CAST & CREDITS

cast:
Maurizio Casagrande, Neri Marcoré, Giobbe Covatta, Sabrina Impacciatore, Pino Insegno

regia:
Maurizio Casagrande

durata:
90'

produzione:
Mitar Group

sceneggiatura:
Andrea Dal Monte, Maurizio Casagrande

musiche:
Federico Landini

Una donna per la vita | Recensione | Ondacinema

Una donna per la vita

di Maurizio Casagrande

commedia, Italia (2012)

di Giancarlo Usai

Voto: 4.0

A volte dispiace davvero dover parlare male di un film. Per diversi motivi. Uno di questi potrebbe essere il fatto che il suo autore, nonché principale interprete, è un professionista vero, uno che viene dal palcoscenico e che, nell'arte della comicità, si ispira neanche tanto velatamente alla tradizione della scena napoletana.

Parliamo di Maurizio Casagrande, qui alla sua opera prima in qualità di regista cinematografico. Purtroppo, però, è un esordio da dimenticare. Salviamo subito dal naufragio proprio l'impegno e la bravura davanti alla macchina da presa di Casagrande stesso. Ma il resto, fin dalla scrittura di un copione che non fa altro che riciclare situazione viste centinaia di volte, non è purtroppo all'altezza di una sufficienza. Ma vediamo di che parla questo "Una donna per la vita" (non il massimo di originalità neanche il titolo).

Due fidanzati eterni, ormai ai ferri corti e al limite della sopportazione, rompono il loro rapporto per via di una catena di eventi. Un incidente stradale, i consigli non propriamente acuti del classico miglior amico e l'arrivo di una femme fatale portano il protagonista a decidere di allontanarsi dalla sua metà (una Sabrina Impacciatore decisamente sopra le righe). Quest'ultima però non è assolutamente intenzionata a mollare la presa e metterà in atto una specie di stalking per non dare pace al povero malcapitato.

Tutto ciò, scimmiottando un po' la tradizione della commedia degli equivoci, per arrivare fino alla fine di una stanca, stanchissima messa in scena. C'è poco da commentare oltre: vale la pena evidenziare che Casagrande ci mette un grande impegno e che, forse, con più cura nella scrittura, il film avrebbe potuto riservare qualche piacevole sorpresa. Ma quando non si è molto pratici di regia cinematografica, i peccati gravi sono sempre ben evidenti. Niente ritmo, nessun tocco originale a livello stilistico. E sotto il profilo narrativo, la storia si dilunga anche fin troppo tra una situazione e l'altra, tanto da far sembrare le singole scene che si vorrebbero comiche una serie di gag televisive attaccate in modo posticcio una all'altra in fase di montaggio.

Conosciuto dal grande pubblico a livello nazionale grazie a un ruolo fisso nelle prime commedie di Vincenzo Salemme, Casagrande si è ritagliato poi autonomi ruoli degni di nota in diversi lavori brillanti, prima in tv e poi anche sul grande schermo. Dimostrazione che, anche se di fronte a questa prova sbiadita le sue velleità registiche escono fortemente ridimensionate, quando mette al servizio di qualcuno più esperto la sua bravura di attore, è un artista che sa contribuire decisamente alla riuscita di un'opera. Per tutti valga, a titolo di esempio, l'ottima prova data nei panni del delegato di polizia nell'adattamento cinematografico de "La scomparsa di Patò" del maestro Camilleri.