CAST & CREDITS

cast:
Romik Avinian, Yvan Franek, Lala Sarkissian, Rosanna Vite Mesropian

regia:
Hiner Saleem

durata:
88'

sceneggiatura:
Hiner Saleem

fotografia:
Christophe Pollock

Vodka Lemon | Recensione | Ondacinema

Vodka Lemon

di Hiner Saleem

drammatico, Armenia/Russia/Kurdistan (2003)

di Angela Ramaccioni

Voto: 8.0
Il regista curdo Hiner Saleem, premiato a Venezia nella sezione Controcorrente, ci racconta sottovoce una storia di sopravvivenza che si svolge nell'immenso scenario innevato dell'Armenia. La Natura e la Storia sono crudelmente indifferenti, ma allo stesso tempo inesorabilmente presenti nella vita di questi individui abbandonati alla propria miseria. La vedovanza intreccia le vite di Hamo e Nina, lei che serve bottiglie di Vodka al limone al chiosco lungo la strada deserta e sferzata dal vento gelato. Lui ex ufficiale dell'Armata Rossa che aspetta inutilmente le offerte dei figli sparsi per il mondo, costretto a tirare avanti vendendo ad uno ad uno i pezzi della propria casa. Le visite al cimitero scandiscono il ritmo delle loro giornate vuote. Fra i due scatta subito una discreta curiosità che si trasforma in attrazione. Perché la vita deve andare avanti.

Lo spaccato dell'esistenza nel villaggio è molto asciutto e dignitoso, del tutto privo di autocommiserazione, ricco di volti di etnie diverse, figure positive e negative accomunate dalla voglia di vivere lasciando alle spalle il passato. I lunghi silenzi sono interrotti solo da dialoghi divertenti e significativi "si stava meglio prima", "ma non avevamo la libertà", "sì, ma avevamo tutto il resto". La Storia vista con gli occhi di chi la subisce, di chi deve adattarsi alla meno peggio.

Divertenti i momenti in cui Hamo al cospetto della moglie spiega la necessità di vendere al mercato gli oggetti che avevano comprato insieme, mentre lei lo guarda impassibilmente severa dalla fotografia sul muro. Tutto si gioca sulla sottile linea che separa amarezza e ironia, ma la macchina da presa oltre ai volti espressivi dei personaggi lascia parlare anche il fotogenico candore del paesaggio e i dettagli dal sapore semplice.

Nella colonna sonora di Michel Korb spicca "Tombe la neige" di Savatore Adamo. Dopo il finale magico che riscalda il cuore si lascia il cinema con gli occhi lucidi e appagati.