I primi regali del dicembre televisivo

del 01/12/2013

Dicembre è iniziato, il Natale si avvicina e la programmazione televisiva comincia d'improvviso a farsi piú ricca e sfaccettata. Accanto ai consueti e più o meno riusciti Christmas movies troviamo perle del passato e del presente, per tutti i gusti.

 

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Domenica 1 dicembre

Maddalena... zero in condotta di Vittorio De Sica (14.00, TV2000). La seconda regia di De Sica, che come attore si supera per l'occasione in un ruolo triplice. Una spigliata commedia degli equivoci di derivazione teatrale - alla base c'è un testo dell'ungherese László Kadar - con Carla Del Poggio all'esordio nel ruolo di una studentessa curiosa e impertinente e l'ottima Vera Bergman come insegnante romantica e sognatrice. L'ambientazione scolastica e alcune trovate per alcuni anticipano il filone delle commedie "liceali" di fine anni Settanta-inizio Ottanta.

Jackie Brown di Quentin Tarantino (Rai4, 23.05). Il Tarantino piú regolare e sobrio di sempre. Il piú classico. Da "Rum Punch" del grande Elmore Leonard il nostro trae un noir rilassato e malinconico, aiutato da un cast pazzesco con menzione speciale per una riscoperta Pam Grier, vecchia blaxploitation queen nel miglior ruolo della sua carriera.


Lunedí 2 dicembre

La famiglia di Ettore Scola (RaiMovie, 17.20). Una grande saga familiare, modello anche per molti serial televisivi nostrani. Ambientazione fissa - l'interno di un appartamento romano -, regia precisa e minimale, attori in stato di grazia: uno dei film che descrivono meglio l'evoluzione della società italiana da inizio secolo alla metà degli anni Ottanta. All'epoca la stampa insorse per la mancata premiazione a Cannes.

2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (Iris, 21.00). Il piú grande film di fantascienza di tutti i tempi. Il capolavoro filosofico di Kubrick. Una delle piú alte esperienze visive che la Settima Arte ci abbia regalato. Opera sovrumana ed immortale.

Il gladiatore di Ridley Scott (Canale 5, 21.10). Scott, totalmente disinteressato alla verosimiglianza storica, confeziona uno spettacolone melodrammatico e tonitruante dall'indubbia potenza visiva e dall'altrettanto incontestabile furbizia. Il pubblico gli ha dato ragione. Difficile, in effetti, non lasciarsi prendere dal ritmo incalzante e non parteggiare per il prode e leale Maximus, nel bene e nel male uno dei personaggi che hanno segnato l'immaginario cinematografico dei Duemila.

L'assedio delle sette frecce di John Sturges (RaiMovie, 21.15). Uno dei primi western importanti di Sturges. Secchissimo, senza fronzoli e con piú di una sequenza memorabile. Grande William Holden nella parte di un integerrimo capitano dell'esercito.

Orphan di Jaume Collet-Serra (21.10, Mediaset Italia 2). Collet-Serra aveva esordito nel 2005 con un valido remake de "La maschera di cera" di Curtiz; con "Orphan", suo secondo thriller, firma quello che è ad oggi il suo film piú riuscito. Realmente inquietante, ambiguo e con in nuce una riflessione non banale sulle debolezze dell'istituzione familiare. Sorprende la dodicenne Fuhrman.

Il terrorista di Gianfranco De Bosio (RaiStoria, 22.15). Invecchiato nell'impostazione didattica e un po' antiquato nella messinscena teatrale, il film di De Bosio resta straordinariamente interessante per il tema trattato: è infatti un'analisi precisa e appassionata delle varie posizione politiche che convivevano a fatica durante la Resistenza nel Comitato di Liberazione Nazionale. Splendido Volonté.

Shining di Stanley Kubrick (Iris, 23.35). L'indimenticabile favola gotico-mitologica di Kubrick. Quei pochi che ancora non lo conoscono, approfittino dell'occasione.


Martedí 3 dicembre

Gioventú bruciata di Nicholas Ray (Iris, 11.40). Un grande, imperdibile classico generazionale. James Dean morí quello stesso anno ma grazie a questo film si era già guadagnato un posto nella dimensione extratemporale del Mito.

Tamburi lontani di Raoul Walsh (RaiMovie, 15.55). Uno splendido western dal genio di Walsh. Atipico nell'ambientazione - la paludosa Florida - e nella definizione del protagonista - un uomo che ha rinunciato alla vendetta -, è un classico che travolge ancora con il suo piglio avventuroso e le sue trovate visive, fra cui alcune straordinarie riprese subacque.

