Recensioni

Smetto quando voglio - Ad honorem

di Sydney Sibilia

commedia, azione, Italia (2017)

CAST & CREDITS

cast:
Edoardo Leo, Greta Scarano, Neri Marcoré, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio

regia:
Sydney Sibilia

distribuzione:
01 Distribution

durata:
96'

produzione:
Groenlandia, Fandango, Rai Cinema

sceneggiatura:
Luigi Di Capua, Francesca Manieri, Sydney Sibilia

fotografia:
Vladan Radovic

scenografie:
Alessandro Vannucci

montaggio:
Gianni Vezzosi

costumi:
Patrizia Mazzon

musiche:
Michele Braga

Smetto quando voglio - Ad honorem | Recensione | Ondacinema

Smetto quando voglio - Ad honorem

di Sydney Sibilia

commedia, azione, Italia (2017)

di Alberto Mazzoni

Voto: 8.0

A volte penso che mi lascerei rinchiudere
in una prigione dieci tese sotterra,

dove non penetrasse un filo di luce,
purché in cambio potessi scoprire

di che cosa la luce è fatta.

(BB, Vita di GG)



La trilogia di "Smetto quando voglio" è una delle migliori novità che ci ha dato il cinema italiano nell'ultimo decennio. Non (solo) per il cotè produttivo, dato che non si era mai vista una commedia così dinamica, figurarsi una trilogia. Ma proprio per il cinema come arte, come fantasia, come tecnica.

Sibilia è già una promessa mantenuta. Oltre ai pregi che gli conoscevamo, quali la raffinatezza nella scelta della palette e della colonna sonora non originale, e a una bravura rara in Italia nel girare le scene d'azione, qua notiamo una ulteriore evoluzione nei movimenti di macchina che collegano elegantemente tra loro i vari personaggi, rendendo così spazialmente leggibili scene di gruppo complesse su più piani.

Gli sceneggiatori dal canto loro non si limitano ad inventarsi una scena esilarante dopo l'altra  - portano a termine il lavoro iniziato nel secondo episodio tessendo una fitta rete di rimandi tra gli episodi che serve a dare compattezza alla trilogia rinsaldandone la mitologia interna. Se la scena di apertura è una dichiarazione di intenti "stiamo al confronto con il cinema d'azione straniero", per quel che riguarda la sceneggiatura va detto che "ad honorem" si lascia dietro il 90% dei film della categoria, non solo dal lato di critica sociale ma soprattutto per quel che riguarda gli incastri narrativi e la fluidità della trama. Mentre il secondo film era appesantito dalle presentazioni in sequenza dei personaggi nuovi, qua abbiamo uno sviluppo armonioso della trama che si sorregge su tre scene di grande intensità.

La banda dei ricercatori ormai la conosciamo e ci fa ridere anche solo vederli scendere da un pullman. Da Lo Cascio si poteva forse pretendere un pochino di più. Ma il vero salto di qualità al film lo fa fare l'eccezionale Marcorè, interpretando "Er Murena". Perché da una parte abbiamo la commedia brillante ed adrenalinica, e allora ci stanno i personaggi così postmoderni da ridere dell'iperbole e del grottesco delle loro stesse avventure. Ma dall'altra abbiamo uno sguardo veramente duro e amaro sullo stato del paese, e allora ci vuole un personaggio serio come la morte, e un attore che sia in grado di renderlo grave in un contesto di piani assurdi e camicie hawaiane. Marcorè (che nasce come comico!) riesce nella missione, e sulle sue spalle grava la rappresentazione del dilemma centrale: per salvare la ricerca italiana, e quindi il paese, esiste una soluzione diversa dalla tabula rasa totale?

Nota per chi non ha mai lavorato nella ricerca: alcuni passaggi di questo film potrebbero sembrarvi troppo melodrammatici o al contrario troppo ottimisti. Non fatevi ingannare dai bellissimi colori ipersaturi del film: per quel che riguarda la ricerca, questo film è praticamente un documentario. L'intollerabile e tolleratissima assenza di norme di sicurezza, la passione totalizzante per il nostro lavoro, le carenze strutturali e la creatività continua, lo squallore della lotta tra poveri e l'emozione nel vedere i percorsi degli studenti - nel bene e nel male è tutto vero.
Nota per chi lavora o ha lavorato nella ricerca: andatelo a vedere subito. A meno che non vi siate persi i primi due. Nel caso, guardate i primi due stasera e domani andate al cinema a vedervi "Smetto quando voglio - Ad honorem".