Il cinema scalda il cuore gelido di gennaio

del 12/01/2014

Tanti capolavori contemporanei in questa settimana sul grande schermo. Ce n'è per tutti i gusti, dalla romantica storia d'amore al thriller palpitante, dal melodramma esacerbato al western. Un mirabolante ventaglio di generi cinematografici per riconciliare lo spettatore, dopo i fasti delle festività, alle più grandi opere della settima arte.

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Domenica 12 gennaio

The Village di M. Night Shyamalan (21.15, Rai Movie)
Piccolo capolavoro scritto e diretto dal regista indioamericano salito alle luci della ribalta con il thriller metafisico de "Il sesto senso". Gli abitanti di un antico villaggio devono fronteggiare l'incombente insidia del male sotto forma di mostruose "creature innominate". Apologo fiabesco sulla paura e sulla minaccia "dall'esterno" (forse il più grande film rappresentativo dell'America post 11 settembre) ricco di omaggi sulla morfologia della fiaba proppiana. Tecnicamente una delizia, dalla fotografia alle musiche.

Bright Star di Jane Campion (23.10, Rai 5)
La storia d'amore tra il poeta inglese John Keats e la sua "fulgida stella" Fanny Brown. Il cinema della Campion è di un estetismo preponderante (magnifica la tavolozza cromatica dipinta da Greig Fraser), eppure in questo affresco virtuoso e all'apparenza tutt'altro che originale, si nasconde una passione e una purezza dei sentimenti cristallina e toccante. Le poesie di Keats, le foglie degli alberi, i colori dei fiori, l'armonia delle farfalle. Dettagli che rientrano nel cuore dell'ultimo decennio cinematografico, fino allo scorrere lento della tragedia, scandita dall'ineluttibilità del destino.

The Blues Brothers di John Landis (23.30, Rete 4)
Buddy-movie dal respiro corale, il musical di Landis è una commedia scacciapensieri, capolavoro irripetibile che rimane nella memoria, capace di far sognare intere generazioni, di stimolare la fantasia nei suoi recettori infantili, come se tutti quegli scontri d'auto li stesse architettando un bambino con le macchinine. A più di trent'anni dalla realizzazione, rimane un inno al rock 'n roll, un cult che segnò l'ascesa di Landis nell'olimpo dei più promettenti e fantasiosi registi contemporanei.

City of God di Fernando Meirelles e Katia Lund (0.55, Rai 4)
Parossistico sguardo nei confronti della realtà delle favelas di Rio de Janeiro, il film dell'esordiente Meirelles "trasporta" lo sguardo dello spettatore attraverso trent'anni di storia del Brasile, dagli anni '60 agli anni '80. Girato e montato a ritmo forsennato (esagerando a volte con la camera a spalla) e oggetto di accesi scontri nella critica internazionale, dagli elogi di un riscoperto cinema brasiliano ai detrattori di una falsa copia di cinema autoriale.


Lunedì 13 gennaio

Mystic
River di Clint Eastwood (21.05, Iris)
Tratto dal romanzo di Dennis Lehane, il noir metropolitano dello scrittore bostoniano diviene, tra le mani di Clint Eastwood, un'imponente affresco dela lato oscuro americano. Scandito da escalation di violenza disumana e cupamente messo in scena anche grazie alla tenue fotografia di Tom Stern, "Mystic River" è una delle vette del cinema eastwoodiano, dove il dolore, la morte e l'amicizia regnano sovrani. Storia della perdita dell'innocenza, del buio oblio di una mancata redenzione e di un mancato dio. Le performance del trio Penn-Bacon-Robbins è da applausi.

Colpire al cuore di Gianni Amelio (22.15, Rai Storia)
L'esordio al lungometraggio sul grande schermo per il regista calabrese Gianni Amelio è forse uno dei film più riusciti sul rapporto tra affetti e legami familiari in correlazione con i terribili anni di piombo. Scritto da Amelio con Vincenzo Cerami e interpretato dall'esperto Jean-Louis Trintignant (padre) e dall'adolescente Fausto Rossi (figlio), che pur avendo ricevuto il Nastro d'Argento e il David di Donatello come migliore esordiente, non cavalcherà più nessuna scena cinematografica. 

