CAST & CREDITS

cast:
Margherita Buy, Gaetano Bruno, Salvatore Cantalupo

regia:
Francesca Comencini

distribuzione:
01 Distribuzione

durata:
96'

produzione:
Fandango

sceneggiatura:
Francesca Comencini, Federica Pontremoli

fotografia:
Luca Bigazzi

scenografie:
Paola Comencini

montaggio:
Massimo Fiocchi

costumi:
Francesca Vecchi, Roberta Vecchi

musiche:
Nicola Tescari

Lo spazio bianco | Recensione | Ondacinema

Lo spazio bianco

di Francesca Comencini

drammatico, Italia (2009)

di Claudio Zito

Voto: 4.5
Dopo aver abbandonato suo marito, Maria (Margherita Buy, sopravvalutata) trova un amante in un cinema. Da questi ha una bambina, che nasce prematura e che lei osserva nell'incubatrice, accudendola come se la avesse ancora in grembo, aiutata, tra gli altri, da un medico molto più giovane di lei, con cui stringe una relazione sentimentale.

Insegnante colta, frustrata, politicamente impegnata (dice di andare alle manifestazioni), la protagonista di un film che dovrebbe reggersi per gran parte sull'interpretazione della Buy è un personaggio studiato per compiacere il solito target cui mira la regista figlia d'arte, già buttatasi con rapacità sul cadavere di Carlo Giuliani e capace di trasformare in uno spot della Cgil una solida opera di descrizione e denuncia della crisi del mondo del lavoro ("Mi piace lavorare - Mobbing").

Questa volta, il suo sguardo è però rivolto alle faccende private della sua eroina, coinvolta in un interminabile melodramma patetico (per quanto decentemente girato e narrato). Che sottolinea di continuo il fatto che la neonata sia pur sempre in bilico tra vita e morte, che non risparmia allo spettatore nessuna delle angoscie e delle nevrosi di Maria, la quale a sua volta non le risparmia alle persone che le stanno a fianco. E che, tra l'altro, non si capisce come mai sia sul grande schermo anziché nel palinsesto di Raiuno.

Più interessante, quanto controverso, lo sforzo di inserire il racconto principale in un contesto volto a cogliere alcuni aspetti chiave dell'Italia odierna. Ma se azzeccata (se non pertinente) è la questione della carenza delle strutture scolastiche, ridotte spesso a luoghi di fortuna, se affine al soggetto del film è il dramma degli aborti interrotti dalle forze dell'ordine, del tutto fuori luogo - e indice di un'incontrollata pretesa di parlare un po' di tutto, inevitabilmente in maniera superficiale - è la vicenda della vicina di casa, magistrato sotto scorta in lotta con la camorra (siamo in una Napoli dove tutti gli autoctoni sono simpatici come da stereotipo).

Pollice verso per la critica nostrana che ancora si ostina a difendere queste opere che, ormai dovrebbe essere evidente, nessuno vuol più vedere, né in Italia né all'estero, giurie dei festival comprese. Vedremo il responso del botteghino...

Spiace infine per Gaetano Bruno, memorabile interprete, a teatro, dei capolavori di Emma Dante, che al cinema si ritrova nei panni di questi personaggi banali, insipidi, all'interno di film alquanto insopportabili.