Il freddo Inverno del cinema in TV

del 02/02/2014

In queste serate invernali l'ideale è rifugiarsi in una sala cinematografica a vedere un bel film oppure restare al calduccio tra le proprie mura domestiche e mettersi davanti alla TV. La programmazione televisiva di questa settimana non è particolarmente ricca e soddiasfacente, ma comunque vi segnaliamo piccoli gioielli e capolavori da non perdere di autori come David Fincher, Sofia Coppola, Kim Ki-duk, Brian De Palma, Don Siegel, Clint Eastwood, Lawrence Kasdan.

 

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Domenica 2 febbraio

Turista per caso di Lawrence Kasdan (21.05, Iris). Macon è uno scrittore di guide di viaggio per uomini d'affari, un uomo dalla vita ordinata e tranquilla finché non viene colpito da un grave lutto. Dramma sulla perdita e l'elaborazione del dolore, il viaggio come metafora della vita,  il regista dirige un film solido su una sceneggiatura impeccabile. L'uso dei  misurati flashback esplicativi, il sonoro utilizzato come meccanismo diegetico, la musica malinconica di John Williams e un cast di attori ammirevoli e minimalisti (dove spiccano William Hurt, nella parte di Macon, e Geena Davis) ne fanno un piccolo gioiello e il miglior film di Kasdan, insieme a "Grand Canyon - il cuore della città" andato in onda la settimana scorsa.

Urla del silenzio di Roland Joffé (23.15, Iris). Opera prima del regista inglese, il film narra la storia tragica della Cambogia nel 1975 durante la presa di potere dei Khmer Rossi, seguendo la vicenda di Dith Pran, guida e interprete di un giornalista americano. Pran sarà catturato e imprigionato in uno dei campi di sterminio dei Khmer, riuscirà a sopravvivere e fuggire. Un'opera di denuncia su un genocidio quasi dimenticato.

 

Lunedì 3 febbraio

Il texano dagli occhi di ghiaccio di Clint Eastwood (21.00, Iris). Uno dei primi film da regista di Eastwood, western di impianto moderno ancora molto debitore a Sergio Leone. Da riscoprire.

Gli spietati di Clint Eastwood (23.20, Iris).  Il capolavoro western del regista americano. Interessante il confronto da fare con il precedente film appena trasmesso per vedere l'evoluzione stilistica di Eastwood, pur mantenendo sempre gli stessi temi: il pistolero che tenta di vivere da cittadino normale, la lotta quotidiana per vivere, la vendetta, il confronto con la morte.

 

Martedì 4 febbraio

Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodòvar (21.10, La7D). Commedia sofisticata che fece conoscere il regista spagnolo al grande pubblico internazionale. Le disavventure narrate tutto in un giorno della doppiatrice di cinema Pepa (una simpatica Carmen Maura), sono messe in scena con brio e uno stile giocoso e colorato. Almodòvar utilizza sia nel montaggio che nella messa in quadro uno stile fumettistico, ispirato al suo lavoro di autore di fumetti degli anni 70.

Lost in Translation di Sofia Coppola (21.15, Rai 5). Un attore a fine carriera (un bravo Bill Murray) è a Tokyo per girare uno spot pubblicitario. Incontra per caso una giovane donna (una Scarlett Johansson in uno dei suoi primi ruoli maturi) nell'albergo dove alloggia e nasce un'amicizia sullo sfondo notturno della metropoli asiatica. Opera sull'incomunicabilità, la solitudine dell'individuo, la noia esistenziale, Sofia Coppola dirige quello che tutt'ora rimane il suo miglior film.

I cento passi di Marco Tullio Giordana  (21.15, Rai Movie). Storia di Peppino Impastato, vittima di mafia. I cento passi del titolo sono la distanza che c'era tra la casa di Impastato e quella del boss Gaetano Badalamenti. Film di impegno civile e di memoria, Giordana rielabora la lezione del cinema di Francesco Rosi con originalità e uno sguardo coraggioso.

Questa ragazza è di tutti di Sydney Pollack (23.10 Rai Movie). Secondo film di un Sydney Pollack non ancora famoso, è un dramma ambientato durante la Depressione nel profondo Sud degli Stati Uniti tratto da un atto unico del drammaturgo Tennessee Williams. Tra gli sceneggiatori un giovanissimo Francis Ford Coppola e tra gli attori Robert Redford e una splendida Natalie Wood in una delle sue migliori interpretazioni. Da rivedere.

Il pistolero di Don Siegel (23.25, Iris). Western crepuscolare e cimiteriale con John Wayne, James Stewart e Laurel Bacall. John Wayne interpreta un vecchio pistolero malato di cancro che arriva a Carson City per un ultimo duello. Wayne era malato all'epoca del film e la realtà e la finzione scenica si mischiano in modo malinconico in quest'opera elegiaca.

Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera di Kim Ki-duk (1.10 Rai Movie).  Il film che ha fatto conoscere il regista sudcoreano al pubblico internazionale. Questo acquarello diviso in cinque quadri corrispondenti alle stagioni metafore della scorrere della vita è la storia di un monaco buddista ambientato in un eremo in mezzo a un lago. Per un "Cinema Zen". 

 

Mercoledì 5 febbraio

The Mothman Prophecies - Voci dall'ombra di Mark Pellington (21.05, Iris). Piacevole ed elegante horror con Richard Gere e Laura Linney. La moglie del giornalista John Klein prima di morire per un tumore ha delle strane visioni di un "uomo falena" che prelude a ulteriori disastri...

Fight Club di David Fincher (21.10, Rai 4). Dall'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, Fincher riesce a interpretare in modo originale la storia di un anonimo assicuratore (Edward Norton) che incontra Tyler Durden (Brad Pitt), personaggio eccentrico che lo introduce nel mondo dei combattimenti a mani nude e organizzano una rivolta anarcoide e nel mentre si contendono l'attenzione di Marla Singer (Helena Bonham Carter). Apologo sull'alienazione dell'uomo nella società consumistica, il regista americano fa del cinema psichedelico e traduce in immagine la scrittura barocca e postmoderna di Palahniuk. Montaggio sincopato, musica travolgente e un trio di attori in stato di grazia, ne fanno un film da non perdere.

Easy Rider di Dennis Hopper (0.40, Rete 4). Manifesto della controcultura americana, il film di Dennis Hopper (che ne è anche interprete con Jack Nicholson e Peter Fonda) è un inno alla libertà con una storia on the road su due ruote. Un cult senza tempo.

 

Giovedì 6 febbraio             

Fuori Controllo di Martin Campbell (21.05, Rai 3). Solido thriller su una sceneggiatura di William Monaham ( premio Oscar per "The Departed") dove un detective della polizia di Boston indaga sulla morte della figlia. Interessante per la sua denuncia contro lo strapotere delle multinazionali dell'energia e per un Mel Gibson dall'interpretazione energica. Per una serata tranquilla e senza grandi pretese.

Mona Lisa di Neil Jordan (1.15, La7). Un ex galeotto uscito di prigione diventa guardia del corpo di una squillo di lusso innamorandosene. Jordan descrive una Londra border line in un noir anni 80 con un Bob Hoskins in un recitazione intensa che gli valse il premio come miglior attore al Festival di Cannes '86.

 

Venerdì 7 febbraio

Bandits  di Barry Levinson (23.15, Iris). Commedia nera, Levinson dirige un'opera su un impianto narrativo di un cinema medio di classe. Storia di due rapinatori di banche e del loro triangolo amoroso con una casalinga annoiata, con Bruce Willis, Billy Bob Thornton e una divertente Cate Blanchett. Per un cinema "scacciapensieri".

Vestito per uccidere di Brian De Palma (23.25, La7D). Capolavoro del regista americano, il thriller degli anni 80, omaggio ad Alfred Hitchcock, con un grande Michael Caine, che dirige con grande maestria tenendo la suspense sempre ad altissimi livelli. De Palma utilizza la macchina da presa con una precisione chirurgica ed eleganti piani sequenze e una messa in serie che potenzia la diegesi narrativa. Da vedere per chi l'ha perso e da rivedere per gli amanti del Cinema.

 

Sabato 8 febbraio

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuarón (21.10, Italia 1). Terzo episodio delle avventure del piccolo mago alle prese con sortilegi e avventure magiche varie nell'eterno scontro tra il Bene e il Male. La regia è di Cuarón  lo stesso di "Gravity". Per chi ama questo genere di film.   

Tra cielo e terra di Oliver Stone (21,15, Rai Movie).  Film che chiude la trilogia sul Viet Nam (i primi due sono i famosi "Platoon" e "Nato il 4 luglio"), ebbe un certo successo di pubblicò quando uscì nelle sale americane. Questa volta Stone narra la Guerra del Viet Nam dal punto di vista di una ragazza vietnamita che sposa un  sergente statunitense per poi emigrare negli USA. Diviso in due parti: la prima in Viet Nam durante la guerra e l'incontro e l'innamoramento tra i due protagonisti; la seconda negli Stati Uniti degli anni 70 opulenti dove la giovane moglie dovrà fare i conti con la crisi esistenziale del marito ex militare e con l'american way of life. Uno dei film più interessanti di Stone.