Fino a prova contraria di Clint Eastwood (23.25, Iris)
Eastwood, attore e regista, adatta il romanzo Andrew Klavan, "Prima di mezzanotte". Il cinico, irresponsabile e alcolista Steve Everett, giornalista di un quotidiano, è l'unico in grado di salvare la vita di un nero innocente dall'iniezione letale nel braccio della morte. Eastwood tocca i temi del razzismo e della pena di morte ma il suo intento è quello di portare alla luce azioni ed evoluzioni del personaggio da lui interpretato. A tratti fin troppo semplicistico, ha il merito di essere diretto con rigorosa compostezza e con un ritmo più che serrato.

Il viaggio a Niklashansen di Rainer Werner Fassbinder (1.15, Rai 3)
Una delle pellicole apparentemente estranee alla produzione e al soggetto filmico del regista tedesco, "viaggio a Niklashansen" narra le peripezie del pastore del quindicesimo secolo Hans Bohm che sostiene di aver visto la Madonna e incita i contadini alla rivoluzione contro i potenti. Si tratta di una divagazione storica e politica di un giovane reazionario amante del cinema e del teatro.


Martedì 14 gennaio

Chisum di Andrew V. McLaglen (21.00, Iris)
Una prima serata all'insegna della leggenda del cinema di John Wayne, l'eroe western rude e senza paura ma in realtà buono e coraggioso, in una delle sue ultime interpretazioni sul grande schermo. Il personaggio di John Chisum è ispirato a una storia vera e il film mette in scena la redenzione da cattivo a buono del protagonista, immischiato nella famosa contesa tra il criminale Billy The Kid e lo sceriffo Pat Garrett. Avvincenti i duelli corpo a corpo.

Mission: Impossible 2 di John Woo (21.10, Rete 4)
Secondo capitolo della pirotecnica trilogia sull'agente segreto Ethan Hunt, Alias Tom Cruise. Brian De Palma lascia il passaggio del testimone a John Woo, che miscela un mix di inseguimenti e sparatorie al limite del ridicolo ma visivamente superlative e un mèlo sinceramente non troppo avvincente anche per l'incapacità di creare nei personaggi una sfaccettatura a tutto tondo. Ma si sa, non era quello che si chiedeva dalla pellicola. Badget altissimo di realizzazione e incassi altrettanto stellari per questo adrenalinico giocattolone hollywoodiano.

Nemico Pubblico N.1 - L'ora della fuga di Jean-François Richet (23.15, Rai 4)
Seconda parte del dittico che il francese Richet adatta sulla vita del gangster Jacques Mesrine. Dopo un primo capitolo freddo e preparatorio (ma tecnicamente ineccepibile, dove Richet privilegia l'autobiografia del libro scritto dallo stesso Mesrine, "L'istinto di morte"), il regista francese dispiega nella seconda parte tutta la sua bravura nel mettere in scena crimini e massacri al ritorno del nemico numero 1 nella natia Francia. Il ritmo incalzante, l'intensità della messa in scena, il montaggio strabiliante di Bill Pankow e la prova attoriale superlativa di Cassel: il lavoro di Richet è un piccolo grande capolavoro non compreso a pieno dalla critica.

Airport di George Seaton (0.55, Iris)
Capostipite di un filone cinematografico destinato al sabotaggio e alle incursioni terroristiche in alto volo. Storia banalotta e scontata, rimangono le scene al cardiopalma successive all'esplosione. Seaton fa un ampio uso dello spli screen depalmiano per mantenere la tensione accesa anche nelle conversazioni telefoniche tra aeroplano e torre di controllo. Nel buonissimo cast anche Burt Lancaster.


Mercoledì 15 gennaio

Sulle mie labbra di Jacques Audiard (21.10, Rai 4)
L'incontro tra due looser: lei è una segretaria non udente che riesce a captare le parole grazie a un apparecchio acustico e alla lettura delle labbra, lui è un ex detenuto in libertà vigilata alla ricerca di un reintegra mento nel tessuto sociale. Audiard non vuole creare punti di riferimento, il film spazia dal sociale (l'incipit) alla commedia, per poi trasformarsi dapprima in un noir e nelle battute conclusive in un dramma criminale. Con Vincet Cassel ed Emmanuelle Devos, premio César come migliore interpretazione femminile nel 2002.

