Ondacinema

5.0/10

Siamo nell'Irlanda degli anni 20; Edward e Rachel sono gemelli, e orfani. Intuiremo poco alla volta quale sia stata la sorte dei genitori che - ça va sans dire - grava sul loro destino come una maledizione. Alla soglia della maggiore età, vivono isolati dal resto del mondo in una grande dimora immersa nei boschi. Il ritorno del reduce Sean nel villaggio in prossimità della villa fa da elemento perturbatore dell'equilibrio su cui si regge la loro condizione di reclusi: Rachel infatti se ne invaghisce e Edward intuisce, non senza incestuosa gelosia, che dall'embrionale rapporto fra la sorella e Sean potrebbero scaturire conseguenze imprevedibili e poco piacevoli per tutti.

Siamo sul terreno del gotico. Il nume letterario evidente è Edgar Allan Poe (cui a mo' di dedica si deve intendere il corvo presente nell'ultima scena): in particolare, la coppia di fratelli prigionieri di una magione decadente rinvia al Crollo della casa Usher, portato più volte sullo schermo: dal capolavoro di Jean Epstein del 1928 a uno dei migliori titoli dedicati allo scrittore di Boston da Roger Corman ("I vivi e i morti", 1960).

In "The Lodgers" ci sono tracce di una discreta regia: a lasciare molto a desiderare è la sceneggiatura. Le idee di messa in scena, a dire il vero, non appaiono mai particolarmente originali, ma si distinguono (non ci vuole poi molto...) dalle ricorrenti scempiaggini che caratterizzano la maggior parte dei popcorn horror commerciali che continuano a infestare gli schermi, nonostante l'horror stia vivendo un periodo abbastanza fecondo (affinché la distribuzione italiana recuperi il meglio della produzione, occorre però in genere attendere l'estate). Il modello è, almeno in parte, l'eccellente "The VVitch" di Eggers. Il problema principale, si diceva, consiste nella sceneggiatura. Il dipanarsi della trama non appassiona mai veramente: poco interessanti i personaggi, eccessivamente ripiegate sui cliché le situazioni. In questo modo il film inizia presto a girare a vuoto e annoiare. Nonostante sul versante formale O'Malley dimostri un certo mestiere e riesca a tenersi distante dal cattivo gusto, i limiti del plot fanno sì che mostri la corda la costruzione dell'atmosfera, che in un film gotico è centrale ma non basta naturalmente a prenderselo tutto sulle spalle. Così fatichiamo a inquietarci per l'acqua che tracima verso l'alto contraddicendo le leggi della fisica, unico effetto cui il film si affida per provare ad agganciare in qualche modo le inquietudini dello spettatore. Merita di essere segnalata una indubbia eleganza formale del prodotto, che però rimane priva di guizzi particolari. E' sufficiente per accontentarsi? L'impressione è di assistere a un prodotto retrò fortemente derivativo, in nulla originale, dimenticabile in fretta.

Peccato, perché, il gotico avrebbe le potenzialità di adeguarsi ad epoche diverse ed essere attualizzato. Rifacendosi ad un'età letteraria precedente la nascita del cinema, è un genere che per sua natura si coniuga al passato: si nutre del passato, nel senso di ciò che è trascorso. E il passato, per definizione, appartiene a ogni presente. In fondo, l'essenza del gotico sta proprio nell'alludere a quanto non passa mai veramente, e tende così a imprigionare e trattenere ogni spinta propulsiva verso il futuro, verso la vita. In questo senso "The Lodgers" appare davvero sin troppo programmatico, e si esaurisce, incapace di spiccare il volo, nello spunto di base della casa infestata da spiriti che vorrebbero inibire ogni pulsione vitale nelle generazioni più giovani. Anche l'ambientazione nell'Irlanda della guerra civile degli anni 20 è una scelta di superficie che non si dimostra né capace né probabilmente interessata a sfruttare eventuali implicazioni politiche - alla maniera, ad esempio, di come avviene con la spagna franchista ne "La spina del diavolo" o "Il labirinto del fauno" - quelli sì due prodotti gotici che hanno saputo far dialogare passato e presente ricorrendo al linguaggio universale della fiaba.



Cast e credits

cast:
Deirdre O Kane, David Bradley, Moe Dunford, Bill Milner, Eugene Simon, Charlotte Vega


regia:
Brian O Malley


distribuzione:
Epic Pictures


durata:
92'


produzione:
Tailored Films


sceneggiatura:
David Turpin


fotografia:
Richard Kendrick


montaggio:
Tony Kearns


musiche:
Stephen Shannon, Kevin Murphy, David Turpin


Trama
Irlanda, anni venti. I gemelli Edward e Rachel, orfani, vivono soli in un maniero isolato e decrepito. In paese, Sean ritorna dalla guerra con una gamba di legno e trova un clima ostile. Nella dimora dei fratelli, alcune entità invisibili disciplinano la vita dei ragazzi con regole da non trasgredire, che impongono una netta cesura con il mondo esterno. Ma Rachel si invaghisce di Sean che rappresenta la possibilità di fuggire.