CAST & CREDITS

cast:
Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke, Bryce Dallas Howard, Dakota Fanning, Anna Kendrick

regia:
David Slade

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
124'

sceneggiatura:
Melissa Rosenberg

fotografia:
Javier Aguirresarobe

scenografie:
Paul D. Austerberry

montaggio:
Art Jones, Nancy Richardson

costumi:
Tish Monaghan

musiche:
Howard Shore

The Twilight Saga: Eclipse | Recensione | Ondacinema

The Twilight Saga: Eclipse

di David Slade

romantico, fantasy, Usa (2010)

di Alex Poltronieri

Voto: 5.0
C'è che tifa per il vampiro Edward, chi per il licantropo Jacob. Chi scrive invece tifa(va) per David. Slade. Il regista del terzo episodio della fortunata saga di "Twilight" è il talentuoso artefice di alcuni dei videoclip più interessanti della passata decade. Nonché autore del discusso "Hard Candy" e dell'horror di matrice carpenteriana "30 giorni di buio". Con il regista britannico alla guida si sperava in un'impennata qualitativa, ma il risultato, com'era forse prevedibile, convince solo in parte. Dal romanzo più complesso della quadrilogia, ma anche il più amato dai fan, Slade trae il film più cupo e sotterraneamente violento. Apre le danze con una sequenza notturna e tesa (la vampirizzazione del giovane Riley) degna di un film horror, cita i maestri (i vampiri che emergono dalle acque rievocano gli zombi di Romero), riserva qualche inaspettata chicca (il fulmineo cameo di Peter Murphy dei Bauhaus nel ruolo, ovviamente, di un pallido signore della notte), e conclude la pellicola con una battaglia (quella tra i vampiri della famiglia Cullen e selvaggi Neonati) orchestrata con la perizia di un blockbuster.
 
Soprattutto, rispetto al precedente, insopportabilmente melenso "New Moon", infonde una sana dose di alleggerimenti ironici (Bella che sferra un gancio a Jacob, il padre di Bella, iperprotettivo e impacciato, che tenta di istruire la figlia sulle "precauzioni" con cui avvicinarsi al sesso). Ma se il regista riesce tutto sommato ad infondere un po' di vitalità in un intreccio ad alto tasso di prevedibilità, a funzionare poco è proprio il nodo centrale della saga della Meyer, ovvero il rapporto amoroso contrastato tra Bella e i suoi due contendenti. "Twilight" è sostanzialmente un "tempo delle mele" aggiornato agli anni 2000, con qualche aggiunta soprannaturale. Ma quello che nei libri può apparire struggente e con cui ci si identifica, nel salto sul grande schermo diventa solo noia e dialoghi da soap per vecchiette. Eppure nell'opera della Meyer c'è qualcosa di interessante, o quantomeno curioso: l'idea di un romanticismo cavalleresco e fuori dal tempo, sotto sotto puritano (Edward non vuole deflorare Bella prima di averla sposata, poiché così insegna l'etichetta della sua epoca), che si protrae per l'intero corso di una vita ("né con te né senza di te" insegnava Truffaut). E in questo terzo episodio c'è ancora più carne al fuoco, visto che in gioco ci sono il futuro e le scelte della protagonista, al bivio tra innocenza giovanile e responsabilità della vita adulta, indecisa tra la possibilità di un destino da immortale come vampiro, accanto all'amato Edward, o di una vita "normale" assieme all'affettuoso Jacob. Slade, pur incappando nel goffo espediente del flashback (appiccicati un po' a caso) tenta di scavare a fondo nei sentimenti dei protagonisti, rappresentando i vampiri come giovani insicuri, "condannati" contro la loro volontà ad un'esistenza senza fine e piena di sofferenze.

Peccato che il potenziale della saga della Meyer si perda in una sceneggiatura (sempre di Melissa Rosenberg) piatta e monotona che si preoccupa in primo luogo di restare fedele ai romanzi originari, senza incorrere nelle ire degli appassionati. Quindi, nonostante gli sforzi del regista, la solfa resta sempre la stessa dei primi due film: dialoghi banalotti che si susseguono senza fine, patemi d'amore poco credibili resi ancora più indigesti dal cast (ok la Stewart, ma Lautner e Pattinson sembrano imbalsamati), difficoltà nel far convivere la componente romantica con quella fantasy (il montaggio sfilacciato non aiuta, si arriva al climax dello scontro finale quando si è già in abbiocco inoltrato). Si accontentano di poco i (numerosi) fan della saga di "Twilight", e ogni volta il successo spropositato dei film della serie un po' sorprende, un po' inquieta.

Mezzo punticino in più per la bella colonna sonora del premio Oscar Howard Shore, ma pure le canzoni (stavolta brani originali di Metric, Black Keys, Unkle, Beck & Bat For Lashes, Vampire Weekend, Fanfarlo ecc.) sono tra le migliori sinora ascoltate nella serie.