CAST & CREDITS

cast:
John Jarratt, Ryan Corr, Shannon Ashlyn, Phillipe Klaus, Shane Connor, Ben Gerrard, Gerard Kennedy, Annie Byron, Chloé Boreham

regia:
Greg McLean

distribuzione:
Medusa Film

durata:
106'

produzione:
Duo Art Productions

sceneggiatura:
Greg McLean, Aaron Sterns

fotografia:
Toby Oliver

scenografie:
Robert Webb

montaggio:
Sean Lahiff

costumi:
Nicola Dunn

musiche:
Johnny Klimek

Wolf Creek 2 - La preda sei tu | Recensione | Ondacinema

Wolf Creek 2 - La preda sei tu

di Greg McLean

horror, Australia (2013)

di Mirko Salvini

Voto: 5.5
Nel 2005 Greg McLean con "Wolf Creek" diede a nome del cinema australiano un bel contributo alla recente produzione horror e visto il grande successo a sorpresa era inevitabile ritrovare in azione Mick Taylor, rustico cacciatore dal poco raccomandabile hobby di far fuori i giovani turisti intenti a visitare le bellezze paesaggistiche più remote dell'outback. Tra l'altro il regista, che annovera Tarantino fra i suoi ammiratori, doveva anche rifarsi del cocente insuccesso di "Rogue" del 2007 (ironia della sorte, il suo film più apprezzato dalla critica), quindi niente di meglio che giocare sul sicuro. Presentato nel 2013 alla Mostra del Cinema di Venezia, "Wolf Creek 2" esce solo adesso nei nostri cinema (e McLean nel frattempo ha pure realizzato un pilot per un'eventuale futura serie televisiva); non si può fare a meno di notare che il film possiede le tipiche caratteristiche (per tacere dei difetti) dei sequel.

L'inizio in effetti non è male e, anzi, probabilmente c'è da scommettere che sia stata proprio la sequenza di partenza, quella prima dei titoli di testa, a guadagnare alla pellicola buona parte dei suoi sostenitori. Due poliziotti, in evidente modalità da "abuso di potere", tentano di approfittarsi di Taylor, scambiandolo evidentemente per un bifolco sprovveduto; ma hanno fatto male i propri conti, visto che saranno ricompensati con un bagno di sangue che più splatter non si potrebbe. E' sicuramente una partenza forte ma il resto del film, anche se McLean sa il fatto suo e la tensione non manca, prosegue su binari più prevedibili. Come per il primo film, una didascalia iniziale ci ricorda che la storia è ispirata a fatti realmente accaduti (il riferimento è ai cosiddetti "omicidi dei saccopelisti", per i quali venne condannato negli anni '90 Ivan Millat), anche se naturalmente McLean e il co-sceneggiatore Aaron hanno lavorato di fantasia.

A differenza del primo che era una variazione sui temi di "Un tranquillo week-end di paura" e "Non aprite quella porta", il sequel (ben fotografato da Toby Oliver che sfrutta al meglio i paesaggi naturali a partire dal cratere meteoritico che dà il titolo alla serie) gioca la carta di un intrattenimento "over the top" e a tratti cartoonistico. Anche la figura di Taylor, un Mr Crocodile Dundee versione horror, essendo stavolta più presente risulta meno perturbante; inoltre il bravo John Jarrat ce ne regala una caratterizzazione gustosamente sopra le righe che ricorda il Freddy Krueger di Robert Endlund nei vari sequel di "Nightmare".
A vedersela con lui stavolta sono due sventurati turisti tedeschi (interpretati da Phillipe Klaus e Shannon Ashlyn) e soprattutto Paul Hammersmith, un giovanotto inglese (in verità è l'australiano Ryan Corr, recentemente figlio maggiore di Russell Crowe in "The Water Diviner") che da soccorritore si ritrova ad essere la potenziale prossima vittima del mostro. La caccia di Paul da parte di Taylor è il cuore del film, inizia come un nuovo "Duel" (con la partecipazione non prevista di un branco di malcapitati canguri) e culmina in un faccia a faccia che ricorda la serie di "Saw - l'enigmista".

Come molte icone horror del passato, anche Taylor si ritrova a incarnare valori conservatori e fascisti, ben simboleggiati dal suo odio verso i turisti stranieri, peraltro esplicitato in maniera ben poco articolata dal personaggio. Fortunatamente c'è anche spazio per un po' di macabro umorismo, nella sequenza in cui la cultura generale di Paul viene messa alla prova e che permette a McLean di ironizzare sulla storica (dal passato coloniale al presente sportivo) rivalità fra australiani e inglesi. Il momento più spassoso resta il duetto canoro fra i due antagonisti, sulle note di "Tie Me Kangaroo Down, Sport", che se tanto mi dà tanto, vedremo in qualche modo replicato nelle prossime "avventure" del nostro.