Il lungo viale del cinema

del 16/03/2014

La settimana televisiva si apre con il capolavoro di Billy Wilder "Viale del tramonto" e si chiude con le notti di Fuori Orario dedicate alla pittura (con i cortometraggi di Alain Resnais, ma non solo). Nel mezzo ci si muove tra cult contemporanei (Tarantino, Gilliam, Carpenter) e alte opere di grandi maestri del cinema americano (John Ford, Howard Hawks, Stanley Kubrick)


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Domenica 16 marzo

Anna dei miracoli di Arthur Penn (14.40, La7). L'impianto del celebre film di Penn è quello di un arena più che di un teatro. Ispirato alla vera storia della sordo-cieca Helen Keller, è un'opera di enorme forza espressiva, commovente e opprimente. Strepitos prove di Anne Bancroft e Patty Duke, entrambe premiate con l'Oscar.

Viale del tramonto
di Billy Wilder (16.00, Iris). Uno dei vertici nell'itinerario di Billy Wilder e della storia del cinema. Che si apre con la voce fuori campo di un cadavere che galleggia nella piscina: è soltanto l'inizio in una incursione in un nerissimo mondo hollywoodiano, galleria di persone e luoghi decadente ma unica. Un autentico capolavoro.

Lo sperone insanguinato di Robert Parrish (17.00, Rete 4). Originale western di un buon artigiano praticamente dimenticato. Quasi stravolto dalla Mgm in post-produzione, ma il personaggio interpretato da Cassavetes è a suo modo unico nel genere western.

Napoleon Dynamite di Jared Hess (21.10, Mtv). Quando uscì questo film si parlò di Jared Hess come uno dei giovani autori americani da tenere d'occhio. Purtroppo le premesse non sembrano mantenute, ma il suo Napoleon, personaggio di buffonesco minimalismo, abita una commedia anomala, che cuoce e punge lentamente.

Il Re dei Re di Nicholas Ray (21.15, Rete 4). I film su Gesù sono tanti tantissimi e pochi, pochissimi quelli meritevoli. Questo diretto dal grande Nicholas Ray fu pesantemente manomesso dalla distribuzione. Ne esce fuori una pellicola più classica di quella che aveva in mente il regista, ma la componente politica ne fa uno dei più anomali film tra quelli ispirati ai vangeli.

Temirkanov: prove d'orchestra di Aleksandr Sokurov (2.30, Rai 3). Le prove del direttore d'orchestra Yuri Temirkanov filmate dal grande regista russo.

Rapina a mano armata di Stanley Kubrick (2.30, La 7). Terzo lungometraggio e primo capolavoro di Stanley Kubrick. Tensione alle stelle, sapiente struttura temporale che fa dei flashback un utilizzo ampio e problematico in anticipo sui tempi, moltiplicazioni (di ipotesi, punti di vista), finale beffardo e memorabile.


Lunedì 17 marzo

Gone Baby Gone di Ben Affleck (21.10, Iris). Ben Affleck fa il suo esordio alla regia di un lungometraggio con un "thriller morale" tratto da un romanzo di Dennis Lehane, l'autore di "Mystic River". E, a conti fatti, il modello non nascosto è il magnifico precedente estwoodiano. In tono minore, certo, ma asciutto ed onesto quanto basta.

Jackie Brown di Quentin Tarantino (23.00, Rai Movie). Reduce dal trionfale successo di "Pulp Fiction", l'opera terza di Quentin Tarantino fu accolta con riserva alla sua uscita. Per poi essere rivalutata da tutti o quasi. Resta il suo film più controllato (per qualcuno il più maturo), un noir romantico che sa far aspettare per poi spiazzare.

Alps di Yorgos Lanthimos (1.15, Rai 3). In concorso al Festival di Venezia, ebbe un'accoglienza piuttosto fredda (ma tornò a casa con il premio alla sceneggiatura). Gelida come la messa in scena di Lanthimos, si dirà, reduce dal controverso successo di "Dogtooth". Una ipotesi di fantascienza contemporanea: violenza implosa, disaffettività, qualche illusione e poche speranze.

Padre padrone di Paolo Taviani, Vittorio Taviani (2.10, Rai Movie). Forse il film più significativo nella carriera dei Taviani e in ogni caso uno dei migliori. Immersa nel paesaggio sardo, la pellicola è una lucida e violenta parabola sull'importanza di evadere il potere dispotico. Palma d'Oro al Festival di Cannes.

Nessun amore è più grande di Masaki Kobayashi (4.05, Rai Movie). La prima parte della trilogia "La condizione umana" (duratacomplessiva: 579 minuti) di Masaki Kobayashi e la sola regolarmente distribuita in Italia, seppur tagliata. Il regista di "Harakiri" fa una denuncia alla guerra mostrandoci una condizione umana che perde ogni cognizione e morale.


