Torna la guida tv di OndaCinema

del 07/09/2014

Dopo la pausa agostana, torna l'appuntamento domenicale con le guide tv di OndaCinema. Claustrofobici o demenziali, adrenalinici o sofisticati, a farla da padrone in questa settimana televisiva sono i thriller, in ogni possibile variante. Ma c'è spazio anche per languide commedie romantiche e per qualche imperdibile perla d'autore.

 

janetleighinpsycho 

Domenica 07 settembre

Breakfast Club di John Hughes (16.30, Class Tv). Cinque studenti di una high school americana, diversissimi tra loro, devono passare insieme un pomeriggio di punizione nella biblioteca scolastica. Dopo tensioni e litigi, impareranno a conoscersi e a fare amicizia. Scritto e diretto da John Hughes, è un piccolo cult generazionale che ha contribuito in maniera sostanziale a tracciare il perimetro socio-culturale e l'immaginario iconografico dei teen movie hollywoodiani, definendo dinamiche, personaggi e caratteristiche del genere.

Respiro di Emanuele Crialese (21.00, Iris). Ritratto di una donna passionale, eccentrica, anticonvenzionale, squilibrata, capace di sovvertire con la sua energia l'ordine costituito (sociale, famigliare, religioso) di una piccola isola del Sud Italia. Alla seconda prova dietro la macchina da presa, Crialese firma un'opera struggente, potente e affascinante. Dotato di un talento visionario suggestivo e personalissimo, si impone a pieno titolo come uno degli autori più originali del cinema italiano contemporaneo.

Whore - Puttana di Ken Russell (0.35, Cielo). Testimonianza in presa diretta della vita di una prostituta newyorkese. Per replicare provocatoriamente al quadro idilliaco di "Pretty Woman", l'iconoclasta Russell adatta la pièce "Bondage" di David Hines e realizza un film crudo, secco, quasi documentaristico, ma percorso da una traccia sottile di ironia. Protagonista di istrionico talento.

Cuore di mamma di Salvatore Samperi (2.15, Iris). Moglie di un ricco industriale borghese e madre di un piccolo nazista assassino, Lorenza cerca la rivalsa trasformandosi in una rivoluzionaria bombarola. In continuità con l'esordio "Grazie zia", Samperi cerca deliberatamente lo scandalo e firma un film-manifesto del cinema di rottura sessantottino, post "I pugni in tasca". Oggi però le velleità intellettualistiche e le provocazioni ideologiche risultano irrimediabilmente datate. Resta la prova di Carla Gravina, intensa e alienante nel suo impenetrabile mutismo.

Match Point di Woody Allen (20.40, Rsi La1)

La pianista di Michael Haneke (22.30, La7d)

A Single Man di Tom Ford (23.05, Rai 5)

La spettatrice di Paolo Franchi (0.40, La effe)


Lunedì 08 settembre

La bocca del lupo di Pietro Marcello (15.55, Rai 5). La delicata, intensa, tenera storia d'amore tra un uomo e una transessuale, che inizia in prigione e continua alla luce del sole nei vicoli della Genova odierna. Un emozionante percorso di scoperta e di innamoramento, che il regista racconta con misura e naturalezza, lontano da qualsiasi volgarità o sensazionalismo giornalistico. Un piccolo gioiello del documentario italiano contemporaneo.

Psyco di Alfred Hitchcock (21.05, Iris). Scappata in auto con una valigetta zeppa di dollari, la segretaria Marion Crane ha la sventurata idea di fermarsi nel motel condotto dall'impacciato Norman Bates. Il resto, come si dice, è storia. Capolavoro indiscusso del brivido, a metà strada tra horror e thriller. È entrato nel culto per la celeberrima scena dell'assassinio nella doccia, attraverso la quale Hitchcock scardinò le trite consuetudini narrative e rivoluzionò i metodi di rappresentazione della violenza.

