CAST & CREDITS

cast:
Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Simon Pegg, Karl Urban, Anton Yelchin, John Cho, Idris Elba, Sofia Boutella

regia:
Justin Lin

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
122'

produzione:
Bad Robot Productions, Paramount Pictures, Skydance Productions

sceneggiatura:
Simon Pegg, Doug Jung

fotografia:
Stephen F. Windon

scenografie:
Thomas E. Sanders

montaggio:
Greg D'Auria, Dylan Highsmith, Kelly Matsumoto, Steven Sprung

costumi:
Sanja Milkovic Hays

musiche:
Michael Giacchino

Star Trek Beyond | Recensione | Ondacinema

Star Trek Beyond

di Justin Lin

fantascienza, Usa (2016)

di Antonio Pettierre

Voto: 6.0

Ritorna l'equipaggio dell'Enterprise a solcare lo spazio cinematografico con la tredicesima avventura (la terza del reboot creato da J.J.Abrams) e nel cinquantenario della sua nascita sul piccolo schermo, quando per la prima volta appaiono il capitano Kirk, il comandante Spock, il navigatore Chekov, il medico McCoy, il capo ingegnere Scott, il pilota Sulu e l'ufficiale alle comunicazioni Uhura. Gene Roddenberry forse sarebbe orgoglioso che la sua "creatura" ormai ha vita propria e sia sopravvissuta al proprio ideatore (metacinematograficamente possiamo dire che si sia conquistato un pezzetto di immortalità). Il franchisee, composto da sei serie televisive, tre cicli cinematografici, un mondo parallelo di fandom e relativo merchandising, giochi, videogiochi e serie amatoriali, libri e romanzi, è un vero e proprio movimento sociale e culturale che ha influenzato soprattutto questi ultimi anni e dove l'industria del divertimento (hollywoodiano) sguazza a piene mani dal 1966.

Fatta la tara a questo aspetto (di cui non si può fare a meno tenerne presente ogni volta che si parla di un film della serie), "Star Trek Beyond" è l'ennesimo episodio di questa Opera-Mondo e ne rispecchia meccanismi e personaggi ormai collaudati: la vita quotidiana sull'astronave più bella dello spazio; i dubbi esistenziali di Kirk con il peso del comando e quelli di Spock con le sue origini metà vulcaniane e metà umane; gli amori tra i membri dell'equipaggio e le relazioni familiari (e qui abbiamo appena un accenno al rapporto di famiglia omossessuale di Sulu, nel solco della tradizione libertaria e anticipatoria di Star Trek che fa della diversità e dell'unione di differenti razze, culture, costumi sociali la sua grande forza politica); il cattivo, antagonista del capitano e del suo equipaggio, che vuole distruggere sempre la Federazione dei Pianeti Uniti (in questo episodio un alieno, Krall, che si vuole impossessare di un'arma di distruzione di massa); il sacrificio dell'individuo per il bene comune; l'amicizia, motore e collante dei componenti della squadra di Kirk; i confini senza limiti da esplorare, il concetto di frontiera da spostare con il movimento dell'uomo che ci portiamo dentro fin dai tempi di Ulisse e le sue colonne d'Ercole da superare.
C'è tutto e di più in questo "Star Trek Beyond" e da questo punto di vista non potrà deludere i fan. Ma vogliamo sottolinearne i differenti pregi e difetti rispetto ai capitoli precedenti, limitandoci all'ultimo ciclo.

Innanzi tutto, ci sono due temi d'interesse. Il primo, il nemico arriva dal passato e l'alieno-nemesi in realtà è molto più vicino a noi di quanto si possa pensare: il nemico viene dal di dentro, viene dal rancore covato per un senso di abbandono e può essere paragonato ai tanti reduci di guerre insensate lasciati a se stessi che si trasformano in mostri per distruggere tutti. Il secondo aspetto (forse il più originale, anche se lo aveva già utilizzato Tim Burton in "Mars Attacks!") è l'utilizzo della musica (rock) come arma salvifica dell'umanità, in una sequenza, durante l'attacco alla base spaziale, di grande spettacolarità. E, strettamente legato a questo, un gusto del vintage risolutore rispetto alle tecnologie ultramoderne: il VHF oppure una vecchia moto che Kirk utilizza per l'attacco alla base aliena e liberare il suo equipaggio tenuto prigioniero o ancora il recupero di una vecchia astronave spaziale; il tutto in un mélange di richiami continui al passato e alla storia della serie.

Questa volta J.J. Abrams si ritaglia la veste di produttore e lascia la regia a Justin Lin (il taiwanese autore di molti episodi della serie "Fast and Furious"): forse il principale difetto di "Star Trek Beyond" sta proprio nella sua estrema velocità e senza un attimo di pausa, nel suo continuo movimento cinetico che a volte fa perdere di vista l'umanità e la profondità dei personaggi più presenti in "Star Trek - il futuro ha inizio" e in "Into Darkness - Star Trek" e che rende la messa in scena a tratti confusa e un po' fracassona. Inoltre, la sceneggiatura è passata da diverse mani per approdare alla versione finale co-firmata da Simon Pegg che interpreta il comandante Scott nel film, risultando un po' troppo semplicistica e superficiale nello sviluppo diegetico e negli snodi drammatici. Idris Elba interpreta il cattivo Krall con una certa veemenza, pur nascosto da una maschera, ma non raggiunge l'apice drammatico del Khan di Benedict Cumberbatch (una delle migliori interpretazioni della serie) della pellicola precedente. "Star Trek Beyond" insomma procede tra alti e bassi, un po' disunito nella sua messa in scena e nello sviluppo diegetico. E, infine, il 3D mai come in questo caso risulta superfluo, mettendo in profondità di campo i personaggi, ma non potenziandone l'effetto durante i combattimenti spaziali, così che a volte sarebbe meglio la più semplice versione 2D per seguire la dinamica filmica (e che vi consigliamo).

Ultima notazione. Leonard Nimoy ci ha lasciati così come Anton Yelchin (morto poche settimane fa in un incidente d'auto): il più anziano e il più giovane attore di Star Trek non ci sono più e questo è un motivo più che sufficiente per vedere "Star Trek Beyond" in loro memoria e alla simpatia e bravura dei due attori.