Fine luglio, tempo di thriller

del 27/07/2014

Con questo appuntamento, la guida tv di OndaCinema va in vacanza fino al 7 settembre. E per chiudere vi proponiamo una carrellata di pellicole che riempiranno il piccolo schermo di casa, complice la chiusura di molti programmi televisivi. Una cosa accomuna tutti i giorni della settimana: il thriller sarà il dominatore di questo finale di luglio. Buona visione e arrivederci a settembre!


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Domenica 27 luglio


Alien - La clonazione
di Jean-Pierre Jeunet (21.00, Cielo). La saga di Ripley vista dal regista francese assume connotati metafisici, tutti incentrati sulla tragedia contraddittoria della donna diventata mutante. Grazie alle evidenti venature grottesche tipiche del suo autore, la quarta e ultima pellicola partita con il capolavoro di Ridley Scott, merita ancora una visione.

La scomparsa di Alice Creed
di J Blakeson (21.05, Rai 3). Il film che ha fatto capire che Gemma Arterton, oltre che star promettente dal fascino conturbante, è anche attrice di rara intensità. Legata e immobilizzata su un letto in una unica stanza, monopolizza i suoi aguzzini e tutto il film in un thriller dai risvolti assolutamente non convenzionali.

The Missing
di Ron Howard (21.10, La7). Il western secondo Richie Cunningham non può certo portare in dote chissà quali novità. Il suo è un racconto di impianto talmente classico da sembrare una parodia del genere tradizionale. Da vedere per i due giganteschi protagonisti, Tommy Lee Jones e Cate Blanchett.

Mongol
di Sergei Bodrov (21.15, Rai Movie). Un'avventura mitica come quella di Gengis Khan raccontata capovolgendo le aspettative. Bodrov mette in scena una pellicola contemplativa, dove le espressioni sui visi dei protagonisti contano più delle azioni di battaglia. Monumentale, come sempre, Tadanobu Asano.

L'età barbarica
di Denys Arcand (22.10, Laeffe). Si conclude la trilogia del nostalgico ricordo e dell'ironico ritratto sulla caduta "dell'impero americano" da parte del canadese di lingua francese. Reduce dall'Oscar con "Le invasioni", la commedia si fa ancora più lieve ed evanescente. Solo per curiosi collezionisti di film indipendenti.

L'uomo senza passato
di Aki Kaurismaki (22.55, Rai 5). Uno dei capolavori di uno dei registi europei più importanti degli ultimi 25 anni. Ancora una volta l'epopea favolistica dei poveracci di Kaurismaki raggiunge impensabili vette di lirismo, tenerezza e classe. Kati Outinen fu premiata, meritatamente, al Festival di Cannes come miglior attrice.

Il gatto a nove code
di Dario Argento (23.10, Rai 3). Thriller del maestro del brivido italiano giunto sulla scia del più quotato "L'uccello dalle piume di cristallo". Qui il grande Dario si diverte a intricare ancora di più la matassa, la trama è quasi un labirinto dove si perde lo stesso regista. Certo, le scene ad alta tensione sono ancora su massimi livelli.

Nightmare - Dal profondo della notte
di Wes Craven (23.10, Mtv). L'horror della New Hollywood entra negli anni 80 grazie a Wes Craven, il pioniere dei cambiamenti nel cinema di genere. Come farà anche con "Scream" negli anni 90, il suo film dell'orrore codifica le nuove ossessioni, fotografa la nuova generazione di adolescenti, rilegge la storia del genere e la fa deflagrare in una messa in scena visivamente accecante.

Bersaglio di notte
di Arthur Penn (23.15, Italia7 Gold). Straordinario giallo filmato da uno dei massimi esponenti della New Hollywood: una crime story dolente e cupa, affidata all'interpretazione magistrale di Gene Hackman. Prova maiuscola speculare a quella in "La conversazione" di Francis Ford Coppola.

The Interpreter
di Sydney Pollack (23.15, Rsi La1). L'ultimo film (di finzione) del grande Sydney è una solida spy story ambientata ai piani alti della diplomazia internazionale. Come suo solito, Pollack gira con sicurezza e senza alcun artificio scenico, affidandosi a un solido impianto narrativo di base e a due professionisti di prima classe come Nicole Kidman e Sean Penn.