Lo sperone nudo di Anthony Mann (Rete4, 17.00). Uno dei capolavori assoluti del sodalizio Mann-Stewart. Un kammerspiel tesissimo seppur ambientato in sconfinati spazi naturali, magistrale nella regia, nella sceneggiatura e nelle interpretazioni. Uno dei vertici del western e del cinema psicologico.

In Bruges - La coscienza dell'assassino (Rai4, 23.10) di Martin McDonagh. Citazionista e "tarantinata", una divertente commedia nera con venature thriller scritta con abilità dal commediografo McDonagh all'esordio su grande schermo.


Mercoledí 4 dicembre

Casco d'oro di Jacques Becker (Rai5, 15.40). La belle époque dal punto di vista dei bassifondi e della malavita per una straziante storia sull'amore e la lealtà. Finale bellissimo.

Old Boy di Park Chan-wook (Cielo, 23.15). Da un manga di Tsuchiya Garon e Minegishi Nobuaki, Chan-wook trae lo spunto per il secondo capitolo della sua personale trilogia sulla vendetta. Formalmente superbo e con un suo modo di emozionare violentissimo e grottesco. Da rivedere anche in vista del remake a stelle e strisce di Spike Lee.


Giovedí 5 dicembre

Giù la testa di Sergio Leone (Rete4, 21.10). Il grande western rivoluzionario di Sergio Leone, ma anche il suo film più esplicitamente politico. Fra le cose indimenticabili: la colonna sonora di Morricone, James Coburn, un sofferto Romolo Valli. E, ovviamente, molte sequenze dirette dal maestro romano con la consueta inimitabile carica epica e malinconica. Una per tutte, il viaggio in carrozza con cui comincia il film.

Lady Vendetta di Park Chan-wook (Cielo, 21.10). Il terzo capitolo del trittico di Chan-wook sulla vendetta ha come protagonista una donna. E non è l'unico cambiamento: il coreano sembra inizialmente quasi rinunciare alla consueta cupezza, dando alla pellicola toni da commedia farsesca. Poi però i conti del pessimismo tornano tutti e il finale è davvero sconvolgente. Grande cinema.

Desiderio del cuore di Carl Theodor Dreyer (RaiMovie, 4.25). Un mélo prodromo dei capolavori del Dreyer della maturità. Molti l'hanno interpretato in chiave autobiografica, trovandoci echi del rapporto del regista danese con il padre. In ogni caso, uno dei suoi film piú sensuali e con molte soluzioni visive straordinarie.


Venerdí 6 dicembre

Point Break - Punto di rottura di Kathryn Bigelow (RaiMovie, 21.15). L'adrenalico e ambiguo thriller della Bigelow è uno dei classici del cinema d'azione degli anni Novanta. I confini fra buoni e cattivi sono labilissimi, la macchina da presa segue i personaggi con furioso dinamismo. Perfetto Swayze.

Cella 211 di Daniel Monzón (Rai2, 23.35). Otto premi Goya per un film orgogliosamente di genere, capace di lavorare abilmente sui luoghi comuni del genere carcerario. Politicamente scorretto e parecchio violento.


Sabato 7 dicembre

Sabotaggio di Alfred Hitchcock (Rai3, 8.15). Il trentenne Hitchcock adatta "L'agente segreto" di Conrad e realizza un piccolo capolavoro della suspense, con piú d'una sequenza d'antologia. Il genio inglese riununcia per l'occasione alla consueta comparsata.

La casa dei 1000 corpi di Rob Zombie (MTV, 23.00). Sporco e ultracitazionista come di consueto, l'esordio dell'ex leader dei White Zombie non può deludere i fan del genere, che ci troveranno stile e atmosfere dei grandi cult degli anni 70.

Una lucertola con la pelle di donna di Lucio Fulci (Iris, 1.40). Questo bel thriller erotico di Fulci gira purtroppo in televisione malamente tagliato. Peccato, perché nella versione originale si fa apprezzare per l'approccio psichedelico della regia e una morbosità insistita e stranamente accattivante. Girato a Londra.

Il nastro bianco di Michael Haneke (Rai1, 3.15). Palma d'oro a Cannes 2009, uno dei grandi film di Haneke, per l'occasione in rigorosissimo bianco e nero. Una complessa riflessione sulla Germania pre-nazista dalla prospettiva di un piccolo villaggio della Germania settentrionale. Alla sceneggiatura ha collaborato il maestro Jean-Claude Carrière.