi e una piattezza narrativa che nemmeno ben tre sceneggiatori (compreso lo stesso Jason Segel nel suo duplice ruolo di attore e coautore) sono riusciti a sollevare. Non bastano i nudi posteriori della Diaz e di Segel né il loro continuo battibeccare sul sesso (e sulla loro astinenza forzata) a ravvivare una commediola veramente dozzinale.

Quando i due si accorgono che il file incriminato è stato distribuito negli Ipad, che l'improvvido Jay ha regalato in giro, e il figlio degli amici lo ha visto e pure caricato su un sito porno, inizia una operazione di recupero che risulta una successione di sequenze di gag prevedibili e banalotte. L'unica sequenza con un ritmo accettabile e che strappa delle risate è quando i nostri vanno nella casa del futuro capo di Annie (un Rob Lowe imbalsamato). Tra sniffate di coca e confidenze tra Annie e il suo capo, mentre Jay cerca l'Ipad inseguito dal cane di casa, in un montaggio parallelo funzionale, si assiste alla migliore scena del film (ed è tutto dire) che non basta a salvare una narrazione insalvabile.

Tra i tanti luoghi comuni messi in scena nella pellicola abbiamo: ancora una volta i ragazzini che sono più svegli e "smanettoni" degli adulti, sempre stupiti e impreparati quando si parla di Internet e di tecnologie mobili o cloud alla portata di tutti; oppure il buon cuore del gestore del sito porno che alla fine cancella il filmino, dopo un maldestro tentativo dell'intera famiglia di fracassare i server; la coppia di amici più scema del solito che, per passare il loro anniversario di matrimonio, non trovano di meglio da fare che accompagnare i protagonisti nel recupero del video incriminato.

Jake Kasdan poi dirige il filmetto con sciatteria e svogliatezza, come un compitino che deve per forza portare a termine (e infatti ha sostituito all'ultimo momento Nicholas Stoller, originario regista). Peccato che sia lontano anni luce dalla bravura del padre Lawrence Kasdan (della serie che non sempre vale il detto: "Tale padre, tale figlio") da cui avrebbe bisogno di molte ripetizioni.
Ma tant'è, ormai questo tipo di film sembrano dei prodotti in serie per essere contenitori pubblicitari e in "Sex Tape - Finiti in rete" la Sony e la Apple la fanno da padroni con un product placement smaccato e aggressivo fin dall'ideazione del soggetto.

Nell'ultima sequenza del film, Annie e Jay riguardano per la prima volta il loro video porno autodidatta e si rendono conto quanto sia brutto. Allora prendono la chiavetta dove è caricato e la colpiscono a martellate, la centrifugano nel frullatore, la bruciano nel barbecue e poi ne seppelliscono i resti nel giardino di casa. Più di uno spettatore avrebbe voluto fare lo stesso con "Sex Tape - Finiti in rete": ma forse è più semplice evitare di andare a vederlo, investendo tempo e soldi in un film migliore.