Lunedì 28 luglio

Arlington Road - L'inganno
di Mark Pellington (21.00, Iris). Il thriller del carneade Pellington inizia con una sequenza da antologia, prima dei titoli di testa. Una scena che lascia sperare in qualcosa di davvero travolgente. Poi, invece, il plot segue strade molto battute. Ma i botta e risposta tra Jeff Bridges e Tim Robbins non si dimenticano facilmente.

Unknown - Senza identità
di Jaume Collet-Serra (21.05, Rsi La1). Gigantesca co-produzione internazionale per un altro film ad alta tensione, perfetto per una calda serata estiva. Liam Neeson al centro della scena si imbatte in una Berlino a tinte fosche.

I Love Movies
di Paul Soter (21.10, Laeffe). Difficile riuscire a coniugare lo stereotipo della commedia sentimentale con l'originalità di un prodotto sinceramente indipendente. Ci riesce questo film, per palati fini, che tra un ammiccamento e l'altro si prende il tempo per rileggere un secolo di storia del cinema.

Michael Collins
di Neil Jordan (21.15, Rete 4). Telefonato Leone d'oro a Venezia, il biopic storico di Jordan brilla più che altro per la sentita adesione al tema da parte del regista e del suo protagonista, Liam Neeson. Un film solido, girato con grande professionalità. Pochi guizzi ma alcuni spunti di riflessione li offre.

All'Ovest niente di nuovo
di Lewis Milestone (22.10, Rsi La2). Rifacimento del leggendario romanzo di Erich Maria Remarque, film di guerra che sa mettere in scena compiutamente uno dei sentimenti più difficili da fotografare, quello dell'attesa, della sospensione del tempo tra una battaglia e l'altra.

Da Corleone a Brooklyn
di Umberto Lenzi (22.30, Vero Tv). Sorprendente esempio di pellicola di genere italica, girato quasi interamente negli Stati Uniti e affidato alle interpretazioni struggenti di Maurizio Merli e Mario Merola. Lenzi ebbe meno successo postumo rispetto ai suoi colleghi come Fernando Di Leo o Lucio Fulci, ma anche lui andrebbe riscoperto.


Martedì 29 luglio

Nel centro del mirino
di Wolfgang Petersen (21.10, La 7). Che il regista in questione non fosse certo un maestro nel rendere la profondità dei caratteri è sempre stato risaputo. E allora perché vedere questo giallo? Perché i dialoghi scritti e poi recitati da Clint Eastwood e John Malkovich hanno qualcosa di ipnotico e che incolla allo schermo.

Vincere
di Marco Bellocchio (21.15, Rai 5). Ennesima pietra miliare del Bellocchio ultima maniera, un regista capace, nella parte più recente della sua carriera, di regalare capolavori su capolavori. Il melodramma della donna che lotta per l'affermazione della propria esistenza viene messo in scena con un virtuosismo tecnico mai visto prima in Bellocchio. Impressionante la prova di Giovanna Mezzogiorno.

Il gioiellino
di Andrea Molaioli (21.15, Rai Movie). Era attesissimo, quando uscì nelle sale, questo dramma/noir del regista de "La ragazza del lago", un adattamento a cavallo fra realtà e finzione degli scandali finanziari che hanno afflitto l'Italia. Risultato in chiaroscuro, con molte scene visivamente suggestive, ma con innegabili falle nell'incedere narrativo della trama principale.

La città proibita
di Zhang Yimou (23.05, Rai Movie). Dopo "Hero" e "La foresta dei pugnali volanti", ancora il cappa e spada ossessiona il regista cinese. Al tempo in cui fu realizzato risultò essere l'opera più costosa mai realizzata in Cina.

È nata una stella
di George Cukor (23.55, Iris). Il musical di Cukor non è mai facile da decifrare. Dietro le musiche travolgenti e le interpretazioni dei suoi divi sempre al massimo della forma, si nascondono incubi ricorrenti e visioni inquietanti. Qui è il mondo dello spettacolo ad essere rivelato per quello che è, dietro il sipario che si chiude.


