CAST & CREDITS

cast:
Michael Shannon, Douglas Ligon, Barlow Jacobs, Natalie Canerday, Glenda Pannell, Lynnsee Provence, Michael Abbott Jr., Coley Canpany

regia:
Jeff Nichols

durata:
92'

produzione:
A Lucky Old Sun Production, Muskat Filmed Properties LLC, Upload Films

sceneggiatura:
Jeff Nichols

fotografia:
Adam Stone

montaggio:
Steven Gonzales

musiche:
Lucero, Pyramid

Shotgun Stories | Recensione | Ondacinema

Shotgun Stories

di Jeff Nichols

drammatico, thriller, Usa (2007)

di Giuseppe Vuolo

Voto: 7.5
Il debutto registico di Jeff Nichols (Little Rock, Arkansas, Usa - classe 1978) mette in scena segmenti di vita che collidono con una realtà ciclica e apparentemente immutabile. Lo scorrere del tempo è lento e inesorabile e si fonde con i luoghi del mondo narrato. Spazio e tempo, dunque, confluiscono nel nero vuoto di un'ellissi per ricominciare daccapo, oppure si sovrappongono, rendendo l'idea di una ripetitività assimilabile a un destino spietato contro il quale non si può lottare.
"Shotgun Stories", con la sua faida tra famiglie (due comunità che provengono dalle stesse origini, ma irrimediabilmente divise), appare da subito, pertanto, come un moderno western psicologico che passa attraverso una scrittura cinica e asciutta e i personaggi (maschili - benché la madre di Son, Boy e Kid sia una figura materna che ha innestato l'odio nei propri figli) che sentono la necessità di mettere la parola fine a una storia che non può avere fine.
Tuttavia, una vicenda come questa, che sembra granitica e immodificabile, offre un racconto lineare il cui epilogo diventa sorprendentemente incerto (nel senso che è disatteso il prevedibile finale pessimista) e consolatorio/riparatore: consolatorio perché restituisce una sensazione di pace (Son e Boy con il piccolo Carter sul portico a rilassarsi) e riparatore perché mette, sì, fine alla storia, ma lo fa consentendo al ciclo della vita di riprendere/proseguire (il trattore che torna a funzionare e la partenza di John Hayes) senza la minaccia di un conflitto inutile (anche se a caro prezzo).

In "Shotgun Stories" la vita è come un meccanismo i cui ingranaggi ogni tanto si bloccano, causando un malfunzionamento; un furgoncino scassato che deve andare avanti, nonostante necessiti di riparazioni. Il padre degli Hayes è la figura emblematica di tale malfunzionamento: un uomo che ha avuto una doppia vita e - di conseguenza - una doppia natura. Un padre che pur essendo riuscito a ricostruire la propria esistenza si è lasciato alle spalle delle macerie. Ma questo suo tentativo di "riparazione" non è compreso dalle sue due famiglie, le quali si ritrovano al centro di una divergenza che non si può appianare, basata sul senso dell'onore e dell'appartenenza.
Ed è così spiegato come mai sia Boy l'elemento decisivo della vicenda. L'uomo che sembra non volerne sapere niente di questa faida, colui che si ostina a vivere in un furgone e che cerca di rendere funzionanti elettrodomestici rotti e abbandonati. Boy è a metà strada tra i due suoi fratelli Son e Kid, un emarginato che cerca un tipo di realizzazione diverso dal loro, e proprio quando (dopo la morte di Kid e dopo l'incidente di Son) sembra destinato a corrompersi e ad essere il risolutore della storia, emerge, invece, il suo ruolo guida (il suo sogno è quello di allenare una squadra di basket di ragazzini).

Son (come Cleamen) è il figlio diventato uomo, il capofamiglia che vuole proteggere il proprio nucleo familiare. E per farlo (a differenza di Cleamen) è disposto a compromettere la famiglia stessa (Annie e Carter), poiché porta sul corpo le cicatrici indelebili di un conflitto talmente sedimentato che si tratta ormai di segni che significano tutto e niente. La sua vita è un sistema basato sull'azzardo che rischia di rendere la sua dimora un involucro vuoto. Neanche la morte di Kid riesce a placare un forte desiderio di rivalsa e di vendetta.

"Shotgun Stories" è un film minimale ed elegante al tempo stesso, così com'è connotato da un ritmo capace di essere sia compassato che solenne. Le inquadrature sono nitide e precise e offrono uno sguardo distaccato ed essenziale di una storia che sembra fuori dal tempo. Ampi piani catturano la completezza di paesaggi naturali che rimandano al naturale scorrere dell'esistenza. Il nome di Jeff Nichols (autore anche della sceneggiatura) è sicuramente da annotare.