CAST & CREDITS

cast:
Josè Chaves, Angela Molina, Pedro Gutiérrez, Llum Barrera, Leonardo Sbaraglia, Geraldine Chaplin, Belén Fabra

regia:
Christian Molina

distribuzione:
Mediafilm

durata:
93'

produzione:
Canonigo Films, Filmax

sceneggiatura:
Cuca Canals

fotografia:
Javier Salmones

montaggio:
Luis de La Madrid

costumi:
Marta Cuirana

musiche:
Roque Baños, Mariano Marìn

Valérie - Diario di una ninfomane | Recensione | Ondacinema

Valérie - Diario di una ninfomane

di Christian Molina

drammatico, erotico, Spagna (2008)

di Pietro Andrea Bonaffini

Voto: 4.5
La bella Valérie (Val, come la chiamano tutti), ragazza francese di buona famiglia, vive il sesso in modo del tutto disinibito, passando continuamente da un amante all'altro. Quella che per molti è considerata una malattia (la ninfomania), per lei (non senza un evidente disagio) è semplicemente l'unico modo per esprimere se stessa e le proprie emozioni.
Confidandosi all'inizio con la vecchia nonna (Geraldine Chaplin) ed affidando poi ad un diario il racconto delle sue avventure e delle sue sensazioni, Val intraprende quasi inconsapevolmente un lungo viaggio di formazione.

Arriva anche in Italia la pellicola tratta dal romanzo (bestseller in Europa) di Valérie Tasso ed affidata alla regia acerba del giovane e pressoché sconosciuto Christian Molina, già dietro la macchina da presa nel 2004 con l'horror "Rojo sangre". Quando la pellicola uscì ad ottobre in Spagna, molte furono le polemiche che la accompagnarono, tanto che il comune di Madrid vietò di affliggere l'esplicita locandina sugli autobus e sui lati delle "marquinas". Qui da noi la locandina esposta è la stessa che è stata censurata nella capitale spagnola ed il film, con buona pace di regista e produttori, è stato vietato "solo" ai minori di 14 anni.
Locandina e titolo lasciano ben poco spazio all'immaginazione o, quanto meno, tradiscono ampiamente il tema trattato. Dietro il diario si nasconde la volontà di raccontare un vero e proprio percorso di formazione della giovane protagonista (una comunque brava Belén Fabra), che si traduce in una noiosa e (nelle intenzioni della sceneggiatura) tormentata ricerca di sé attraverso il sesso. Perché il linguaggio del corpo e la ricerca ossessiva del contatto fisico e delle sensazioni che questo provoca, sono per Val come uno stato di necessità costante. Ma ogni passaggio, ogni "presa di coscienza", raccontati (con furbizia di sceneggiatori) dalla voce off della protagonista, appaiono macchinosi e privi di quella profondità che un argomento spinoso e complesso come questo avrebbe meritato. Un mondo (quello sessuale) che appare manieristicamente spaccato e spigoloso. La donna incapace di controllare la propria sessualità ed etichettata in modo maschilista come ninfomane; gli uomini ricchi, violenti e possessivi (il fidanzato di Val ed il cliente di Siviglia).

Nei primi venti minuti (in cui chi vi scrive ha provato la fortissima tentazione di andarsene), scorrono davanti ai nostri occhi, in modo patinato e ripetitivo, le disinibite relazioni della bella Val, che però si sente come schiacciata dal peso della sua ossessione. Poi il film, affidandosi alla sceneggiatura piatta ed all'invadente colonna sonora, inizia a passare quasi schematicamente da un "capitolo" a quello successivo, con una prevedibilità invidiabile. La relazione con un ricco imprenditore, che sembra la vera via di salvezza (ovvero, l'amore), un sogno che ben presto si traduce in un incubo di tradimento, gelosia e violenza (fidatevi, c'era da aspettarselo). La scelta di cambiare radicalmente vita e di lavorare in una casa di appuntamenti ("la prostituzione è come il matrimonio, in fondo è come se diventassi proprietà di una persona"), arrivando poi ad essere venduta, nuovamente tradita e maltrattata. Ma proprio in quella casa troverà il suo deus ex-machina (l'ultimo cliente), che le aprirà gli occhi, facendole scoprire che anche l'uomo può essere vulnerabile. Per capire, sotto una pioggia torrenziale e purificatrice, che cosa? Meglio trovare la felicità da sole, rivendicando l'erotismo come valore, non come peccato. Per cercare di vivere appieno ogni istante.

Senza voler togliere nulla a quanto detto finora, "Diario de una ninfòmana" ha ricevuto tre nominations ai Gaudì Awards (nuovo concorso nazionale per promuovere il cinema catalano e contraltare dei più noti Goya Awards), tra le quali una per la miglior protagonista (Belén Fabra) ed una per il miglior montaggio.