Marnie di Alfred Hitchcock (23.10, Iris). Ricco industriale ha una passione ossessiva per un'affascinante cleptomane. Fa di tutto per sposarla, ma alla prima notte di nozze avrà modo di scoprire le nevrosi che agitano la mente della donna. Uno dei rari insuccessi di pubblico di Hitchcock, è un thriller psicologico sottile e inquietante. Il gioco della suspense è costruito abilmente sul filo dell'ambiguità e del sadismo. Ultimo lavoro di Hitch con gli assidui collaboratori Bernard Herrmann (musiche) e Robert Burks (fotografia).

XXY di Lucía Puenzo (23.00, La effe). È il difficile percorso alla scoperta di sé di Alex, quindici anni, ermafrodita. Racconto di formazione sincero e vitale, riesce a mostrare la scoperta della sessualità con spontaneità e pudore. Al suo esordio, Lucía Puenzo affronta un tema pruriginoso e non scontato con tatto e ammirevole asciuttezza. E imbastisce anche un'efficacissima incursione nel mondo dell'adolescenza, di cui indaga, con sguardo sensibile e disincantato, rapporti e dinamiche. Teso e commovente, a volte brutale, mai morboso.

Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme (21.05, Rai 3)

17 ragazze di Delphine e Muriel Coulin (21.10, La effe)

Cena tra amici di Alexandre de La Patellière e Mathieu Delaporte (21.10, Rsi La1)

Alexandra di Aleksandr Sokurov (4.55, Rai Movie)


Martedì 09 settembre

Suspect - Presunto colpevole di Peter Yates (21.10, La7). Un barbone sordomuto è ingiustamente accusato di omicidio. Un'intrepida avvocatessa, grazie all'aiuto di un avvenente giurato, cerca di scagionarlo e di incastrare i veri (e potenti) colpevoli. Solido legal thriller di impostazione tradizionale, diretto con mano sicura e interpretato con convinzione. Sebbene non sia una delle sue prove più significative, ci ricorda che Cher è (anche) un'ottima attrice.

Collateral di Michael Mann (22.15, Rsi La2). Il mite taxista Max si trova costretto a fare da autista a Vincent, sicario a pagamento che deve uccidere cinque persone in una notte. Michael Mann firma un thriller livido e claustrofobico, ambientato in una Los Angeles tetra. La sceneggiatura di Stuart Beattie è compatta, sfaccettata e imprevedibile, basata sul tesissimo confronto tra i due protagonisti che dona spessore all'azione.

Hot Fuzz di Edgar Wright (23.15, Mediaset Italia 2). L'infallibile poliziotto londinese Nicholas Angel viene trasferito nel placido villaggio di Stanford. Scoprirà che non è poi così tranquillo. Dopo il successo del geniale ed eversivo "La notte dei morti dementi", il comico inglese Simon Pegg scrive e interpreta un thriller esplosivo, irriverente, sopra le righe. La sua cifra stilistica è, ancora una volta, la parodia, condita da una carica corrosiva di british humour.

Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi (18.00, Rai Movie)

London River di Rachid Bouchareb (21.15, Rai 5)

Alì di Michael Mann (23.15, Rete 4)

Ruggine di Daniele Gaglianone (23.25, Rai Movie)

Omicidio a luci rosse di Brian De Palma (23.30, La7)


Mercoledì 10 settembre

La balia di Marco Bellocchio (15.45, Rai 5). Tensioni e inquietudini dello strano triangolo formato da uno psichiatra, sua moglie isterica e la balia che ne accudisce amorevolmente il figlio neonato. Bellocchio si ispira alla novella omonima di Pirandello, ma la tradisce per innescare una riflessione su temi cari alla sua filmografia: lotta di classe, impossibilità di comunicazione, psichiatria. Confezione elegante e suggestiva, animata da un'intensa prova d'attori (tra cui Maya Sansa, al suo esordio).

Gli anni dei ricordi di Jocelyn Moorehouse (21.10, La 5). Alla vigilia delle nozze, una studentessa trascorre l'estate nella casa di campagna di famiglia, dove la nonna e la prozia, insieme a un variegato gruppo di amiche, stanno cucendo una trapunta. La talentuosa regista di "Istantanee" dirige un film tutto al femminile, fin troppo garbato e incline al sentimentalismo. Impeccabili comunque le prove del cast che, da Winona Ryder a Jean Simmons, da Alfre Woodard a Ellen Burstyn, da Anne Bancroft a Maya Angelou, mette a confronto diverse generazioni di (ottime) attrici americane.

