CAST & CREDITS

cast:
Logan Lerman, Milla Jovovich, Christoph Waltz, Orlando Bloom

regia:
Paul W.S. Anderson

distribuzione:
01 Distribuzioni

durata:
110'

produzione:
Impact Pictures

sceneggiatura:
Andrew Davies

fotografia:
Glen MacPherson

scenografie:
Paul Dehnam Austerberry

montaggio:
Alexander Berner

costumi:
Pierre-Yves Giraud

musiche:
Paul Haslinger

I tre moschettieri | Recensione | Ondacinema

I tre moschettieri

di Paul W.S. Anderson

cappa e spada, Usa (2011)

di Alberto Mazzoni

Voto: 6.5

Anche quando budget, trailer e regista ti hanno maldisposto verso un film, capita di uscire dalla sala sorridendo. Ovviamente "I tre moschettieri" è un popcorn movie con molti dei difetti classici del genere, i più insopportabili dei quali essendo: 1) il cattivo che uccide in un secondo chiunque gli si para innanzi tranne i protagonisti, a cui sente il bisogno di fare prima un discorsetto, o che lascia liberi con le scuse narrative più bizzarre; 2) il finale prevedibile passo per passo, perché segue uno schema che solo in questa stagione abbiamo visto (almeno) in "Harry Potter", "Transformers" e "Thor"; 3) le varie moraline da portare a casa sparse qua e là; 4) le esplosioni. In più, Anderson non ha la mano leggerissima per alcuni versi: si veda ad esempio la polena della nave francese e il solito, inutile coinvolgimento del povero Leonardo da Vinci.

Premesso questo, il film è divertente. La trama originale del libro, che dà la direzione al di là di tutti gli stravolgimenti di stile, è letteralmente intrigante e si capisce perché sopravviva nei secoli. La missione dei moschettieri non mira a vincere una guerra, ma a evitarla, e nella storia si fondono bene i vari piani, dalla battaglia, alla diplomazia internazionale alle raffinate e perverse leggi di corte (su un altro livello, raccontate mirabilmente in "Ridicule" di Leconte). Soprattutto ci sono loro: Athos, Porthos, Aramis, e D'Artagnan, che si proverà degno di essere un moschettiere.
Tra la trama e il film c'è ovviamente la messa in scena, e da una grande storia si possono ottenere anche dei film pessimi come la miserabile versione anni 90 della Disney sta lì a dimostrare. Ma, chiamato alla prova, Paul WS Anderson se la cava bene e su vari punti si colloca al di sopra degli standard del prodotto hollywoodiano ad alto budget.

Ne "I tre moschettieri", ci sono giustamente mille e uno combattimenti di scherma. Mentre in questo genere di prodotti le scene d'azione sono spesso paradossalmente noiose, le numerose battaglie del film sono invece coreografate bene, veloci e spettacolari ma chiare e appassionanti. Il regista si trova a maneggiare personaggi - non solo i moschettieri, ma tutta la corte dell'imbelle re Luigi - che sono dei classici della narrativa, e riesce a renderli modernamente attraenti per il grande pubblico, senza perderne del tutto lo spirito. Si notano soprattutto il perfido Richelieu, interpretato dall'immenso Christoph Waltz, qui valorizzato e non ridicolizzato come spesso accade ai bravi attori nei blockbuster, e la Milady di Milla Jovovich, moglie e musa del regista, che negli sfarzosi panni di una letale e sexy spia dai capelli rossi, si riscatta dal piattume dei vari "Resident Evil": il rapporto di amore-odio tra Milady e Athos (Matthew Macfadyen) riesce quasi a dare una nota adulta al film.
Dall'altro lato, gli inserti comici riescono per una volta a far veramente sorridere. Infine, nella sceneggiatura non vi è traccia dell'anti-francesismo che ammorba tipicamente i blockbuster hollywoodiani: tutti combattono per l'onore della Belle France e la gallica (anzi guascona) spavalderia di D'Artagnan (Logan Lerman) è uno dei punti di forza del protagonista e quindi del film.