Teresa Venerdì di Vittorio De Sica (22.30, Tv 2000)
Teresa Venerdì è un'orfanella che si innamora di un medico. Lui però è fidanzato, anche se in realtà farebbe di tutto per entrare tra i desideri di una cantante. La storia amorosa della giovane Adriana Benetti fa da collante alle storie parallele dei personaggi interpretati dallo stesso De Sica e dalla Magnani, in una commedia non originalissima ma obiettivamente valida, sia per la componente recitativa, sia per la riuscita caratterizzazione dei personaggi portati sullo schermo.

Ricky - Una storia d'amore e libertà di François Ozon (22.55, Rai Movie)
Uno dei più influenti (e più prolifici) autori del cinema francese contemporaneo dirige questa storia d'amore e libertà, come segnala giustamente (e miracolosamente!) il titolo italiano. Dalla relazione tra Paco e Katie nasce il piccolo Ricky, un bambino con le ali. Ozon riscrive il racconto di Rose Tremain acuendo il tema dell'abbandono e dell'inaffettività, spezzando, a un tratto, di netto, il dipinto realista della messa in scena con il fantastico dono acquisito dal neonato. La pellicola diviene così una fiaba allegorica sulla dolorosa e necessaria liberazione dei sentimenti, come conferma l'eloquente epilogo.

Revolutionary Road di Sam Mendes (23.15, Canale 5)
Seconda metà degli anni cinquanta in America. Lungo la Revolutionary Road prende vita la storia di una coppia apparentemente felice ma in realtà movimentata smaniosamente alla ricerca della felicità. Dopo "American Beauty", Mendes continua a percorrere il fallimento del mito del sogno americano. A pagarne le conseguenze è la famiglia, le sue radici. Dramma e melodramma che lasciano il segno, soprattutto se a recitare tocca alla "storica" coppia Di Caprio-Winslet, lucente arma in più del film.


Giovedì 16 gennaio

L'invasione degli ultracorpi di Don Siegel (22.50, Rai Movie)
Capolavoro inarrivabile e propedeutico della fantascienza americana anni cinquanta. La sonnacchiosa cittadina di Santa Mira è stata invasa da extraterrestri che copiano perfettamente gli abitanti del posto e ai quali si sostituiscono durante il sonno. Tratto da un romanzo di Jack Finney, il film agisce manifestatamente come pellicola dal forte suspence (nonostante la quasi assenza degli effetti speciali) e latentemente come allegoria sociopolitica relativa a una progressiva alienazione paranoide e anticomunista (post Truman).

Havana di Sidney Pollack (23.30, Iris)
Sullo sfondo della lotta rivoluzionaria portata Avanti da Fidel Castro e della prigionia dei servizi segreti del dittatore militare Fulgencio Batista, Pollack dirige la storia d'amore tra un viziato di donne e carte (Robert Redford, attore feticcio del regista) e una donna sposata con uno dei maggiori sostenitori della resistenza. Freddino e a tratti reprensibile (l'inverosimile colpo di scena conclusivo, tra amore e ideologia), può però contare su uno degli elementi cari al regista come l'avventura romantica ed edulcorata.

L'idolo della città di Yves Robert (2.05, Rete 4)
L'italiano Nicola Monti (interpretato da Mastroianni) vive a Parigi, è separato, ha un amante, non ha rapporti col figlio e di lavoro fa occasionalmente l'attore. La sua è una vita in crisi e in balia tra fragilità e rassegnazione. Scritto da Jean-Loup  Dabadie, il film riflette con intelligenza e amara ironia lo spaccato di un uomo di mezza età che non ha ancora trovato una giusta collocazione e una degna serenità. È altresì una commedia che omaggia il rocambolesco mondo dello spettacolo.