Martedì 18 marzo

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford Andrew Dominik (21.00, Iris). Post-western che guarda alto (Terrene Malick), film fiume che scorre lento come le lacrime di cowboy raramente così "sensibili". Dominik alla ricerca dell'epica sublime.

Noi credevamo di Mario Martone (21.15, Rai 5). Martone da una parte ricostruisce con grande accuratezza il nostro Ottocento dall'altra fa emergere incoerenze e problematiche di una storia che non ha saputo essere all'altezza dei giovani e combattivi padri fondatori. Un cinema didattico e fisico, che guarda a una messa in scena spoglia: come un frutto acerbo autentico e vivo.

Vampires di John Carpenter (0.55, Rai 4). Da appassionato e avventuroso cinefilo qual è, Carpenter costruisce un universo orrori fico muovendo le pedine come se fosse nel Far West. Ma sono pertinenti anche i rimandi all'universo del wuxiapian e i graffi al clericalismo.


Mercoledì 19 marzo

I cavalieri del Nord-Ovest di John Ford (10.20, Rai Movie). Il secondo capitolo della trilogia di Ford sulla cavalleria è un western antimilitarista e una delle sue prime riflessioni sulla vecchiaia, tema che da allora toccherà più opere del grande maestro.

Il fiore del mio segreto di Pedro Almodòvar (Rai Movie, 12.05). Forse il ritratto femminile almodovariano più asciutto. Uno scavo intimo e senza eccessi in  una donna che, come coloro che la circondano, fatica a tirar fuori la sua vera essenza. Senza eccessi ma con il solito calore del regista spagnolo.

San Michele aveva un gallo di Paolo Taviani, Vittorio Taviani (15.40, Rai 5). Prima di "Cesare deve morire", il più importante film dei Taviani insieme a Padre padrone" (vedi sopra). I registi si sono isirati ad una novella di Lev Tolstoj, comprimendo l'azione in pochi ambienti, esplicando i movimenti rivoluzionari anarchici e marxisti.

Un uomo tranquillo di John Ford (17.30, Rai Movie). Film prediletto da John Ford, è innanzitutto un affettuoso e sentito omaggio alle proprie radici, quelle irlandesi. Con toni da commedia il grande cineasta tocca punti fondamentali perraccontare una cultura: dall'incancellabilità del passato a riti ed usanze della terra, dalle tradizioni politiche ad innesti e paralleli con gli Stati Uniti (il maccartismo).

The Sixth Sense - Il sesto senso di M.Night Shyamalan (21.05, Iris). Idolatrato alla sua uscita. Poi imitatissimo e di conseguenza parodiato se non sbertucciato. Svelato l'arcano (il celeberrimo colpo di scena) il meccanismo perde forza, ma Shyamalan era indubbiamente bravo a creare suspense, a fondere i due piani strutturali del suo meccanismo.

Donnie Darko di Richard Kelly (21.10 Cielo). All'epoca un cult di proporzioni mondiali. Come alcuni fenomeni generazionali, ridimensionato dagli stessi ammiratori della prima ora. La sceneggiatura è irrisolta, ma il pastiche è godibilissimo, di gran lunga più riuscito dei successivi fallimenti del forse irrecuparabile Richard Kelly.

L'esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam (23.00, Iris). Gilliam si ispira a "La Jetèe" di Chris Marker per riflettere su un futuro non lontano. A tratti faticoso e non sempre illuminante nelle conclusioni, è comunque allucinante perché le capacità visionarie del regista restano anche qui intatte.

La ballata del boia di Luis García Berlanga (3.05, Iris. Replica 4,10, Rete 4). Per la sua satira nei confronti della Spagna franchista il film provocò caos allanteprima veneziana del 1963. Scritto dal regista insieme a Rafael Azcona ed Ennio Flaiano e interpretato da un Nino Manfredi in gran forma, è una potente commedia nera che è anche una chiara denuncia alla pena di morte.


Giovedì 20 marzo

Il giorno della civetta di Damiano Damiani (15.45, Rai Movie). Dall'omonimo romanzo di Sciascia. Uno dei più noti film di Damiano Damiani, ache se non il migliore. E' comunque un film importante nel genere "di denuncia", dove l'ambiente siciliano è tratteggiato con coraggioso piglio polemico.

Suxbad - Tre menti sopra il pelo di Greg Mottola (21.10, Cielo). Una persona fa zapping e becca questo film. Bastano tre minuti di parolacce e la lettura dell'assurdo titolo italiano per cambiare canale. E invece resta un riuscito esempio di epigono del demenziale che fu. Involgarito per l'epoca moderna.

