La sposa turca
di Fatih Akin
drammatico, Germania/Turchia (2003)
Magnifica "puzza" di marcio, ovunque: Birthday Party, Depeche Mode, Sisters of Mercy, malatissimi e perfetti i contrappunti sonori. Convivenza disastrosa, ma tra lattine di birra sparse sul pavimento, poster di Siouxsie, tagli di capelli e cucina turca tradizionale, Cahit (magnifico Birol Unel, un incrocio tra Nick Cave e Tom Waits) si accorge, a poco a poco, del devastante fascino di Sibel (una sorprendente Sibel Kekilli, ex attrice porno). Troppo tardi. Il grottesco si fonde con la commedia acida (Kusturica, Coen), ma il colore dominante è il nero del dramma, degli scherzi feroci che la sorte riserva a queste anime vaganti.
Due ore che scorrono fluide come sangue: sceneggiatura magica. Volti impregnati di passione (recitazione d'altri tempi), che si stampano indelebilmente nella memoria. Lei è bella (e brava) da far male, davvero, lui ha una faccia da "maledetto" come non si vedeva da anni sul grande schermo. Segnata dalle rughe di una vita difficile, ma percorsa, paradossalmente, da una velenosa, sotterranea, ardente voglia di vivere che lo scava in silenzio, lo sbudella, lo consuma fino in fondo. "Contro il muro", appunto.
Si sfiorano di nuovo, i due, ma a Istanbul ormai è l'alba e l'orchestrina sul Bosforo si congeda allo spuntar dei primi splendidi, malinconici raggi di sole. "Mi sono perso ad Istanbul e non mi trovano più." (C.C.C.P.)

cast: Birol Unel, Sibel Kekilli, Catrin Striebeck, Meltem Cumbul
regia: Fatih Akin
distribuzione: BIM
durata: 121'
produzione: Ralph Schwingel, Stefan Schubert
sceneggiatura: Fatih Akin
fotografia: Rainer Klausmann
