CAST & CREDITS

cast:
Sharni Vinson, Rob Moran, Barbara Crampton, AJ Bowen, Joe Swanberg, Ti West, Amy Seimetz, Nicholas Tucci

regia:
Adam Wingard

distribuzione:
Eagle Pitcures

durata:
95'

produzione:
HanWay Films, Snoot Entertainement

sceneggiatura:
Simon Barrett

fotografia:
Andrew Droz Palermo

scenografie:
Thomas S. Hammock, Lanie Faith Marie Overton

montaggio:
Adam Wingard

costumi:
Emma Potter

musiche:
Mads Heldtberg, Jasper Justice Lee, Kyle McKinnon

You're Next | Recensione | Ondacinema

You're Next

di Adam Wingard

horror, thriller, Usa (2011)

di Antonio Pettierre

Voto: 5.0

In una casa isolata di campagna si riunisce la famiglia Davidson per festeggiare l'anniversario di matrimonio dei genitori (giovani e già in pensione, con il padre che ha ricevuto una ricchissima liquidazione dall'azienda per cui lavorava). Partecipano i tre fratelli con le rispettive mogli e fidanzate e la sorella con il suo compagno, ritrovandosi dopo molto tempo e dove non tardano a rinnovarsi rancori e tensioni (soprattutto tra il fratello maggiore e gli altri componenti della famiglia). Ma la loro riunione viene quasi subito stravolta dall'attacco di tre killer mascherati (con il volto di un agnello, un lupo e una tigre) che iniziano ad assediare la casa con frecce scoccate da una balestra, asce e macete, facendo strage degli occupanti. 
Siamo in pieno home invasion, sottogenere horror, che di recente ha visto un altro esempio ne "La notte del giudizio" con cui ha alcune affinità, dove lo splatter e lo slasher movie si con-fondono con il thriller moderno.

Il giovane regista Adam Wingard è uno specialista di film horror underground e con "You're Next" (uscito con due anni di ritardo dopo la presentazione al Toronto International Film Festival) ha voluto mettere in scena una sua fobia personale dopo una permanenza in Alabama: essere aggredito da sconosciuti in una casa isolata. Partendo da questo nucleo centrale tematico, la sceneggiatura è composta da due temi narrativi principali.
Il primo è metafisico, con i killer mascherati e misteriosi, che uccidono senza apparente motivo, utilizzando esclusivamente armi bianche. La paura concretizzata in icone di animali che assalgono gli umani  nel bosco con le loro armi da taglio, trasfigurazioni degli artigli e della fauci. Una rivolta del mondo animale (sfruttato dal punto di vista economico e attaccato continuamente dall'essere umano con la sua industrializzazione che toglie territorio e consuma risorse) contro l'uomo distruttore. E la firma you're next, che lasciano con il sangue delle vittime, sembra rivolta non solo ai personaggi che si muovono nel mondo diegetico, ma anche allo spettatore che guarda, in un rimando continuo tra chi guarda e da chi è guardato. L'osservazione voyeuristica in questo caso è dei killer il cui sguardo molte volte collima con l'occhio della cinepresa e dello spettatore. L'assedio, la strage, la difesa del fortino/casa, rimandano a tutto un immaginario cinematografico che, tralasciando il genere western, vede la sua apoteosi con il cinema di Carpenter ("Distretto 13 - Le Brigate della morte", "La Cosa", "Il Signore del Male", tanto per citarne alcuni) e che Wingard in qualche modo riflette nella sua messa in scena, con il personaggio disturbante rappresentato da Erin (Sharni Vinson) che rivelerà la sua interiorità animale molto più selvaggia dei tre assassini mascherati.

Il secondo tema è morale: si scoprirà, in una scelta narrativa abbastanza esplicita, che il Male è dentro la famiglia, in quanto nucleo fondato sul denaro e il suo possesso. La strage non è altro che un piano - male congegnato, per la verità - da alcuni componenti della famiglia per impossessarsi dell'eredità paterna. I rapporti parentali sono quindi basati su dinamiche di soprusi psicologici, neppure tanto sotto traccia, ed esplicitati dalla rapacità del dio denaro che guida le azioni di tutti (eccetto Erin che si comporterà come una Erinni, fino all'apoteosi del grandguignolesco finale).

I due temi però - di cui il primo è il più interessante - non sono amalgamati dalla sceneggiatura che li sviluppa in modo lineare dividendo "You're Next" in due parti ben distinte, stridenti tra di loro. Al contrario, la messa in scena rimane costante e vira sempre più in un utilizzo di strumenti profilmici (coltelli, martelli, chiodi, frullatori, ecc...) che si trasformano in armi micidiali nelle mani di Erin, trasformando la casa e i suoi accessori, oltre al campo di scontro, anche nel suo strumento di sopravvivenza. E Wingard, se nella prima parte utilizzerà una messa in quadro nevrotica, con l'utilizzo della camera a mano, nella seconda parte si appoggerà più a una messa in serie fatta di accelerazioni e decelerazioni con un profluvio di sangue che a tratti sfiora il grottesco (se non il ridicolo). Un'altra pecca della sceneggiatura è la spiegazione di come Erin sia così brava a uccidere e difendersi: perché da giovane è vissuta in un campo di survivors con la famiglia, visto che il padre era un fanatico della sopravvivenza. Una rivelazione fatta durante un dialogo tra lei e un altro personaggio a giustificare agli occhi dello spettatore la trasformazione della ragazza. Del tutto superflua che anzi cerca di razionalizzare uno sviluppo comportamentale che se fosse rimasto avvolto nel mistero avrebbe dato una maggiore forza iconica al personaggio.

In conclusione, la maggior manchevolezza di "You're Next" è questo suo voler spiegare troppo e dopo un inizio originale, che crea delle grandi aspettative, continua e finisce affondando in un insieme di cliché cinematografici.