CAST & CREDITS

cast:
Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Thomas Haden Church, Topher Grace, Bryce Dallas Howard

regia:
Sam Raimi

distribuzione:
Columbia Italia

durata:
139'

produzione:
Laura Ziskin Productions; Marvel Studios

sceneggiatura:
Ivan Raimi, Sam Raimi, Alvin Sargent

fotografia:
Bill Pope

Spider Man 3 | Recensione | Ondacinema

Spider Man 3

di Sam Raimi

fantasia, Usa (2007)

di Giancarlo Usai

Voto: 6.0

Di carte in tavola ne erano state calate parecchie già in chiusura di secondo capitolo: l'eterna amata e il migliore amico avevano scoperto la reale identità di Peter. Non c'è da stupirsi, dunque, se per la realizzazione del terzo episodio, il sempre imprevedibile Sam Raimi, forte fra l'altro di un budget mai visto per girare un film su questo pianeta, abbia calcato la mano fin dall'imbastire la sceneggiatura. Ed ecco subito illustrato il principale motivo di critiche, che hanno accompagnato "Spider-Man 3" fin dal momento della sua uscita. Si sente dire: troppi personaggi, storia confusa, attori mal diretti e inespressivi. E' incredibile, soprattutto considerando lo straordinario successo oltre che di pubblico anche di critica che i due lavori precedenti avevano riscosso, passare in rassegna tutti i trancianti giudizi che hanno afflitto la pellicola fin dal suo primo giorno di programmazione.

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: di incongruenze in questo terzo atto delle avventure dell'Uomo Ragno ce ne sono, e pure tante. Innanzi tutto, desta perplessità la scelta di Raimi e dei suoi collaboratori di lavorare per somma e non per sottrazione, infilando nei 140 minuti di pellicola una caterva di personaggi, con le loro rispettive storie, provenienti direttamente dalle tavole della Marvel. Inevitabile, soprattutto agli occhi dei più accesi fanatici del sempreverde fumetto, la riduzione di alcuni caratteri a qualcosa di simile a patetiche macchiette (e il personaggio di Gwen è l'esempio più lampante in proposito).

Altra perplessità mossa contro il film è data dal fatto che, decidendo di puntare sull'uno contro tutti, anziché incentrare il racconto su un unico malvagio, come era stato per Goblin-Defoe e per Octopus-Molina, ne verrebbe fuori un minestrone difficilmente digeribile, in cui i pur prodigiosi effetti speciali visivi rischiano di schiacciare le gesta dei protagonisti, rendendoli sostanzialmente bidimensionali.

Detto dei commenti negativi, viene da pensare che siano in molti a ignorare il percorso artistico di Sam Raimi. Pensare di mettere in mano al terzo dei fratelli Coen un mero progetto di adattamento di un fumetto, chiedendogli di astenersi da qualsiasi forma di libera interpretazione, più che un errore, sarebbe un'assurdità. Solo chi conosce il suo autore può vedere in "Spider-Man 3" la conclusione di un percorso ideale, primo esempio di film tratto da fumetto in cui non è più la scrittura per il cinema a mettersi al servizio della storia originaria, ma è vero l'esatto contrario.

In "Spider-Man 3" i protagonisti sono messi in scena per 2/3 di film senza trucco, costumi e super-poteri; e quello a cui assistiamo è un teenage-movie assolutamente classico: Peter, Mary Jane, Harry, Eddie, Gwen, tutti loro agiscono nel contesto di un'apparente tradizionale tragicommedia dei sentimenti. Più grande di loro c'è la città di New York, cupa e inquieta, come e più di prima. E in un'atmosfera così nera e lugubre, certo che Raimi ama rischiare grosso: Venom, l'Uomo-Sabbia, il vecchio caro amico perduto, persino l'immagine riflessa del buon vecchio Goblin, tutti cospirano contro la tranquillità e l'equilibrio dei nostri eroi. Nessuna vittoria contro il villain di turno sarà più dolce della riscoperta dei propri valori e dei propri ideali.

Se da una parte, forse, gli integralisti del fumetto avranno , magari giustamente, da storcere il naso per un apparente atto d'infedeltà verso Stan Lee, gli integralisti del cinema potranno stare tranquilli: non è vero che Raimi ha perso la testa, ha solo provato a sfuggire da un'idea di messa in scena troppo strandardizzata. La lotta tra il Bene e il Male c'è sempre. Solo che è tutta interiore, ed è moltiplicata per ciascuno dei protagonisti.

Si dice in giro che la produzione abbia intenzione di proseguire con la saga, aggiungendo nuove puntate. Se da un lato dovremmo attendere con fiducia i nuovi lavori, dall'altro viene da pensare cosa mai Sam Raimi, o se non ci sarà più lui chi lo sostituirà, potrà mai escogitare per superare un episodio di cinema così folle e inaspettato.