CAST & CREDITS

cast:
John Cusack, Luke Evans, Alice Eve, Brendan Gleeson

regia:
James McTeigue

durata:
111'

sceneggiatura:
Ben Livingston, Hannah Shakespeare

fotografia:
Danny Ruhlmann

scenografie:
Roger Ford

montaggio:
Niven Howie

costumi:
Carlo Poggioli

musiche:
Lucas Vidal

The Raven | Recensione | Ondacinema

The Raven

di James McTeigue

thriller, Usa (2012)

di Simone Pecetta

Voto: 4.5

La ricetta è semplice: prendere un popolare scrittore scegliendolo con cura tra quelli attorno ai quali si è generato un alone di culto; selezionare alcune sue opere scegliendole con cura tra quelle che più sono permeate nell'immaginario persino di coloro che non conoscono il suddetto scrittore; eliminare la distanza tra autore ed opera facendo lentamente scivolare la figura dello scrittore in quella di un personaggio; mescolare il tutto attentamente aggiungendo un pizzico di glamour e thrilling. Al momento di servire la pietanza è importante porre estrema attenzione al presentare il tutto in una forma quanto più accattivante possibile. Quindi se lo scrittore in questione è il celeberrimo Edgar Allan Poe e le novelle -a partire da "Il pozzo ed il pendolo"- che il regista James McTeigue amalgama sicuramente fanno parte dell'immaginario anche inconscio di mezza popolazione mondiale e se Poe diventasse allora personaggio delle sue stesse fantasticherie per di più lanciato all'inseguimento di un copycat killer allora sapremmo che la ricetta è stata  seguita con dovizia.

Già sul finire del 2011 il regista tedesco Roland Emmerich aveva con "Anonymous" presentato una variante al crauti di questa ricetta che sembra stia prendendo piede nei gusti degli spettatori e delle produzioni americane. Ma se Emmerich al di là dei molti difetti della sua opera aveva saputo imbastire un interessante discorso quantomeno sul piano metacinematografico regalandoci al contempo dei bei affreschi dell'Inghilterra vittoriana grazie a notevoli inquadrature dal gusto pittorico e all'uso di una computer grafica strabiliante invece, ora, ci troviamo alla versione povera del medesimo piatto.

Sembra infatti chiaro che la misera sceneggiatura di questo "The Raven" sia scontata e, non secondariamente, fuori luogo (qualcuno potrebbe scrivere agli sceneggiatori dicendo che la parola "serial killer" è stata coniata oltre cento anni dopo gli eventi inscenati?) con la sua lunga serie di battute che sembrano emergere direttamente da "Die Hard" e se pronunciate da Bruce Willis in "Inferno di cristallo" suonano come lapidarie sentenze che incarnano l'essenza della coolness sentirle, invece, sputate dal grande scrittore americano generano un effetto straniante che respinge ogni tentativo dello spettatore di immergersi nella pellicola. Peccato mortale, questo, per un thriller che dovrebbe invece catturare gli spettatori nelle maglie di una storia per non lasciarli sfuggire sino all'ultimo secondo. McTeigue comunque ci prova e impasta il suo polpettone fantastorico con una tensione a là "Se7en", cui strizza l'occhio costantemente, ma senza le doti ed il colpo d'occhio di Fincher e provando purtroppo, anche se non è nelle sue corde, a sviluppare una trama ed un plot più compliessi del precedente "Ninja Assassin" ricadendo così nei nefasti esiti di "V per vendetta". In conclusione: film ingenuo che non riesce a convincere ed avvincere.

Una proposta per Hollywood: ritentiamo, ma stavolta con Bill Murray nei panni dello scrittore, dietro la cinepresa proviamo a metterci Tim Burton ché magari riusciamo a svegliare anche lui dal torpore in cui è caduto con le sue ultime pellicole e di questo "The Raven" ci teniamo solo Gleeson -è strabiliante come in una carriera tanto lunga quest'attore non sia mai sotto tono-. Altrimenti, con buona pace di tutti, basterebbe rispolverare i grandissimi lavori che negli anni 60 era riuscito a partorire Roger Corman.