Mercoledì 30 luglio


Star Trek - Il futuro ha inizio
di J.J. Abrams (21.10, Italia 1). La materia non originale fra le mani del creatore di "Lost" diventa una creatura rigenerata, conserva solo un logo e un nome, ma il resto è un universo parallelo inedito e geniale. Il prequel è occasione non solo per effetti speciali mirabolanti e momenti action clamorosi, ma ancora una volta occasione per "giocare" con le idee alla base della concezione del cinema da parte del regista newyorchese: il concetto di destino, la casualità degli incontri, la pesantezza delle scelte da fare. Ovviamente da non perdere.

The Burning Plain - Il confine della solitudine
di Guillermo Arriaga (21.10, La5). Lo sceneggiatore feticcio di Alejandro Inarritu si mette in proprio e non si discosta molto da ciò che aveva sempre prodotto in precedenza: storie sconnesse che hanno l'ambizione di fotografare il caos generale. Solo la casualità degli incroci imprevedibili può aiutare a mettere ordine. Un film disordinato, dispersivo e che alla lunga si perde. Ma il fascino degli intenti originari resta anche dopo la visione.

I tartassati
di Steno (21.10, La7). Diciamolo: la satira sociale di Steno non è mai stata particolarmente corrosiva o efficace. Il meglio lo dava come direttore di attori, anche quando si trattava di controllare l'estro di Totò o di Aldo Fabrizi. E infatti, in una delle sue migliori pellicole come questa, ciò che rimane sono i duetti tra i due giganti.

La zona morta
di David Cronenberg (21.15, Rai Movie). Stephen King che incontra il genio canadese. L'esito è sorprendente perché ne viene fuori un ibrido di lacerante malinconia. Ovviamente nelle mani di Cronenberg le potenzialità "horror" della preveggenza finiscono in secondo piano, di fronte alla scelta di mostrare la dote di prevedere il futuro come patologia che affligge l'essere umano.


Giovedì 31 luglio


L'aereo più pazzo del mondo
di Abrahams, Zucker, Zucker (21.20, Rai Movie). La premiata ditta che rivoluzionò negli anni 80 il concetto di comicità demenziale trovò in questo titolo il momento di più grande successo. Prendendo di mira la seria catastrofica "Airport", l'aereo più pazzo è una carrellata di scene cult, tra il surreale e il geniale.

L'arte del rap
di Ice-T, Baybutt (22.10, Laeffe). Efficace documentario, consigliato anche e soprattutto a chi il rap non lo segue e non lo ama. Forse troppo didascalico, troppo accademico, ha il pregio dell'analiticità: guida lo spettatore nei meandri di un mondo davvero sterminato.

Il maledetto United
di Tom Hooper (22.30, La7). Adattamento dello stupendo romanzo di David Peace, il film del futuro premio Oscar Hooper è in realtà meno teso ed emozionante. La storia è quella del tecnico Brian Clough che si siede sulla panchina del Leeds, club da lui sempre odiato. La missione: rivoluzionare la mentalità e il carattere di calciatori viziati e svogliati.

The Life of David Gale
di Alan Parker (23.25, Iris). È rimasto l'ultimo film diretto dal regista britannico, ormai oltre dieci anni fa. Thriller anti-pena di morte, incentrato su un sofisticato meccanismo di rivelazione della verità, fino al commovente colpo di scena finale. Retorico quanto basta per rientrare nel recinto del politicamente corretto, si lascia vedere volentieri grazie anche al duo ben assortito Spacey-Winslet.


Venerdì 1 agosto


Cacciatore bianco, cuore nero
di Clint Eastwood (21.00, Iris). Risale al 1990 questa misconosciuta esperienza filmica del Clint regista. Un film come sempre lieve come la vita e tragico come la realtà. In un adattamento mascherato della vita del grande John Houston, Eastwood mette in scena una ossessione inspiegabile con maestria e raffinatezza.

Il mistero di Sleepy Hollow
di Tim Burton (21.10, Mediaset Italia 2). L'horror per Burton non può certo prescindere da una ingente quantità di autoironia e un'attenzione spasmodica per il particolare visivo. Se poi nel ruolo del protagonista c'è il divo Johnny Depp, che conosce a memoria le scelte stilistiche del regista, non può che venirne fuori un film imperdibile.