The Avengers di Joss Whedon (21.10, Rai 2). Capitan America, Thor, Iron Man, Vedova Nera, Hulk, Occhio di Falco vengono assoldati dal comandante Nick Fury per sconfiggere il perfido Loki, che minaccia la sicurezza del Pianeta. Uno dei cinecomic più riusciti degli ultimi anni: riesce a bilanciare bene azione e divertimento, commozione e distacco intellettuale, ipertrofie muscolari e ironia leggera. In puro stile Marvel.


Giovedì 11 settembre

United 93 di Paul Greengrass (21.00, Iris). L'11 settembre 2001, mentre tre aerei si abbattevano sul World Trade Center e sul Pentagono, un Boeign 757 veniva sequestrato da quattro terroristi. I quaranta passeggeri a bordo ne impedirono il dirottamento, a costo della vita. In un'ottica totalmente antispettacolare, Greengrass realizza un film lucido, straziante e angoscioso, tanto più efficace quanto più rinuncia a ogni forma di retorica, divismo, cliché narrativo: una dimensione estetica che coincide con una scelta etica. È un atto di cronaca dovuto, lontano da qualsiasi ideologia e polemica politica.

Il matrimonio del mio migliore amico di P.J. Hogan (21.10, La7). La rampante giornalista Julianne, gelosa, cerca (disastrosamente) di riconquistare l'ex fidanzato Michael, che sta per sposare la dolce ereditiera Kimmy. Il veterano Ronald Bass firma una sceneggiatura vivace, arguta e compatta, che grazie al ritmo sostenuto e ai dialoghi scoppiettanti omaggia il modello delle screwball comedy di Cukor e Hawks. Julia Roberts e Cameron Diaz duellano con brio, ma Rupert Everett ruba loro la scena. Imperdibili i numeri musicali.

L'uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg (0.40, Rai Movie). L'insolita parabola di Thomas Jerome Newton, alieno giunto sulla Terra per salvare il proprio Pianeta che, adottate sembianze umane, diventa proprietario di un impero industriale. Tratto dal romanzo omonimo di Walter Trevis è, allo stesso tempo, un film di fantascienza e un atto di denuncia civile. Attraverso lo sguardo straniante e allucinatorio del protagonista, interpretato con enigmatico carisma da David Bowie, Roeg mette alla berlina i vizi, le contraddizioni e le piccolezze della società contemporanea.

L'anticristo di Alberto De Martino (4.10, Italia 1). Rimasta traumatizzata dopo un incidente d'auto, Ippolita finisce in cura da uno psichiatra. Presto però le servirà l'intervento di un esorcista. Horror demoniaco nato sull'onda del successo della celebre pellicola di Friedkin. Nonostante la trama risaputa e certi effetti che tendono a un sensazionalismo spiccio, De Martino centra comunque le atmosfere claustrofobiche e ossessive. Lo coadiuva un ricco cast di alta classe: Carla Gravina, Alida Valli, Mel Ferrer, Umberto Orsini, Remo Girone.

Margin Call di J.C. Chandor (21.05, Rai 3)

Angel - La vita, il romanzo di François Ozon (2.30, Rai 1)


Venerdì 12 settembre

Miseria e nobiltà di Maurizio Mattoli (21.00, Tv 2000). Due famiglie squattrinate vengono assoldate per fingersi i parenti aristocratici di un cuoco arricchito, la cui figlia sta per sposare un marchese. Adattando la celebre farsa teatrale di Edoardo Scarpetta, Mattoli aggiorna la tradizione della maschera di Pulcinella e il mito della fame atavica che accompagna da sempre questo personaggio. Molte risate e qualche sorriso amaro. Oltre a Totò, irresistibile, completano il cast le giovani e bellissime Franca Faldini e Sophia Loren.

