CAST & CREDITS

cast:
Jackie Chan, Johnny Knoxville, Fan BingBing, Eric Tsang, Winston Chao, Eve Torres, Yeon Jung-hoon, Zhang Lanxin, Shi Shi, Michael Wong, Dylan Kuo

regia:
Renny Harlin

distribuzione:
Notorious Pictures

durata:
107'

produzione:
Cider Mill Pictures

sceneggiatura:
Jay Longino, BenDavid Grabinski

fotografia:
Chi-Ying Chan

scenografie:
Sai-Wan Lau

montaggio:
Derek Hui, Judd H. Maslansky, David Moritz

costumi:
Crystal Pa

musiche:
Kwong Wing Chan

Skiptrace - Missione Hong Kong | Recensione | Ondacinema

Skiptrace - Missione Hong Kong

di Renny Harlin

commedia, azione, Hong Kong/Cina/Stati Uniti (2016)

di Mirko Salvini

Voto: 6.5
Nonostante abbia festeggiato il sessantaduesimo compleanno questa primavera , la stella di Jackie Chan non accenna a tramontare, come dimostra l'accoglienza trionfale che al Far East Film Festival udinese dello scorso anno gli è stata tributata, i molti progetti che lo vedono coinvolto (entro la fine del 2016 è prevista l'uscita di altre tre pellicole con lui come protagonista) e l'incoraggiante riscontro che ai botteghini cinesi sta ottenendo "Skiptrace", coproduzione sino-americana che negli States uscirà soltanto a settembre. Come in "Rush Hour" e "Shanghai Noon", altre fortunate avventure occidentali del celebre Drunken Master, Chan ha al suo fianco un comico americano. A raccogliere l'eredità di Chris Tucker e Owen Wilson è l'ex Jackass Johnny Knoxville, al quale sono affidati i momenti più smaccatamente comici della vicenda e va detto che la smargiasseria di Knoxville fa da complemento alla maschera di un Chan un po' incupito rispetto al passato.
Dietro la mdp, a sostituire il fidato Stanley Tong (che comunque la star ritroverà nel prossimo "Kung Fu Yoga"), troviamo Renny Harlin, finlandese di Hollywood che, dopo aver realizzato alcuni film mediocri, si redime in parte grazie a questa avventura scoppiettante ma non brillantissima, dove l'action va di pari passo coi momenti comici.

Al centro della storia un poliziotto di Hong Kong vicino alla pensione, Bennie (omaggio ad un altro regista caro al protagonista), che prima di mollare ha deciso di consegnare alla giustizia il Matador, sfuggente criminale, reo fra le altre cose di avere fatto fuori anni prima il suo più caro amico (Eric Tsang in partecipazione straordinaria). Chan è convinto che dietro a quel nome si nasconda Victor Wong, un peraltro rispettatissimo uomo d'affari (lo interpreta Winston Chao, attore in passato caro ad Ang Lee e Stanley Kwan e che ora pare molto divertirsi coi ruoli da villain, come dimostra l'altrettanto recente "Kabali", ultimo successone con la superstar indiana Rajnikanth). I superiori di Chan non sembrano convinti della cosa (ma si scopre quasi subito che sono tutti corrotti) ma per fortuna lui può contare sull'aiuto di due giovani colleghi (che hanno i volti di Shi Shi e Dylan Kuo) e su quello di Samantha, la figlia del defunto amico (interpretata dalla stellina Fan BingBing, vista anche in diversi cinefumetti occidentali). Sarà proprio lei, mentre lavora sotto copertura in un casinò di Macao (ormai popolare location nel cinema delle tre Cine dopo il successo della serie di Wong Jing "From Vegas to Macau" con Chow Yun-fat), a imbattersi in Connor Watts/Knoxville, giocatore d'azzardo in fuga da una banda di criminali russi che vogliono costringerlo ad un matrimonio riparatore, dopo che questi ha sedotto e abbandonato la figlia del capo. Watts però entra in possesso di uno smartphone che potrebbe incastrare Wong e quindi Chan deve aiutarlo. Inizia una fuga "on the road" che ricorda un po' "Prima di mezzanotte" e che porta i due ad attraversare Siberia, Mongolia e deserto del Gobi fino a tornare ad Hong Kong dove ci sarà l'inevitabile resa dei conti, con annessa sorpresona. Ovviamente durante il lungo viaggio, poliziotto e giocatore avranno, dopo un'iniziale diffidenza, modo di familiarizzare e diventare piuttosto amici, aiutandosi e consigliandosi a vicenda. Tra panorami mozzafiato e inseguimenti prevedibili c'è posto per qualche sequenza inattesa come quella in cui Jackie Chan rispolvera i suoi talenti canterini e si cimenta in una cover di "Rollin' in the deep", abbandonando anche se brevemente il suo melanconico cipiglio.

La sceneggiatura di Joy Longino e Ben David Grabinski (due nomi piuttosto inediti) è naturalmente anche un pretesto per orchestrare tutta una serie di sequenze d'azione e combattimenti (nella mischia troviamo anche la campionessa di WWF Eve Torres) che ribadiscono la dedizione della star Jackie al suo mestiere, ma che in effetti dimostrano come rispetto al passato il green screen e gli effetti digitali ormai siano preponderanti anche perché, nonostante la popolarità di cui si diceva prima, alcune situazioni adesso devono essere piuttosto faticose per lui (comunque, ancor più dei classici titoli di coda con le scene della lavorazione, è la morte per annegamento del direttore della fotografia Chan Kwok-hung, cui il film è stato poi dedicato, durante le riprese serve a far capire che anche adesso certi set non sono propriamente una passeggiata).
Rispetto a "Bodyguard" di e con Sammo Hung, "Skiptrace" è meno crepuscolare e forse meno rappresentativo del cinema di Jackie Chan ma se da una parte ci ribadisce che i tempi di "Project A" o "Police Story" sono definitivamente passati, questo film sciocchino ma brioso riesce nell'intento che si è prefisso: quello di intrattenere. E questo spiega in maniera sufficiente il successo che il pubblico gli sta tributando.