Il favoloso mondo di Amelie
di Jean-Pierre Jeunet (21.10, La7d). Una Francia e una Parigi da cartolina, in questa favola moderna che a suo tempo conquistò Hollywood e il pubblico americano. Certo, lo stile ammiccante e virtuoso di Jeunet, alla lunga, può anche irritare. Resta però una visione spensierata e divertente che non lascia indifferenti.

Baci rubati
di Francois Truffaut (21.10, Laeffe). L'epopea di Antoine Doinel è un manifesto della vita secondo Truffaut. Una concezione del mondo messa in scena con il consueto coraggio e, al tempo stesso, con una leggerezza inimitabile. Sbagliare è il segreto per trovare il senso di vivere. Sbagliare, sbagliare e ancora sbagliare. La vita dell'uomo senza particolari talenti è riempita dai tempi intermedi, da quei momenti che separano un fallimento dall'altro. Momenti che Truffaut riempie di intensità realistica, per dirci che, dopo tutto, è il cammino complessivo che merita di essere vissuto per chiunque.

1960
di Gabriele Salvatores (21.15, Rai 5). Un documentario atipico: voce fuori campo e montaggio creativo di materiale d'epoca. Dietro le immagini di repertorio si nasconde una storia familiare: i parenti vanno a prendere il loro Rosario che, partito per il Nord, è ormai irriconoscibile, ha perso le sue radici e smarrito il senso di appartenenza alla sua cultura di provenienza. Si dirà: fare un documentario utilizzando dei suggestivi scorci dell'Italia del '60 è troppo facile. È pur sempre un anno così denso di avvenimenti significativi per la storia del costume nazionale che chiunque potrebbe catturarne l'essenza. Però Salvatores trova la chiave per rendere il film originale e avvincente, trasformando un documentario in un road movie sui generis.

Sheitan
di Kim Chapiron (23.20, Rai 4). Prodotto e interpretato da Vincent Cassel, è una squinternata commedia grottesca, frutto della cinematografia francese del nuovo millennio. Ispirato allo stile aggressivo del "Fuori orario" scorsesiano e debitore anche delle trovate surreali del "Tutto in una notte" di John Landis, è un racconto senza troppe ambizioni su un gruppo di giovani che cercano il loro posto nel mondo. Divertente e innocuo.

Fantozzi va in pensione
di Neri Parenti (00.00, Italia 1). Nel 1988, quando la saga andava spegnendosi, il regista dei cinepanettoni si offre a Paolo Villaggio per tentare l'ennesimo esperimento fantozziano: dare un senso all'esistenza cinematografica del ragioniere, anche dopo la pensione. Il tocco del grande Luciano Salce è definitivamente perso, ma i momenti di ilare comicità resistono ancora.


Sabato 2 agosto


Copycat - Omicidi in serie
di Jon Amiel (22.50, Rai 4). Primo sabato di agosto e ancora thriller all'orizzone. Questa è un'onesta produzione mainstream tipicamente hollywoodiana: sceneggiatura senza troppi fronzoli, a dirigere un regista con il giusto senso del ritmo e della tensione e sul set una coppia di star inedita, Holly Hunter e Sigourney Weaver.

Lo sceicco bianco
di Federico Fellini (23.25, Iris). Il primo film di Fellini in cabina di regia solitaria. Dopo la direzione di "Luci del varietà" in tandem con Alberto Lattuada, il genio romagnolo si lancia in questa commedia corrosiva che ironizza sugli stereotipi della cultura popolare degli anni 40 e 50. Una versione ancora acerba e meno sognante del Fellini gigante che verrà negli anni successivi.

Interceptor - Il guerriero della strada
di George Miller (23.45, Italia 1). Secondo capitolo per la saga post-apocalittica della coppia Miller-Gibson. Qui, dopo il primo film caratterizzato da un'atmosfera di incombente tragedia, forse per richiamare ancora più pubblico, la scelta è caduta su un registro più di azione e avventura. Meno incisivo del suo predecessore, ma comunque godibile.


Giancarlo Usai