Recensioni

Sweet Rain

di Kakei Masaya

fantastico, Giappone (2008)

6.5
Nicola Picchi

CAST & CREDITS

cast:
Kaneshiro Takeshi, Manami Konishi, Jun Murakami, Takuya Ishida, Ken Mitsuishi, Junko Fuji

regia:
Kakei Masaya

distribuzione:
Warner Bros.

durata:
113'

sceneggiatura:
Kotaro Isaka, Masaya Kakei, Hirotoshi Kobayashi

fotografia:
Takahide Shibanushi

scenografie:
Tsuyoshi Shimizu

montaggio:
Nobuyuki Ito

musiche:
Gary Ashiya

Sweet Rain | Recensione | Ondacinema

Sweet Rain

di Kakei Masaya

fantastico, Giappone (2008)

di Nicola Picchi

Voto: 6.5
Chiba è uno Shinigami, il cui compito è occuparsi dei casi di morte improvvisa, tralasciando quelle per suicidio o malattia. Accompagnato da un cane nero con cui comunica telepaticamente, Chiba si accompagna alle vittime per una settimana, durante la quale dovrà decidere se "procedere" o "sospendere", nel caso in cui la persona designata non abbia ancora completato il proprio percorso terreno esprimendo appieno tutte le sue potenzialità.

"Sweet Rain", adattamento del romanzo di Kotaro Isaka "Accuracy of Death", a prima vista ricorda "Vi presento Joe Black" , ma si tratta di un'assonanza solo superficiale. Il film è strutturato come un trittico le cui storie, apparentemente scollegate, confluiranno nell'ultimo segmento. Ogni decisione presa da Chiba avrà infatti ripercussioni sul futuro, considerato che ci sono vent'anni di differenza tra un episodio e l'altro. Nel primo lo Shinigami si occupa del triste caso di Kazue Fujiki, impiegata di un'azienda, orfana e senza amici, che ha appena tentato il suicidio; nel secondo segue le disavventure di uno yakuza quarantenne (Ken Mitsuishi) tradito da uno dei suoi uomini; nel terzo ed ultimo, ambientato nel 2028, esaudisce l'ultimo desiderio di una parrucchiera settantenne (Sumiko Fuji). A questo episodio viene delegato il compito di esprimere la morale di "Sweet Rain", morale non certo sorprendente e riassumibile in una semplice frase: la vita, per quanto possa riservare momenti amari, vale comunque la pena di essere vissuta.

Se la conclusione appare banale, bisogna però ammettere che il film approda ad un finale che riesce ad essere lirico senza essere sentimentale. L'ovvio sottotesto non inficia la riuscita dell'opera, che vanta altre frecce al proprio arco, a cominciare da Kaneshiro Takeshi. Il suo Shinigami, stralunato quanto innocente angelo della morte, è molto diverso da quelli un po' malevoli di "Death Note". Nel tempo libero il malinconico Chiba si diletta ad ascoltare musica, la sua grande passione, nei negozi di CD o a chiaccherare con gli altri Shinigami, evidentemente oberati dal superlavoro. Il fato vuole che il povero Chiba non abbia mai visto un cielo azzurro o una giornata di sole perché, quando è in servizio, piove perennemente, e di questo si cruccia terribilmente. È però dotato di un'ottima capacità di ascolto e, durante i suoi viaggi sulla terra, avrà modo di imparare alcune verità sulla vita e sulla morte. Kaneshiro Takeshi rende mirabilmente la soave sprovvedutezza del personaggio e, allo stesso tempo, la sua profonda saggezza e ineluttabilità. Dimostra inoltre una perfetta padronanza dei tempi comici. In "Sweet Rain" abbondano siparietti di lieve umorismo alquanto surreale, come i fraintendimenti linguistici di Chiba poco avvezzo alle moderne espressioni gergali, o la scena in cui gli Shinigami si salutano dopo una violenta sparatoria, ed egli riesce a gestirli perfettamente. Kaneshiro è, insomma, la prima buona ragione per vedere il film.
La seconda è la regia di Kakei Masaya, che evita le trappole del sentimentalismo o il ricorso al fazzoletto, facendo ricorso ad un'ironia dal sapore languidamente romantico. Il ritmo compassato di "Sweet Rain" ben si adatta al soggetto, e gli episodi si sviluppano attraverso una teoria di inquadrature compatte e accuratamente costruite, estremamente funzionali nel loro essere prive di qualsiasi virtuosismo registico. Fondamentale nello stabilire il giusto "mood", la meravigliosa fotografia di Shibanushi Takahide che rende con vibrante sensibilità l'atmosfera peculiare delle giornate di pioggia, ovviamente metaforica, in attesa di un raggio di sole.
Per la cronaca, la canzone "Sunny Day" è cantata da Manami Konishi ("Retribution"), che interpreta la giovane Kazue nel primo episodio.