CAST & CREDITS

cast:
Seth Rogen, Jay Chou, Cameron Diaz, Christoph Waltz, Tom Wilkinson

regia:
Michel Gondry

distribuzione:
Sony Pictures Releasing Italia

durata:
120'

produzione:
Original Film, Sony Pictures Entertainment

sceneggiatura:
Seth Rogen, Evan Goldberg

fotografia:
John Schwartzman

scenografie:
Owen Paterson

montaggio:
Michael Tronick, Sally Menke

musiche:
James Newton Howard

The Green Hornet | Recensione | Ondacinema

The Green Hornet

di Michel Gondry

azione, Usa (2011)

di Matteo De Simei

Voto: 6.5
Quando le strade delle metropoli non erano ancora protette dai più famosi Superman, Batman e Spiderman, quando l’affascinante mondo dei supereroi non abbracciava ancora la tv ed il fumetto, il condottiero nella lotta alla criminalità era il meno noto Britt Reid, alias Green Hornet, accompagnato dal suo sidekick Kato, tuttofare esperto di arti marziali. The Green Hornet vede la luce infatti nel lontano 1936 dalle penne di George Trendle e Fran Striker come serial radiofonico statunitense e solamente nei decenni successivi troverà gloria in ambito televisivo (negli anni sessanta il ruolo di Kato venne affidato al mito di Bruce Lee, omaggiato nel film in alcuni ritratti disegnati dallo stesso Kato) e fumettistico (i diritti sono oggi di proprietà della Dynamite Entertainment) fino all’odierno approdo al grande schermo.

La pellicola, diretta dal poliedrico Michel Gondry, acquisisce sin dai primi minuti tutti i caratteri del genere action movie di stampo eroico, con la prerogativa di rispondere non solo alla mera funzione commerciale della Sony e all’intrattenimento del pubblico. La sensazione infatti è che il film vada leggermente oltre le aspettative, che abbia davvero una marcia in più, anzi due: la verve demenziale di Seth Rogen e la creatività dello stesso regista. Il giovane attore interprete di numerose commedie americane (tra le altre “Zack and Miri Make a Porno”, “Funny People”), giudicato inadatto per il ruolo di protagonista-supereroe da una parte della critica, riesce invece a centrare il bersaglio relegando al film un mix di entusiasmo esplosivo e comicità infantile, scaltro espediente capace di rendere ancora più ludica la sceneggiatura da lui scritta assieme a Evan Goldberg. Ma a dispetto di una prima parte piuttosto sobria, il film intraprende una strada sempre più frenetica e il ritmo si impone a livelli esponenziali (esagerati?) fino al convulso finale. Così come originali ma artificiose sono le sequenze di guerriglia, in particolar modo le lotte corpo a corpo del funambolico Kato (interpretato dal cantante taiwanese Jay Chou). E se l’eccesso di foga è un errore perdonabile per un film che fa dell’azione il suo fulcro, non lo è la scarsa caratterizzazione del cattivo, un poco convincente Christoph Waltz (doppiato in modo indecoroso insieme a tutta la sua gang criminale) in cerca di autostima e sicurezza.

Il Michel Gondry di “The Green Hornet” è ben consapevole di essere lontano anni luce dai mondi onirici del meraviglioso “L’arte del sogno”, dal sentimentalismo fantastico di “Se mi lasci ti cancello” o dagli ingegni creativi ed avvincenti di “Be Kind Rewind”. Quello che ha tra le mani è un progetto (il primo) di caratura internazionale che poco ha a che vedere con la sua filmografia precedente, perché creato da altre mani. Eppure colpisce il fatto di come Gondry riesca a mettere la firma su ogni suo lavoro in modo inconfondibile, e questo grazie al suo inarrivabile talento visivo. Per questo il regista francese dimostra di essere in “The Green Hornet”, ancor prima di un regista maturo e autentico, un grande esperto di video musicali e un innovatore in continua evoluzione, come dimostrano le sequenze accelerate in stile cartoon, gli split screen multipli, la tecnica bullet-time (a soppiantare l’effetto 3d che si dimostra per l’ennesima volta irritante e addirittura penalizzante). La freschezza e la vivacità delle immagini vengono accompagnate dall’avvincente colonna sonora di James Newton Howard che include, tra gli altri, Rolling Stones e Johnny Cash.

Dopo aver ottenuto un buonissimo incasso in patria, da noi rimane tuttora un oggetto misterioso, anzi inesorabilmente ignorato. Ciò nonostante e malgrado i suoi limiti, “The Green Hornet” dimostra di essere un più che valido blockbuster, messo in risalto soprattutto dalla sorprendente coppia Rogen-Gondry