CAST & CREDITS

cast:
Mathieu Amalric, Miranda Clocasure, Suzanne Ramsey, Linda Marracini, Ulisse Klotz, Dirty Martini, Julie Atlas Muz, Angela de Lorenzo, Alexander Craven, Julie Ferrier, Anne Benoît

regia:
Mathieu Amalric

distribuzione:
Nomad Film

durata:
111'

produzione:
Les Films du Poisson, Neue Mediopolis Filmproduktion, Arte France Cinema, WDR/ARTE, Le Pacte and Fil

sceneggiatura:
Mathieu Amalric, Philippe Di Folco, Marcelo Novais Teles, Raphaëlle Valbrune

fotografia:
Christophe Beaucame

scenografie:
Frèdèric Blum

montaggio:
Annette Dutertre

costumi:
Alexia Crisp-Jones

Tournée | Recensione | Ondacinema

Tournée

di Mathieu Amalric

commedia, Francia (2010)

di Diego Capuano

Voto: 6.0

Certo, sembra ed è effettivamente passato del tempo da quando "Quella notte inventarono lo spogliarello". L'immagine si è involgarita e forse proprio per questo lo sguardo dello spttatore è rimasto affascinato dall'ondata del new-burlesque: ri-nata negli anni Novanta, questa forma di intrattenimento (per qualcuno si può quasi parlare di arte) si è contraddistinta per una castità e una complicità con il pubblico femminile ed è stata capace di resistere anche negli ultimi anni. Un vintage per famiglie, un accattivante soprammobile per mamma e papà.

Oltre a essere un attore giustamente celebrato, Mathieu Amalric è regista di alcuni lungometraggi e di una manciata di corti. "Tournèe" è il suo primo film da regista ad arrivare sui nostri schermi.
I numi tutelari di Amalric sono evidenti: Alain Resnais e Arnaus Desplechin, che già hanno diretto più volte l'attore ma, soprattutto, John Cassavetes: in particolar modo i punti di contatto con "L'assassinio di un allibratore cinese" sono parecchi.
Amalric di serve di vere professioniste del Burlesque per inanellare una serie di esibizioni, che intervallano il dietro le quinte delle donne, con i loro piccoli grattacapi quotidiani, e i problemi di Joachim Zand (lo stesso Amalric: bravo come d'abitudine), ex produttore televisivo impoveritosi e adesso a capo della compagnia di new-burlesque.
La vita delle donne è molto aderente alle esibizioni delle stesse. Troppo: la continuità del dentro e il fuori il palco fa un tutt'uno con una esistenza sempre sull'orlo del divertito, colorata ed eccentrica, truccata, tatuata, sovrabbondante (tanto dei generosi corpi quanto delle azioni giornaliere). Solo raramente le donne riescono a liberarsi di quel gioioso mondo donato dai loro palcoscenici.
Il pubblico quasi non si vede, ma in compenso le esibizioni sono spesso "spiate" da dietro il sipario da Joachim. In questo modo il protagonista di "Tournèe" trova una esplicita aderenza con lo spettatore, non tanto voyeur della materia, ma complice, assistente, compagno della compagnia.
La vita dell'uomo è pennellata con pochi ma gustosi tocchi: incontri curiosi (da segnalare quello particolarmente riuscito con la donna dell'autogrill), particolari acuuti (la fastidiosa musica trasmessa ad alto volume in locali pubblici), momenti di intimità (alcuni frammenti in compagnia dei figli). All'attivo del film una indiscussa sensibilità nella rappresentazione degli ambienti: le luci al neon, la città di notte, le aperture finali più soleggiate.

"Tournèe" non ha una vera e propria trama. Non c'è un passato né un futuro: quali sono i veri motivi che spinsero Joachim a trasferirsi in America? La tournèe sbarcherà mai nell'agognata Parigi? E ancora: i tormenti del protagonista che natura hanno e che connotati assumeranno? Tutte domande lasciate alla deriva in un bel finale sospeso dove la malinconia, la nostalgia e i ricordi sono suggeriti senza spingere il piede sull'accelletatore. Per quanto tempo l'eco dell'urlo finale potrà essere liberatorio?