CAST & CREDITS

cast:
Takeshi Kitano, Kyono Kotomi, Kishimoto Kayoko, Osugi Ren, Terajima Susumu, Watanabe Tetsu, Miwa Akihiro, Musaka Naomasa, Ueda Kôichi, Kiyoshi Beat

regia:
Takeshi Kitano

distribuzione:
Dolmen Home Video

durata:
108'

produzione:
Masayuki Mori, Takio Yoshida

sceneggiatura:
Takeshi Kitano

fotografia:
Jeffrey L. Kimball

Takeshis' | Recensione | Ondacinema

Takeshis'

di Takeshi Kitano

commedia, Giappone (2005)

di Anna Maria Pelella

Voto: 7.0

Film presentato a sorpresa alla Mostra del cinema di Venezia nel 2005 "Takeshis'" rappresenta il punto più alto della parabola finora solo ascendente della produzione del geniale regista giapponese. Si tratta di una sorta di omaggio ai suoi primi quindici anni di attività nel campo della regia. Kitano tesse con una leggerezza da avanspettacolo, in omaggio ai suoi albori di comico teatrale, questo intrecciarsi di storie tutte incentrate sul suo cinema. La sua interpretazione di molteplici personaggi non appesantisce per nulla la rappresentazione, come si potrebbe immaginare, anzi, rende prezioso il gioco di proiezioni che ci sprofondano in un mondo popolato da personaggi improbabili e in alcuni casi tenerissimi.

Il protagonista principale, Takeshi attorucolo che sogna la fama, è tratteggiato con affetto da un Kitano in vena di rappresentazione intimista, piuttosto che di violenza o prevaricazione, temi comunque sempre presenti all'interno della sua opera. Le situazioni a mano a mano più iperboliche che i personaggi si trovano a vivere rendono questo carosello di immagini una sorta di personalissimo "8 e 1/2" del regista giapponese. Il sovrapporsi delle immagini non crea, come nel capolavoro di Fellini, un'idea di caos creativo, ma regala allo spettatore una sorta di stupita meraviglia di fronte allo svelarsi del mondo interno di un così particolare regista, la cui sensibilità emerge sempre e comunque all'interno del suo lavoro. La struttura circolare del racconto poi, rende il tutto senza tempo, come se si trattasse di trame presenti contemporaneamente nella mente del regista, che prendono posto una alla volta sotto i riflettori del suo teatro interiore.