Io, Jane Austen di Jeremy Lovering (21.10, La effe). Film televisivo, prodotto dalla BBC, ispirato ai diari e alle lettere della celebre autrice inglese. Olivia Williams, interprete di raffinata sensibilità, dà vita a una Jane Austen malinconica e sagace, acuta e riflessiva, che con garbato disincanto si concede a meditazioni sulla sua vita, sulla sua epoca e, naturalmente, sull'amore. Un ritratto intimo e agrodolce, lontano dalla turbinosa vivacità dei suoi romanzi più noti.

Via da Las Vegas di Mike Figgis (23.05, Rai Movie). Persi la moglie, il figlio e il lavoro, sceneggiatore hollywoodiano decide di andare a Las Vegas per ubriacarsi a morte. Gli farà compagnia una prostituta (forse) innamorata. Figgis scrive, dirige e monta un melodramma turgido ed estremo, talvolta fin troppo ridondante, che mette in scena l'incontro disperato di due solitudini. I protagonisti Nicolas Cage (premiato con l'Oscar) ed Elisabeth Shue si buttano a capofitto nei panni di questi due individui ai margini della società, desiderosi di riscatto ma dal destino irrimediabilmente segnato.

Nitrato d'argento di Marco Ferreri (1.10 Rai, Movie). Ferreri celebra i primi cento anni del Cinema ripercorrendone la storia dal punto di vista degli spettatori. Un viaggio titanico, caotico, surreale, ricchissimo di citazioni e di documenti di repertorio, che si trasforma in un nostalgico canto del cigno per un mondo (e un cinema) che non esiste più. Ultima opera del Maestro milanese.

Boy Meets Girl di Leos Carax (1.50, Rai 3). Alex e Mireille, entrambi giovani, afflitti da tormenti amorosi e inclini al suicidio, si incontrano per le vie di Parigi. Appena ventitreenne, il geniale regista di "Holy Motors" esordisce con un film sperimentale e torbido, tendente al melodramma, che si compiace del suo maledettismo romantico. Fulgida fotografia in bianco e nero di Jean-Yves Escoffier.

L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva di Steve Martino e Mike Thurmeier (21.05, Rsi La2)

Cloverfield di Matt Reeves (21.15, Rai 4)

Indebito di Andrea Segre (21.20, Rai 5)


Sabato 13 settembre

Miss Magic di Clare Peploe (13.10, Iris). Un'affascinante illusionista scopre che il ricco e potente promesso sposo ha ucciso il mago di cui era assistente. Fugge, ma un detective si mette sulle sue tracce. Commedia garbata e frizzante che alterna con gusto avventura e sentimento, leggerezza e tinte noir. È un divertissement intelligente attraverso cui la regista, moglie di Bernardo Bertolucci, può dare sfogo a una certa nostalgia cinefila.

Open Water di Chris Kentis (21.10, Mediaset Italia 2). Per errore, una coppia di giovani sposini americani viene abbandonata nell'oceano caraibico dopo un'immersione. Due personaggi, un'immensa distesa d'acqua e una minaccia invisibile: tanto basta all'ex montatore Chris Kentis, qui al suo esordio dietro alla macchina da presa, per creare un dramma angoscioso e inquietante. Lo spettatore è costretto ad assistere inerme alla deriva psicologica dei protagonisti, che attraversano confusione, sconcerto, ansia, paura,  rabbia, isteria, disperazione.

Qualcosa è cambiato di James L. Brooks (21.10, La7d). Melvin Udall, scrittore di romanzi rosa, è un misantropo, ipocondriaco, compulsivo, omofobo e razzista. L'incontro/scontro con una cameriera spiantata e con un artista gay gli permetteranno di ammorbidirsi e di superare le proprie manie. Autentico film "alla Brooks": una spruzzata di sagace ironia, un pizzico di cinismo e abbondanti buoni sentimenti, con irrinunciabile happy ending incluso. Intrattenimento di alta classe, soprattutto grazie alle prove degli interpreti. Nell'anno di "Titanic", i protagonisti Jack Nicholson, gigione come non mai, e Helen Hunt vinsero meritatamente l'Oscar.

Sunshine Cleaning di Christine Jeffs (19.40, Rai Movie)


Stefano Guerini Rocco