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I toni dell'amore - Love Is Strange

di Ira Sachs

drammatico, Usa (2014)

CAST & CREDITS

cast:
Manny Perez, Adriane Lenox, John Cullum, Christian Coulson, Darren Burrows, Harriet Samson Harris, Cheyenne Jackson, Charlie Tahan, Marisa Tomei, Alfred Molina, John Lithgow

regia:
Ira Sachs

distribuzione:
Koch Media

durata:
94'

produzione:
Lars Knudsen

sceneggiatura:
Ira Sachs, Mauricio Zacharias

fotografia:
Christos Voudouris

scenografie:
Amy Williams

montaggio:
Michael Taylor, Affonso Gonçalves

costumi:
Arjun Bhasin

I toni dell'amore - Love Is Strange | Recensione | Ondacinema

I toni dell'amore - Love Is Strange

di Ira Sachs

drammatico, Usa (2014)

di Mirko Salvini

Voto: 7.5

Ira Sachs, una delle voci più stimate dell'attuale cinema queer statunitense, dopo essersi fatto notare con film indipendenti lanciati al Sundance, realizza "Love Is Strange" (titolo che in Italia si accompagna a "I toni dell'amore", con riferimento alla professione musicale di uno dei protagonisti) il suo film al tempo stesso più "mainstream" e più politico. Lo strano amore di cui si parla è quello fra Ben e George (gli ottimi John Lithgow e Alfred Molina), due "Englishmen in New York", per dirla come (alla) Sting, che dopo quasi quarant'anni di convivenza decidono di approfittare della tanto sospirata legge sui matrimoni gay per celebrare la loro lunga unione. Le ripercussioni però non tardano ad arrivare: George è un insegnante di musica che lavora in una scuola privata cattolica e dato che ai vertici il suo matrimonio non viene gradito con effetto immediato l'uomo perde il lavoro. Tra George disoccupato e Ben pensionato, diventa impossibile per i due mantenere l'appartamento che è stato per anni la loro casa e che dopo tanti sacrifici erano finalmente riusciti ad acquistare. Si vedono quindi costretti a chiedere ospitalità alla loro (apparentemente nutrita) cerchia di amici, ma c'è un problema: nella tentacolare Grande Mela trovare appartamenti che prevedano di ospitare non è semplice, specie due persone. La soluzione che si offre è piuttosto scomoda: Ben andrà a stare dal nipote regista Elliot (Darren Burrows), mentre George si trasferirà al piano di sotto, in casa di una coppia di poliziotti gay (Cheyenne Jackson e Manny Perez). Sfortunatamente l'opzione proposta da un'altra nipote di trasferirsi in campagna non viene neanche presa in considerazione per salvaguardare anni di abitudini e quindi un po' come succedeva in "Cupo Tramonto" di Leo McCarey o più recentemente in "Buon Natale, Buon Anno" di Comencini, la coppia è costretta a vivere separatamente e accontentarsi di vedersi negli scampoli di tempo. Dopo una vita trascorsa insieme la cosa, si può immaginare, non sarà per niente facile. Dopo diverso tempo il problema si risolve con l'arrivo di una nuova sistemazione, ma potrebbe essere troppo tardi. Costringere due persone che si sono amate e hanno convissuto per così tanti anni ad allontanarsi, anche se per necessità, vuol dire fare loro del male!

Sachs, intellettuale ebraico dichiaratamente gay, originario del Tennessee ma newyorkese d'adozione, con questo film si permette di suggerire qualche dubbio sul concetto tanto caro alla comunità omosessuale di famiglia allargata, visto che di Ben e George si prendono cura persone sicuramente garbate che però sembrano ignorare quelli che sono i bisogni primari della non più giovane coppia. Ben fa fatica a inserirsi nel nuovo ambiente familiare, nonostante la moglie del nipote (Marisa Tomei, bravissima come sempre) lo incoraggi a riprendere a dipingere; oltre tutto si ritrova a dividere la stanza con un adolescente (Charlie Taham) non proprio entusiasta del nuovo coinquilino (anche se alla fine si rivelerà più affezionato del previsto). George in compenso si trova poco a suo agio nel menage dei due simpatici ospiti, i quali quando non sono impegnati a guardarsi "Il trono di spade", aprono la casa a decine di amici costringendolo ad aspettare la fine della festa per avere la disponibilità del divano letto.

Ma soprattutto il regista dice la sua sulla Chiesa cattolica, vista come un'istituzione quanto mai ipocrita e omofoba (e questo nonostante, o forse proprio per, l'alta percentuale di omosessuali in incognito appartenenti al clero), ed evidentemente non si lascia convincere dalle dichiarazioni di presunte aperture che vengono dal Vaticano. Il personaggio di George, cattolico convinto nonostante le sofferenze che la chiesa infligge a lui e al suo partner, a scuola non ha mai nascosto il suo orientamento sessuale non solo alle autorità dell'istituto, ma neanche ai suoi studenti e alle loro famiglie, tutti perfettamente al corrente della sua relazione con Ben. Nel momento più forte del film questi argomenti diventano il testo di una lettera inviata da George ai suoi ex allievi trasformando così un'opera che brilla per i suoi toni pacati e per uno sviluppo drammatico sotto le righe (vedasi anche il ricorso all'ellissi) in un inatteso "j'ai accuse", fortissimo anche se non gridato, contro coloro che vogliono punire persone ree soltanto di avere goduto di un diritto conquistato con fatica e dopo anni di lotte.

Nel nostro paese, dove non solo i matrimoni gay ma addirittura l'estensione di diritti a coppie di fatto sono un terreno di acceso scontro, rendendo quindi l'Italia un paese retrivo non solo rispetto agli States ma anche alla stragrande maggioranza della CE, l'uscita (non proprio capillare) di "Love Is Strange" potrebbe essere vista da taluni come controversa e sul web c'è già chi ha colto l'occasione per polemizzare, considerando il film sostenitore di diritti potenzialmente lesivi nei confronti della famiglia tradizionale. Naturalmente estendere un diritto a qualcuno non presuppone toglierlo ad altri, anzi il contrario, ma sappiamo come certe polemiche possano essere strumentalizzate a regola d'arte. Speriamo perciò che Sachs e il suo piccolo e delicato film riescano se non altro a far capire che le famiglie possono anche essere apparentemente diverse da quelle cui siamo abituati a pensare in primo luogo e che a dispetto del titolo e di quanto credano certe persone (e certe istituzioni), nell'amore fra Ben e George di strano c'è veramente poco.