CAST & CREDITS

cast:
Tony Jaa, Jeeja Yanin, Rhatha Phongam, Marrese Crump, RZA

regia:
Prachya Pinkaew

distribuzione:
indie films

durata:
103'

produzione:
Prachya Pinkaew

sceneggiatura:
Eakisit Thairaat

fotografia:
Teerawat Rujenatham

montaggio:
Wichit Wattananon

musiche:
Terdsak Janpan

The Protector 2 | Recensione | Ondacinema

The Protector 2

di Prachya Pinkaew

arti marziali, Thailandia (2013)

di Alberto Mazzoni

Voto: 5.0

Non avendo imparato niente dalle decine di ossa rotte da Tony Jaa nel primo “The Protector”, uomini malvagi tornano a rubargli l’elefantino. I combattimenti, anche belli, non mancano, ma l’uso della CGI e un tono costantemente sopra le righe rovinano la festa.
Molti hanno visto e amato "Speed", pochi hanno visto e ancor meno amato "Speed 2". Uno dei motivi è che capita più spesso di trovarsi su un autobus che in crociera ai Caraibi. Allargando il concetto, si torna a Bourne in metro a Berlino vs Bond che gioca a poker in un castello. Prachya Pinkaew è l’uomo che, grazie all’aiuto interessato di Luc Besson e soprattutto alle doti atletiche e al carisma di Tony Jaa, ha portato il Muay Thai alla ribalta cinematografica, e di questo non si può non essergli grati. Fin dall’inizio (“Ong Bak”, decisamente da vedere) ha però camminato sul pericoloso crinale tra l’arte marziale filmata così com’è (seguendo anche l’esempio di Jackie Chan, non c’erano cavi né CGI) e l’amore per le ambientazioni kitsch (un cantiere costruito attorno a una gigantesca statua di Budda viene sfasciato a ginocchiate). Il suo capolavoro è infatti “Chocolate” dove, oltre a sostituire il maestro Tony Jaa con l’incredibile allieva Jeeja Yanin, ambienta tutti i combattimenti in ambienti urbani realistici, tipicamente luoghi di lavoro. Purtroppo in "The Protector 2" il “dogma” anti CGI mestamente cade e il pessimo RZA (reo del crimine contro le arti marziali “L’uomo dai pugni di ferro”) aggiunge kitsch occidentale a quello orientale e il film rovina. Siamo quindi lontani dai film succitati e per il vecchio fan non si può non parlare di delusione.

Anche se rimangono superiori a quasi tutti gli attori action occidentali, sul comparto atletico possiamo notare un lieve calo di smalto sia in Tony Jaa che in Jeeja Yanin. Già, perché la nostra beniamina è presente anche qua, inizialmente dalla parte opposta a Tony, in modo da realizzare un combattimento a lungo sognato dai fans, e quindi inevitabilmente a suo fianco. La sottotrama che coinvolge Jeeja è forse l’unico elemento narrativamente interessante, in mezzo a una storia di combattimenti clandestini (ma va?) e improbabili risvolti geopolitici.

Vorremmo segnalare due elementi di interesse nel film. Il primo è Rhatha Phongam. La sexy e timida cantante di night club di “Only God Forgives” qua fa la combattente letale. Il personaggio è abbastanza risibile, ma, per chi ha in mente il film di Refn, l’effetto è inquietante come scoprire che Natalie Portman in realtà è alta 1.80 e vederla stendere un uomo con una testata. Il secondo è Marrese Crump. Anche se lo scontro finale del film vede come antagonista il patetico RZA, il vero nemico del film è il suo vice (“Numero due”) che letteralmente ruba la scena a tutti ogni volta che è in campo. Marrese combina una bella tecnica con il physique du role e una presenza scenica “sono tranquillo perché so che ti spezzo quando voglio” che in questo tipo di film è perfetta. Sicuramente il miglior “cattivo” mai visto in un film di Muay Thai. I frequenti scontri tra lui e Tony e Jeeja sono il punto alto del film e meriterebbero di essere rivisti con cura. Malauguratamente tra uno di questi scontri e l’altro abbiamo elefanti esplosivi, gente in fiamme che salta su e giù dalle pareti, motorette che volano da un grattacielo all’altro andando a 30 all’ora, RZA che fa il gradasso, umorismo thailandese etc quindi possiamo consigliare questo film solo al vero fan disposto a tollerare ciò per avere ogni mezz’ora cinque minuti di botte mirabili. 
Domanda inevitabile. Perché "The Protector 2" viene distribuito in sala e "The Raid 2" no, pur essendogli immensamente superiore da ogni punto di vista e soprattutto più fruibile da uno spettatore occidentale? Mistero.