Venerdì 17 gennaio

Terminator 2 - Il giorno del giudizio di James Cameron (21.05, Iris)
Il cyborg Terminator T-800 (Schwarzenegger) torna sulla terra per difendere il figlio di Sarah Connor, John, futuro eroe della resistenza umana. Capolavoro fantascientifico degli anni novanta e il punto più alto raggiunto da Cameron regista. La tensione si taglia con il coltello, gli effetti speciali sono straordinari (indimenticabile il cyborg T-1000 interpretato da Patrick) e regna sovrana per l'intera durata della pellicola una sensazione di alienazione e straniamento mista a paura e dolore, e che tocca i temi della martirizzazione e del sacrificio nell'eterna e manichea lotta tra bene e male, oltre all'angoscia del progresso. 

Decameron di Pier Paolo Pasolini (23.05, La7D)
Un poeta di strada come Pasolini non poteva esimersi dal trasporre le novelle edonistiche del Boccaccio. Inaugurando la prima fase della "trilogia della vita" (e che comprende anche gli affini "I racconti di Canterbury" e "Il fiore della Mille e una notte"), il regista bolognese ridisegna in chiave napoletana dieci novelle caratterizzate dalla brama della cupidigia e dall'amore libertino, messe in scena da personaggi come Ser Ciappelletto (Franco Citti) o Andreuccio da Perugia (Ninetto Davoli).

Arlington Road - L'inganno di Mark Pellington (0.05, Rete 4)
Michael Faraday è convinto che i suoi coscienziosi ed educati vicini di casa siano dei terroristi. Alla logica e alla razionalità si insinuerà presto l'ombra della paranoia e dell'insicurezza. Pellington è bravo a confezionare un thriller politico senza scadere nella becera e prevedibile lezione hitchcockiana e i due protagonisti, Bridges da una parte e l'ambiguo Robbins dall'altra, alimentano la tensione della storia.

Andrej Rublёv di Andrej Tarkovskij (3.30, Rai Movie)
La tarda notte ci regala uno dei capolavori del maestro russo, storia del più grande pittore di icone della Cristianità, vissuto tra il 1370 e il 1430. Rublёv, inorridito dalla ferocia della guerra, decide di rinunciare alla sua arte per quattordici anni. Ma avrà l'occasione per cambiare idea. Un monumentale affresco della società russa del XV secolo, un film ldella durata di più di tre ore che richiede molta attenzione e promette moltissimo, come un giallo di mille pagine.


Sabato 18 gennaio

The Others di Alejandro Amenabar (21.10, Cielo)
Amenabar firma in collaborazione con l'ex coppia hollywoodiana Kidman (interprete) e Cruise (produttore) un horror metafisico e invisibile ambientato nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, del tutto privo di violenza e sangue, riprendendo per certi versi forma e contenuti della letteratura di Cortazar. E venendo a sua volta influenzato dall'horror politico di Guillermo Del Toro. Il colpo di scena conclusivo gli ha fatto riscuotere un grande successo di pubblico.

Indiana Jones e il tempio maledetto di Steven Spielberg (21.30, Iris)
L'archeologo avventuriero più famoso della settima arte si ritrova in un tempio indiano e si vede costretto a salvare delle giovani vite destinate altrimenti a sacrifici umani. Secondo capitolo firmato da Spielberg su Indiana Jones dopo "I predatori dell'arca perduta". Da un soggetto di George Lucas, il film poggia le basi su un canovaccio irto di avventure e da continue gag che alimentano la fluidità della visione.

Gremlins di Joe Dante (22.45, Italia 2)
Cult anni ottanta che ha consacrato il genio di Joe Dante, ex regista di film horror serie z. In "Gremlins" invece il risultato è vicino al capolavoro, una favola nerissima, divertente, citazionista, che non si prende mai sul serio e per questo risulta pacatamente intelligente. Effetti speciali strabilianti a cura di Chris Walas e apporto fondamentale di Spielberg come produttore esecutivo. Il Mogwai, l'animaletto peloso dai grandi occhioni e dalle lunghe orecchie, è ormai impresso nell'immaginario collettivo del cinema. E non solo.