Perle d'Oriente e d'Occidente

del 24/11/2013

La settimana che abbiamo davanti si presenta come un magnifico caleidoscopio su un vasto numero di cinematografie da tutto il mondo. È uno splendido planisfero (dall'Oriente di Im Sangsoo e Park chan-wook all'Occidente di Cuaron e Coppola, passando per il Sud America di Larrain l'ibridazione etnica di Fatih Akin) che ci dimostra quanto sia ricco e vario il cinema da Paese a Paese.


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Domenica 24 novembre

I figli degli uomini di Alfondo Cuaron (13.05, Iris). Solo sette film in ventidue anni, per il regista messicano Cuaron questo segna la prima incursione nella fantascienza. Londra 2027, il genere umano si avvia alla sterilità. Ormai non nascono più bambini. Quadro apocalittico, però raccontato con taglio documentaristico. Camera a mano, fotografia desaturata, luci naturali, lunghissimi piani sequenza acrobatici e pochissima colonna sonora. Presentato in concorso a Venezia 2006, da non perdere.

Il principe e la ballerina di Laurence Olivier (14.40, Rete 4). Dopo aver visto "Marilyn" di Simon Curtis sappiamo quanto sia stata travagliata la lavorazione di questo film. Rimane comunque una commedia assai godibile che ci permette di ammirare la contrapposizione tra il rigore teatrale di Olivier e la spontaneità della Monroe: due epoche cinematografiche a confronto.

La sposa turca di Fatih Akin (00.30, Laeffe). Dramma interetnico di una famiglia turca in Germania avvinta ancora da rigide regole. Più che un'opera sulla condizione della donna all'ombra della religione, è una notevole riflessione sul concetto di libertà per una giovane: cosa fare della propria vita una volta liberi dalle costrizioni parentali. Orso d'oro a Berlino nel 2004.

W. di Oliver Stone (1.20, La 7). Un Oliver Stone stranamente ispirato e in stato di grazia. La miope distribuzione italica relegò questo film solo in TV, lontano dalle sale. Josh Brolin è George W. Bush in una memorabile interpretazione, in bilico tra grottesco e dramma. Rocambolesca parabola di un uomo senza qualità al comando del mondo per otto anni: è tutto vero, compresa la scena della nocciolina.


Lunedì 25 novembre

Lost in Translation di Sofia Coppola (16.00, RaiMovie). La Coppola racconta il senso di straniamento di due corpi estranei ad un ambiente apparentemente fuori dal mondo. Ha segnato l'ingresso nel cinema indipendente di Scarlett Johansson e ha permesso a Bill Murray di far conoscere il suo lato malinconico. Una carrellata su tanti luoghi comuni del Sol Levante forse un po' ridondante ma con belle idee visive.

Shining di Stanley Kubrick (21.00, Iris). Frasi come "il mattino ha l'oro in bocca" oppure "è tutta colpa del senso di responsabilità" sono entrate nell'immaginario horror che ha popolato tanti nostri incubi. Una pietra miliare. L'uso della steadycam ha fatto scuola.

Tamburi lontani di Raoul Walsh (21.15, RaiMovie). Un classico raccontato con il gusto della vecchia Hollywood impreziosita da una delle migliori interpretazioni di Gary Cooper.

Radio America di Robert Altman (23.20, Iris). L'ultima messa in scena di un seguitissimo programma radiofonico a metà degli anni 70 dove si intrecciano molti destini della folta compagnia di cantanti. L'ultimo film del grandissimo cantore dell'America più profonda (film testamento sempre da riscoprire come nel nostro "Last But Not Least") . È la sintesi del suo cinema: qui assistiamo al tramonto di un mondo, dell'America di un tempo.

Desiderio d'omicidio di Shoei Imamura (3.55, RaiMovie). Quasi tre ore per un triangolo d'amorosi sensi pervaso da violenza e ambiguità nel segno del Maestro Imamura.


Martedì 26 novembre

Changeling di Clint Eastwood (21.10, Canale 5). La storia vera del rapimento di un bambino mai più ritrovato dalla polizia di Los Angeles, ai tempi della Grande Depressione. Ne verrà ritrovato invece un altro e fatto passare per quello autentico. La visione della società, non solo americana, da parte di Eastwoood continua ad essere venata da un pessimismo privo di alcuna redenzione. Il film alterna in modo sorprendente registri molto diversi, si passa dal thriller al film di denuncia fino ad arrivare all'horror del finale.

The Housemaid di Im Sang-soo (23.00, Rai 4). Sotto l'apparente formalismo di una ricca famiglia, si consuma un dramma silenzioso e spietato. Il fulcro è la domestica del titolo. Per gli amanti del buon cinema coreano.

Splendore nell'erba di Elia Kazan (23.15, Iris). Un profondo studio psicologico sulla gioventù e sul passaggio alla maturità in un film che racconta lo scontro tra due giovani che si amano e le rispettive famiglie. Una sorta di Romeo e Giulietta nel Kansas del 1928. Ma è qualcosa di più, la Grande Crisi del '29 è alle porte e tutte le certezze deflagreranno. Capolavoro assoluto dell'iconoclasta Kazan, da non perdere.


