CAST & CREDITS

cast:
Dakota Fanning, Kristen Stewart, Michael Shannon, Riley Keough, Scout Taylor-Compton

regia:
Floria Sigismondi

durata:
106'

produzione:
River Road Entertainment

sceneggiatura:
Floria Sigismondi

fotografia:
Benoit Debie

scenografie:
Eugenio Caballero

montaggio:
Richard Chew

costumi:
Carol Beadle

The Runaways | Recensione | Ondacinema

The Runaways

di Floria Sigismondi

drammatico, Usa (2010)

di Magda Di Genova

Voto: 7.0
I diritti per realizzare un film tratto dal libro "Neon Angel, A Memoir Of A Runaway", autobiografia di Cherie Currie, ex cantate delle Runaways, erano stati acquistati parecchi anni fa. Se acquistarli era stato semplice, ben più difficile era stato trovare un regista adatto o disposto a dirigere il lungometraggio.
Accetta la sfida Floria Sigismondi e forse non c'era regista più indicata: un po' perché si tratta della storia di donne e ci vuole un occhio femminile, un po' perché si è fatta le ossa con videoclip musicali, un po' perché è sposata con una rockstar e un po' perché la figlia galoppa velocemente verso l'adolescenza e questo preoccuperebbe qualsiasi madre.

Per chi non conoscesse la storia, quella vera: le Runaways sono state il primo gruppo rock (siamo nella metà degli anni 70) formato esclusivamente da ragazze, per di più in età adolescenziale. Musiciste capacissime, totalmente abusate economicamente, psicologicamente e sessualmente da un pluripremiato e spregiudicato produttore, Kim Fowley, il cui fine unico era quello del massimo guadagno finanziario personale.
Abbandonate a loro stesse in un'età in cui sperimentare tutti gli eccessi possibili è un bisogno fisiologico, le cinque ragazzine usciranno a pezzi da questa esperienza durata appena quattro anni: alcolizzate, tossicodipendenti e senza aver guadagnato un centesimo.

Il film, nonostante il nome, non è però incentrato sulla carriera del gruppo (che la Currie lascerà a metà della loro breve carriera), ma sulla figura della loro vocalist e su quella della chitarrista Joan Jett, oscurando completamente le altre componenti della formazione.
Esaustivo come viene presentato l'abituale abuso di droghe; trattato in maniera decisamente più velata quello degli abusi e degli eccessi sessuali.
Insomma, se vostra figlia di 10 anni vi supplica di portarla a vedere il nuovo film con la bella Bella, inventatevi una scusa.

Buona, a tratti forzata, l'interpretazione di Kristen Stewart (nei panni di Joan Jett) che probabilmente da tempo sperava in un ruolo più "ruvido" e "sporco" di quelli finora interpretati. Chissà se il suo fidanzato (Robert Pattinson) ha fatto una telefonata a sua zia (Joan Jett - che insieme a Kenny Laguna, cioè colui che ha fatto di lei una star e un'icona degli ultimi 30 anni - è produttrice esecutiva della pellicola) per raccomandarla. (Il gossip fa girare il mio mondo, abbiate pazienza.) Evan Rachel Wood, a cui si era inizialmente pensato di affidare la parte, forse avrebbe "riscaldato" il personaggio.
Interessante l'interpretazione di Michael Shannon nei panni di Kim Fowley, il vero cattivo del film.
Davvero ottima invece quella di Dakota Fanning (nei panni di Cherie Currie) la cui inopinabile bellezza rende piena giustizia alla tipica ingenuità adolescenziale. Veramente un'ottima interpretazione, brava Dakota. Un filo in meno di giustizia viene resa invece ai brani delle Runaways da lei reinterpretati: sono canzoni che erano "ruggite", mentre, a confronto con le versioni originali, lei sembra "miagolarle". Più affine l'interpretazione vocale di Kristen Stewart per i brani originariamente interpretati dalla dalla Jett, ma c'è anche da dire che la Jett aveva uno stile decisamente più pacato. C'è anche da dire che non è assolutamente facile eguagliare i picchi dell'aggressività vocale di Cherie Currie, in vent'anni e passa che urlo a squarciagola "Cherry Bomb" mai mi sono avvicinata a qualcosa che potrebbe anche ricordare vagamente la versione originale. Quindi il miagolio della Fanning è ben più che accettabile. Ancora brava, Dakota.

Se da una parte il film ha quindi qualche pecca (quella di non dare una chiara idea del tempo che trascorre è una), dall'altra ha sicuramente tanti pregi.
La regia della Sigismondi è ricercata, accurata e ci sono delle inquadrature molto interessanti (meravigliosa la scena del bacio tra la Stewart e la Fanning).
Bellissima la fotografia di Benoit Debie (proveniente dalla pubblicità, già al lavoro con registi francesi e tedeschi, con Dario Argento e nell'atteso "Phantasmagoria" diretto da Marilyn Manson) che punta su una luce nitida e satura per risaltare colori pieni e brillanti, lontani dalle atmosfere cupe per le quali i videoclip della Sigismondi sono famosi.
Bella la colonna sonora (come poteva non esserlo con Floria Sigismondi alla regia e George Drakoulias alla consulenza musicale?) con brani di MC5, Sex Pistols, Suzi Quatro, David Bowie, Stoogies e, naturalmente, The Runaways.