The Specials - Fuori dal comune | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Carlo Cerofolini
7.0/10

A volte anche i titoli se azzeccati possono contribuire a far comprendere i significati del film. Il nuovo lavoro della premiata coppia Olivier Nakache ed Eric Toledano si distingue per la sottigliezza con cui questo trova modo di relazionarsi alla matrice action movie di certo cinema hollywoodiano essendone nella sostanza quanto di più lontano.

Nel suo riferirsi tanto all’eccezionalità dell’opera svolta dai due protagonisti che di quella della sindrome che rende tali i ragazzi di cui si occupano,  “The Specials - Fuori dal comune” si richiama a certo cinema hollywoodiano nel trasferire ai suoi personaggi lo stesso carisma e potere salvifico attribuito agli eroi di quei film protagonisti di missioni impossibili come in effetti è anche quella di Bruno (Vincent Cassel) e Malik (Reda Kateb) e dei loro aiutanti impegnati a prendersi cura di persone affette da forme di autismo più gravi del normale, quelle di cui le strutture ospedaliere non sono in grado di occuparsi.

Alle prese con una questione delicata e drammatica come a suo tempo era stata quella del film - “Quasi amici” - che ha fatto dei registi uno dei sodalizi artistici  più riusciti del cinema contemporaneo, “The Specials" sceglie di sviluppare la sceneggiatura in duplice direzione: da una parte raccontando la vita quotidiana degli operatori guidati da due “mentori”, pazienti e onnipresenti quando si tratta di seguirli e aiutarli a risolvere le difficoltà incontrate nel corso delle loro giornate; dall’altra argomentando sul tema portante del film e cioè sullo scontro realmente occorso (ciò che si racconta è ispirato a storia vera) tra la sanità pubblica francese e le organizzazioni no profit, come quelle dei protagonisti, non riconosciute dal punto di vista legale e sprovviste di titoli e autorizzazioni, ma ciò nonostante indispensabili nell’occuparsi dei pazienti dimenticati dalle strutture pubbliche.

In questo modo “The Specials" trova modo di portare il pubblico dalla sua parte senza patetismi potendo contare sulla disarmante umanità dei personaggi e soprattutto sulla bravura di Vincent Cassel e Rada Kateb, perfetti nel trasformare la recitazione in un modo di essere e nel “prestare” i corpi alle fatiche tutt’altro che divistiche dei loro alter ego. Tutto questo facendo leva  sul realismo di un paesaggio che trae forza e dalla resistenza militante, ma non ideologica, della battaglia antisistema portata avanti dai due operatori, e dal fatto che a recitare nella parte di se stessi siano attori affetti dalla condizione di “svantaggio” messa in scena dalla storia.

Come tutti i film di Nakache e Toledano anche “The Specials" racconta l’incontro di universi distanti solo in apparenza e invece destinati a percorrere insieme un parte più o meno lunga di esistenza. Se in “C'est la vie - Prendila come viene” lo avevano fatto con le forme del cinema d’autore e all’insegna del puro divertissment, nel lungometraggio in questione la commedia dei due autori si colora di tinte più scure pur non rinunciando alla fluidità delle immagini e alla simpatia del contesto umano,  sorridente e speranzoso a dispetto di tutto e tutti. Comunista nel vero senso della parola, per la forza con cui  personaggi e film dimostrano di credere nella condivisione dei problemi della vita quotidiana (evidente nella scelta dei registi di rimanere sempre sul campo, evitando siparietti dedicato al privato dei protagonisti), “The Specials” potrebbe essere nella sua messinscena l’altra faccia della medaglia di film quali “Legge 627” di Bertrand Tavernier  o “Polisse” di  Maïwenn Le Besco, in cui il lavoro nella sua trasfigurazione  diventa una forma di opposizione all’avanzare del caos. In un panorama del genere non siamo lontani da Ken Loach con il quale “The Specials - fuori dal comune” spartisce ideali e sincerità di messinscena.


25/10/2020

Cast e credits

cast:
Reda Kateb, Vincent Cassel


regia:
Olivier Nakache, Éric Toledano


titolo originale:
Hors normes


distribuzione:
Lucky Red, EuroPictures


durata:
114'


produzione:
Gaumont


sceneggiatura:
Olivier Nakache, Éric Toledano


fotografia:
Antoine Sanier


scenografie:
Julia Lemaire


montaggio:
Dorian Rigal-Ansous


costumi:
Isabelle Pannetier


musiche:
Grandbrothers


Trama
Bruno e Malik sono due persone fuori dal comune come i ragazzi e i bambini di cui si prendono cura.