The Suicide Squad - Missione suicida | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Luca Sottimano
7.5/10

Nel luglio 2018, James Gunn, regista per la Marvel dei due volumi dei "Guardiani della Galassia", viene licenziato dalla Disney a causa di alcuni tweet offensivi, riportati alla luce da troll online e risalenti a più di dieci anni prima. La Warner non si fa scappare l’occasione e lo arruola per "The Suicide Squad", reboot/sequel del quasi omonimo film di David Ayer, che nel 2016 aveva ottenuto un buon riscontro di pubblico, ma era stato massacrato unanimemente dalla critica e successivamente rinnegato dallo stesso regista, a cui era stato tolto il montaggio finale. A Gunn, invece, vengono concessi carta bianca e totale controllo sull'operazione, prerogativa ormai rarissima nel panorama dei blockbuster contemporanei: il risultato è un film libero e folle, imbevuto dello stile e delle tematiche del suo autore. Che qui, mantiene solo alcuni dei personaggi del primo capitolo, Harley Quinn (Margot Robbie), Amanda Waller (Viola Davis), Rick Flag (Joel Kinnaman), dà spazio a nuovi "eroi" dai poteri più bizzarri (tra cui un uomo-squalo e un lanciatore di pois esplosivi) e riempie un assunto esile (una missione suicida su un’isola sudamericana dov’è appena avvenuto un colpo di stato per distruggere una misteriosa struttura che cela esperimenti segreti) di idee assurde e mirabolanti, nonsense e psichedeliche, travolgenti e demenziali.

Al centro delle vicende, un gruppo di reietti, pedine sacrificabili per il governo USA (e il film si rivela molto audace per come ne rende il cinismo e la spietatezza, incarnati dal personaggio della Waller, mandante dell’operazione) che, catapultati in un territorio dove il rischio della morte è sempre dietro l’angolo, scoprono il valore della fratellanza sincera che si crea tra loro. Personaggi mai da prendere sul serio, imperfetti e pieni di debolezze, quasi eroi per caso (ben lontani dalla compostezza statuaria di quelli snyderiani), per cui all'iniziale ebrezza dello sfoggio e dello sfogo delle proprie abilità si fa breccia nel finale la fatica, il peso del proprio ruolo. Ad accomunarli, inoltre, il difficile rapporto con i propri genitori, e la ricerca dell’affetto perduto o assente, tutte caratteristiche che ritroviamo anche nell’imbranato protagonista di "Super" e nei componenti dei "Guardiani della galassia". In uno svolgimento che pare senza freni, l’animo romantico del regista si rivela nelle parentesi malinconiche che si concede per far emergere il vissuto e l’interiorità di personaggi con cui si crea una forte empatia.

Facendo leva anche sul suo tipico ultra-citazionismo, Gunn riversa nei confronti del Cinema la sua onda d'urto, divertendosi a frullare dinamiche varie (la premessa di "Quella sporca dozzina" prosegue con uno sbarco e una missione di salvataggio che richiama "Salvate il Soldato Ryan", per poi approdare su altri lidi che non anticipiamo per non incappare in potenziali spoiler). Tutte virati alla parodia sovraccarica, in cui viene epurata ogni parvenza di epica: al ralenti che ci mostra l'avanzare ieratico della squadra pronta a combattere sotto una tempesta di neve segue improvvisamente uno stacco che ci mostra la freccia che si conficca nell'occhio di un soldato nemico. Ma il suo gusto per lo splatter e l'eccesso, su cui spinge forte il pedale, non sconfina mai nel mero compiacimento: a sarabande di uccisioni floreali si alternano a momenti in cui la violenza e il sangue, l’affastellarsi di cadaveri e teste mozzate appaiono in tutta la loro consistenza e crudezza.

A monte, fruttifero appare allora il nuovo corso intrapreso dalla DC Film, che abbandonato il progetto di creare un universo condiviso in risposta a quello Marvel, dopo l’insuccesso di "Justice League", ha deciso di concentrarsi su film autonomi, che, come nel caso di "Joker" (e al netto di altre cadute, vedi alla voce "Aquaman" e "Wonder Woman 1984") dimostrano come, nel panorama dei cinecomic contemporanei, sia ancora possibile realizzare opere fresche e originali.


14/08/2021

Cast e credits

cast:
Margot Robbie, Idris Elba, John Cena, Joel Kinnaman, Viola Davis, Daniela Melchor, David Dastmalchian, Peter Capaldi


regia:
James Gunn


titolo originale:
The Suicide Squad


distribuzione:
Warner Bros.


durata:
132'


produzione:
Atlas Entertainment, The Safran Company


sceneggiatura:
James Gunn


fotografia:
Henry Braham


montaggio:
Fred Raskin, Christian Wagner


musiche:
John Murphy


Trama
Nel carcere di massima sicurezza di Belle Reve il vigilante Savant viene avvicinato da Amanda Waller, direttrice dell'agenzia governativa Argus, che gli propone un accordo: la sua pena verrà ridotta di dieci anni se parteciperà insieme ad altri criminali, la famigerata "Squadra Suicida", a una letale missione nell'isola di Corto Maltese, governata dallo spietato dittatore Silvio Luna e dal suo braccio destro Mateo Suarez.
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