La febbre del sabato sera di John Badham (21.15, Rai Movie). Mito generazionale, ricordo nostalgico, ritratto di una gioventù che non esiste più. Una sorta di "Gioventù bruciata" dei 70, comunque ancora capace di inquadrare un contesto storico-sociale a ritmo delle non dimenticate note dei Bee Gees.

Phenomena di Dario Argento (23.45, Rai Movie). Anche se all'epoca fu accolto male dalla critica, resta con il senno di poi uno degli ultimissimi film validi di Dario Argento. Certo l'uso dell'heavy metal in colonna sonora è invadente, ma questa fiaba nerissima contiene funzionali trucchi ed effetti speciali.

Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera di Kim Ki-duk (3.40, Rai Movie). Una bellissima parabola sulle stagioni ma, soprattutto, sulla natura e sul ciclo della vita degli esseri umani. Immagini di abbagliante bellezza, mirabilmente controllate e un senso di vuoto finale che resta dentro.


Venerdì 21 marzo

Yakuza di Sydney Pollack (11.45, Iris). Grande e violento noir, struggente storia di amicizia, parabola sulla cultura giapponese vista attraverso gli occhi occidentali. Il cast è straordinario e Pollack guida con fermezza centrando sempre il brsaglio delle emozioni.

Lanterne rosse di Zhang Yimou (11.45, Rai Movie). Uno dei più importanti film cinesi di tutti tempi e il miglior film di Yimou. In inquadrature di composita e severa bellezza, regnate da una memorabile Gong Li, un raffreddato melò femminile, raffinatissimo tanto sul piano visivo quanto nel tratteggio psicologico.

Un dollaro d'onore di Howard Hawks (15.50, Rete 4). Non è soltanto uno dei momenti più alti della storia del western cinematografico, ma è anche un vero e proprio manuale di regia cinematografica con un utilizzo insuperato di spazio e tempo. Ma reca in sé anche il tempo del tramonto, della commozione

Sugar Man  di Malik Bendjelloul (21.15, Rai 5). Una vicenda straordinaria in un sorprendente documentario vincitore del premio Oscar. Al centro dell'attenzione c'è Rodriguez, musicista che fu sconosciuto in patria ma celebre in Sudafrica. Anomalie che si apre a situazioni curiose e sorprendenti, in un film che sa farsi amare.

Risorse umane di Laurent Cantet (22.45, Rai Movie). Cantet, al suo primo lungometraggio di finzione, proveniva dal documentario e un po' si vede. Pur nel suo didatticismo è un film che riesce a far riflettere, uno spaccato problematico sul lavoro e le contraddizioni sociali

(a partire dall'1.55 su Rai 3)

Van Gogh di Alain Resnais
L'invenzione della croce di Luciano Emmer, Enrico Gras
Il ragazzo di Jincheng di Yao Hung-i
Paul Gaugain di Alain Resnais Calle de la Pietà di Mario Brenta, Karine De Villers
Autoritratto di Raffaele Andreassi


Sabato 22 marzo

Il pistolero di Don Siegel (10.55, Iris). L'ultima interpretazione di John Wayne, figura cardine della storia del western. Opera crepuscolare e melodramma da camera. Uno degli ultimi lasciti di "western classico".

Hair di Milos Forman (21.20, La7D). Trasposizione cinematografica (ma con significativi cambiamenti) del celebre musical di Gerome Ragni del 1967. Una disincantata rivisitazione dei turbolenti ma vivi anni 60, dominati dalle contestazioni giovanili. Frammentario e poco armonico, resta una celebrazione hippy che non dispiace ripercorrere.

Il Padrino - Parte III di Francis Ford Coppola (21.30, Rete 4). Viste le aspettative, un film che scontentò quasi tutti. Il paragone con i primi due capitoli della grande saga di Coppola è improponibile. Resta la chiusura di un cerchio, sequenze, lampi di grande cinema.

Le regole dell'attrazione di Roger Avary (23.30, Mtv). Sfilata fredda e sgradevole di una generazione che ha perso ogni possibile coordinata. Avary sembra muoversi tra Altman e Tarantino: è squilibrato e a volte irritante, ma pure lucido e cattivo. Tratto da Bret Easton Ellis.

(a partire dall' 1.30 su Rai 3)

Guernica di Alain Resnais
Carceri d'invenzione. Piranesi di Luciano Emmer
Agnus Dei di Mario Brenta, Karine De Villers
Il dramma di Cristo di Luciano Emmer, Enrico Gras
I pittori di provincia di Lucio Fulci
Klimt di Raoul Ruiz