Mercoledì 27 novembre

L'ultimo re di Scozia di Kevin MacDonald (21.00, Iris). Nel 2006 Forest Whitaker vinse l'Oscar come miglior attore protagonista grazie all'interpretazione del dittatore ugandese Idi Amin Dada. Impressionante l'immedesimazione e il modo in cui riuscì ad alternare gli umori del dittatore. Purtroppo il doppiaggio italiano è davvero un limite.

Il tunnel della libertà di Enzo Monteleone (23.25, Iris). Il tunnel del titolo è quello che, per davvero, due ingegneri italiani scavarono per sette mesi sotto il muro di Berlino per far scappare un amico dissidente politico. Con Kim Rossi Stuart.

Wolf Creek di Greg McLean (1.00, Rai Movie). Da un fatto realmente accaduto negli anni 90, un film horror per niente dozzinale. Un viaggio all'interno dell'Outback australiano dove il serial killer ha, questa volta, il volto di un placido rustico di campagna. Suggestioni letterarie da Picnic a Hanging Rock di Joan Lindsay. Quest'anno a Venezia è stato presentato il seguito.


Giovedì 28 novembre

Soul Kitchen di Fatih Akin (14.00, Rai Movie). Questa volta sono lontani i drammi e il tono complessivo è spensierato. Dietro però al racconto di questa bettola di quart'ordine di Amburgo si possono leggere ancora le tensioni tra diverse etnie (qui greca e non turca).

Gloria di Sidney Lumet (21.00, Iris). Timido remake di "Una notte d'estate" del sommo Cassavetes.

Old Boy di Park Chan-wook (21.15, Cielo). Secondo capitolo della "trilogia della vendetta" del regista coreano. Gran Premio della Giuria a Cannes nel 2004. Un uomo viene tenuto prigioniero per quindici anni senza apparente motivo, una volta libero cercherà vendetta. Choi Min-sik con in mano il martello è l'iconica immagine che evoca una violenza virtuosistica, pop da manga. Quest'anno vedremo il remake di Spike Lee.

C'era una volta il West di Sergio Leone (21.30, Rete 4). Spartiacque tra due epoche del west, in mezzo corre una ferrovia sferragliante che porterà il progresso ma cancellerà il Mito. Elegia delle atmosfere di un tempo e dei pistoleri ormai scomparsi. Colonna sonora da brivido e una splendida Claudia Cardinale.


Venerdì 29 novembre 

Super 8 di J. J. Abrams (21.10, Italia 1). Atto d'amore da parte del padre di "Lost" per il cinema di Steven Spielberg. Una sorta di passaggio di consegne per un'opera commovente che omaggia uno dei più grandi cineasti viventi.

Il grande capo di Lars Von Trier (23.00, La7d). Girato in "Automavision", con una macchina da presa mossa dal computer, il fondatore del Dogma, questa volta, mette in scena una commedia leggera e ironica che si prende beffa delle gerarchie d'ufficio.

La classe di Laurent Cantet (23.05, Rai Movie). Palma d'oro a Cannes nel 2008. È il racconto di un anno in una classe multietnica senza preoccuparsi di seguire un filo temporale preciso. Davanti all'insegnante passeranno problematiche più disparate dalle incomprensioni, problemi didattici, disaffezione dei colleghi. Cantet filma il tutto con una radicalità ammirevole, rimanendo sempre dentro le mura della classe senza mai uscirne (il titolo originale "Entre les murs" è decisamente più emblematico). 

La signora dal cagnolino di Iosif Khejfits (2.30, Rai 3). Considerato dalla critica una delle migliori trasposizioni di Cechov. Il fulcro è il mondo della borghesia pervaso da passioni e drammi d'amore. Bellissima fotografia in bianco e nero. È l'occasione di scoprire una perla del cinema russo dei primi anni 60.

La terra del desiderio di Ingmar Bergman (3.55, Rai 3). Uno dei primi Bergman, in questo film è influenzato dal neorealismo italiano. Dopo sette anni di viaggio un marinaio torna in patria e cerca di recuperare un amore del passato. Non sarà facile. Lontano dai capolavori che verranno, questo film mostra già un sorprendente talento visivo.


Sabato 30 novembre

Kundun di Martin Scorsese (16.55, Iris). Lontano dalla sua America e dai clan malavitosi, Scorsese racconta la vita e l'esilio del quattordicesimo Dalai Lama. Filmato con ascetico rispetto come una lunga preghiera, è un film intimista e lontano dai kolossal comuni. Da riscoprire.

Burn After Reading di Ethan e Joel Coen (19.20, Iris). Nuovo capitolo della cosiddetta fenomenologia dello stupido. Come da un semplice equivoco si possa arrivare alla tragedia. Fulminante farsa spionistica corredata da un cast stellare. Fu presentato in concorso a Venezia nel 2008.

Tony Manero di Pablo Larrain (3.10, Rai Movie). È il film che ha fatto conoscere il talento del cileno Larrain. È l'ideale primo capitolo di una trilogia sulla dittatura di Pinochet vista sempre dalla parte del popolo e indagando le meschinità ed gli egoismi.

La contessa di Julie Delpy (4.45, Rai Movie). La Delpy ricopre il ruolo di regista e attrice e racconta il dramma biografico della contessa sanguinaria Bathory. Film insolito, dalle atmosfere cupe e gotiche.