CAST & CREDITS

cast:
Kate Beckinsale, Columbus Short, Tom Skerritt, Gabriel Macht

regia:
Dominic Sena

distribuzione:
Warner Bros. Pictures

durata:
101'

produzione:
Warner Bros. Pictures, Dark Castle

sceneggiatura:
Erich Hoeber, Jon Hoeber, Chad Hayes, Carey Hayes

fotografia:
Christopher Soos

scenografie:
Graham 'Grace' Walker

montaggio:
Stuart Baird, Martin Hunter

musiche:
John Frizzell

Whiteout - Incubo bianco | Recensione | Ondacinema

Whiteout - Incubo bianco

di Dominic Sena

thriller, Usa/Canada (2008)

di Massimo Versolatto

Voto: 4.0

"Whiteout" è l'ennesimo esempio di "spazzatura americana thriller commerciale da vendita autunnale". Già l'inizio del film è un mastodontico esempio di banalità e nonsense. Un aereo in volo tra i cieli dell'Antartide (dove infuria una tempesta), bucherellato a destra e a manca da raffiche di mitra (dall'interno della carlinga, perché i tizi si fanno la guerra dentro al velivolo...), senza un pilota a manovrarlo "plana" elegantemente nella neve e rallenta la sua corsa tra spruzzi bianchi realizzati al computer - esattamente come in altre identiche sequenze di altrettanti pessimi film d'azione di serie z. E siamo già di fronte a un "super-presupposto" di partenza. Poi vediamo gli immancabili paesaggioni da fotografia - in questo caso montagne innevate che svettano su un cielo dal leggero accenno crepuscolare. Quindi, ovviamente, l'inquadratura seguente vede Kate Beckinsale intenta a spogliarsi per andare a farsi una doccia...

Tutto questo dovrebbe far capire irrimediabilmente qual è lo "spessore" di questo film - più o meno quello di una banconota. Il resto del film infatti non vale nemmeno la pena di raccontarlo. Potreste prendere un qualsiasi dvd di un film thriller misconosciuto e a basso budget, truculento e idiota, risalente agli anni 70, impolverato tra gli scaffali di casa, visto una volta sola, comprato per sbaglio e sarebbe la stessa cosa di guardare "Whiteout". Era difficilissimo fare un film così banale, così palesemente inverosimile e furbo. Però a Hollywood riescono anche nelle imprese impossibili... Il finale, che non abbiamo intenzione di svelare - se qualcuno lo vuole vedere, io non voglio certo rovinargli la sorpresa - è pure una scopiazzatura da un noto film americano degli anni 90.

"Whiteout" vorrebbe essere un esempio di thriller "ragionato" e, vista la scelta d'ambientazione e il passato della protagonista, anche "riflessivo". Ma la sceneggiatura, adattamento di una graphic novel - oggi è di moda... - fa acqua dappertutto (ed è stata scritta da quattro persone!!) e i dialoghi o sono stucchevoli o risultano pessime battute che neanche in "American Pie". Roba tipo:

«Quella faccia mi ricorda la prima volta che sei entrata nel mio ufficio» 
«Impossibile, quella volta ero abbronzatissima»...


Insomma, Dominic Sena torna dietro alla macchina da presa a distanza di otto anni dall'ultima prova,  "Codice: Swordfish". A parere di chi scrive poteva aspettare ancora un pochino, rifletterci su di più e forse sarebbe stato meglio.