CAST & CREDITS

cast:
Richard Dillane, Peter Brooke, Matt Kane, Natasha Loring, Stephen Jennings, Andre Weideman, Abena Ayivor, Sivu Nobongoza

regia:
Sid Bennett

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
83'

produzione:
Nick Hill

sceneggiatura:
Sid Bennett, Jay Basu

fotografia:
Tom Pridham

scenografie:
Franz Lewis

montaggio:
Ben Lester

costumi:
Joanne Walter

musiche:
Richard Blair-Oliphant

The Lost Dinosaurs | Recensione | Ondacinema

The Lost Dinosaurs

di Sid Bennett

thriller, found footage, Gran Bretagna (2012)

di Vincenzo Lacolla

Voto: 4.0
Alcuni nastri contenuti in uno zainetto ritrovato da un gruppo di indigeni lungo il corso di un fiume (ogni riferimento a Ruggero Deodato è puramente casuale) contengono, in oltre dieci ore di girato, i drammatici esiti della spedizione in Africa di una equipaggiata troupe di studiosi e documentaristi inglesi di cui si erano perse le tracce. Obiettivo dell'esplorazione era indagare sulla probabile presenza di dinosauri e del leggendario Mokele Mbembe nella giungla congolese.

Particolarmente esplicito nel riagganciarsi, fin dal titolo originale, al "Blair Witch Project" che, quattordici anni fa, rilanciò con successo in una nuova accezione mainstream un genere che, poco meno di un ventennio prima, restava connesso al sordido universo d'exploitation, a sconcertanti e pruriginosi titoli underground, finti snuff e mondo movies, "The Dinosaur Project" torna involontariamente a ribadire i deficit in esso connaturati. Anzi, proprio a causa della pedissequa ripresa di un modello che, attraverso regole rigorosamente intradiegetiche, intende condurre la finzione a un più forte livello di realistica autenticità, rappresenta un risibile e secondario surrogato dei suoi antecedenti e ratifica il fallimento di una categoria cinematografica carente già in principio di possibilità espressive innovative, il cui logoramento è stato accelerato da un'inflazione di titoli, nati sull'onda della convenienza economica e del favore del pubblico medio, quasi mai spinti da reali esigenze artistiche.

Al suo esordio in un lungometraggio vero e proprio, Sid Bennett sceglie di misurarsi con un soggetto che aveva già affrontato in precedenza. Il regista inglese, infatti, è stato autore di alcuni documentari per il piccolo schermo proprio sugli animali preistorici e, in queste occasioni, aveva dimostrato grande dimestichezza nell'uso della computer grafica, lanciandosi in ricostruzioni dal piglio spettacolare. Inoltre se, da un lato, un dino-movie rivisitato in salsa found footage può sembrare uno spostamento d'asse originale, d'altra parte costituisce anche una scelta rischiosa: non è semplice convincere uno spettatore degli anni zero della "verità" delle immagini cui assiste, specialmente se queste ritraggono dinosauri che si aggirano liberamente nella foresta. Poi, senza streghe, fantasmi, cannibali e inspiegabili fenomeni paranormali, non si può far leva sulla suggestionabilità del pubblico e, quindi, è necessario puntare tutto sulla forza di una solidità narrativa che questo "The Lost Dinosaurs" proprio non possiede. Per ovviare alle fragilità del nucleo fantastico (lontano anni luce dal fascino del "Jurassic Park" di Spielberg), il regista decide di ripiegare sul giovane protagonista, il suo rapporto con il padre, la ricerca d'affetto dentro e fuori una famiglia evidentemente disfunzionale.
Eppure anche questo fronte più "intimistico", privo della necessaria carica empatica, fallisce. Il tutto resta ingabbiato in uno schematismo che direziona lo sviluppo narrativo sui binari di un immediato scontro morale, nell'ambito del quale l'interazione tra i personaggi segue funzioni testuali elementari e didascaliche: apparenze ingannevoli con aiutanti e antagonisti che si scambiano le parti, uomini buoni e dinosauri cattivi, dinosauri buoni e uomini cattivi, la violenza improvvida del conquistatore adulto, l'innocenza saggia del giovane eroe. Un canovaccio puerile e sempre uguale a se stesso che banalizza un messaggio di fondo interessante ma di certo non nuovo: il conflitto insanabile tra l'agire ambiguo e interessato degli uomini e l'unidirezionalità istintiva del resto delle creature viventi in un ambiente incontaminato.

"The Lost Dinosaurs" è, in definitiva, un prodotto povero di qualsivoglia sollecitazione emotiva, avaro di tensione e di coinvolgimento psicologico o anche solo visivo che, nonostante l'esigua durata e l'accuratezza degli animali digitali (notevoli per un film a basso budget), è incapace di fornire un'adeguata dose di intrattenimento fosse pure per una pigra serata estiva.