Vodka Lemon
di Hiner Saleem
drammatico, Armenia/Russia/Kurdistan (2003)
Lo spaccato dell'esistenza nel villaggio è molto asciutto e dignitoso, del tutto privo di autocommiserazione, ricco di volti di etnie diverse, figure positive e negative accomunate dalla voglia di vivere lasciando alle spalle il passato. I lunghi silenzi sono interrotti solo da dialoghi divertenti e significativi "si stava meglio prima", "ma non avevamo la libertà", "sì, ma avevamo tutto il resto". La Storia vista con gli occhi di chi la subisce, di chi deve adattarsi alla meno peggio.
Divertenti i momenti in cui Hamo al cospetto della moglie spiega la necessità di vendere al mercato gli oggetti che avevano comprato insieme, mentre lei lo guarda impassibilmente severa dalla fotografia sul muro. Tutto si gioca sulla sottile linea che separa amarezza e ironia, ma la macchina da presa oltre ai volti espressivi dei personaggi lascia parlare anche il fotogenico candore del paesaggio e i dettagli dal sapore semplice.
Nella colonna sonora di Michel Korb spicca "Tombe la neige" di Savatore Adamo. Dopo il finale magico che riscalda il cuore si lascia il cinema con gli occhi lucidi e appagati.

