How I Met Your Mother | Serial | Ondacinema

Carter Bays, Craig Thomas

How I Met Your Mother

di Carter Bays, Craig Thomas

di Giuseppe Gangi

Un anno dopo la criticata conclusione, facciamo il punto su "How I Met Your Mother", una delle sit-com più amate e seguite degli ultimi dieci anni. Serie che, al di là dei limiti imposti dalla prolungata longevità, ha portato avanti un discorso coerente sulla vita e le relazioni, accompagnando alla risata un forte retrogusto amaro che ha stregato milioni di persone

Prima di iniziare a leggere la scheda su "How I Met Your Mother" è doverosa una premessa: quello che segue non è una disamina stagione per stagione, quanto piuttosto un tentativo di "unire i puntini" e sottolineare le componenti fondamentali di una serie che, acclamata, criticata, odiata che sia, ha segnato dieci anni della televisione americana. Al netto di una lode critica che è diventata discontinua, la serie è rimasta seguitissima (la stagione con la media più alta è stata la settima), molto amata e, per chi scrive, anche molto influente per le comedy contemporanee (sia il classico "The Big Bang Theory" che il più originale "Community" gli devono qualcosa). Che senso aveva quindi fare il riassunto delle stagioni (ben fatto su Wikipedia), considerando che alla struttura delle sit-com è connaturata la ripetitività e il ritorno dei plot su medesime svolte narrative? Anche per questo, si può notare una maggiore concentrazione sulle ultime stagioni, per le quali non mancano gli spoiler (finale compreso, che ha un capitolo a sé stante). Insomma, uomo avvisato... 


Eravamo cinque amici al bar...

himym_amici_pubCarter Bays e Craig Thomas (classe 1975) si conoscono a metà anni novanta, quando erano matricole alla Wesleyan University a Middletown, in Connecticut. Sono entrambi studenti di letteratura inglese e componenti della soul-band che vede Bays come frontman e Thomas alla batteria. Tra il penultimo e l'ultimo anno, compiono uno stage a Mtv e maturano l'ambizione di diventare autori televisivi. Dopo la laurea vanno a vivere insieme nell'Upper West Side di Manhattan, a New York. Poco dopo, vengono assunti al Late Show with David Letterman, iniziando la loro gavetta in tv. Nota biografica finale: durante una visita di orientamento alla Wesleyan, l'allora matricola Craig conosce una ragazza che diverrà la sua fidanzata ed è, attualmente, sua moglie, mentre Carter resta il single del trio.

Dopo questo cappelletto introduttivo, viene naturale immaginare Bays e Thomas intenti a progettare la loro prima serie tv ripensando alle loro vite e ideando un mondo che conoscono a fondo, ispirandosi a situazioni e amicizie reali. Quasi dieci anni fa, il 19 settembre 2005, debutta sulla Cbs "How I Met Your Mother". Lo show creato da Carter Bays e Craig Thomas partiva da presupposti arcinoti, cioè raccontare avventure, amori e difficoltà di un gruppo di amici nella New York del terzo millennio, andando a raccogliere il testimone di "Friends" che, conclusosi l'anno prima sulla Nbc, aveva lasciato orfani milioni di fan. Le differenze però ci sono e sono robuste: come hanno avuto modo di dichiarare gli autori, un'influenza è stata anche "Sex & the City", altra serie newyorkese che affermava il female power e consacrava con malizia e ironia l'emancipazione di una generazione di donne indipendenti. Au contraire, il chiodo fisso di Ted Mosby (Josh Radnor) è di trovare l'anima gemella e sposarsi. Il primo incontro romantico del protagonista avviene nel pilot con una giovane reporter di una modesta emittente locale, la canadese Robin Scherbatsky (Cobie Smulders): Ted rovina il loro primo appuntamento con un imbarazzante "Ti amo" finale che lo manda in bianco. Robin viene comunque accolta a braccia aperte dal gruppo di amici di Ted che comprende Marshall (Jason Segel) e Lily (Alyson Hannigan), la coppia perfetta fin dal primo anno di università, e Barney Stinson (Neil Patrick Harris), un giovane uomo d'affari conosciuto da Ted qualche anno prima col chiodo fisso del sesso, sempre impegnato a ideare nuove e bieche strategie per portarsi a letto le ragazze rimorchiate nel pub prediletto dalla gang, il McLaren's.

Va aggiunto che se in principio gli autori potevano delineare dei personaggi con riferimenti vagamente biografici, col passare degli anni gli attori se ne sono impadroniti in maniera compiuta plasmandoli a loro immagine e somiglianza. Una delle carte vincenti di "How I Met Your Mother" è stata senza dubbio l'aver azzeccato un cast che ha espresso non solo grande talento, ma anche una notevole chimica d'insieme, sostenendo con la loro sola presenza anche i momenti di stanca dello show. Rivedendo gli episodi, si può notare come certi meccanismi siano così oliati da apparire spontanei (in particolare nei duetti tra Jason Segel e Alyson Hannigan); e in alcune occasioni si possono sorprendere gli attori mentre improvvisano delle battute, ridendo sinceramente per essere stati spiazzati dal fuori-copione.


La cornice, ovvero la versione di Ted

A lie is just a great story that somebody ruined with the truth -
Barney Stinson

himymsandwich2030, New York. Ted Mosby fa sedere comodi i suoi due figli adolescenti per raccontare loro la storia più straordinaria di tutti i tempi: come ha conosciuto la loro madre. L'assunto di partenza dello show è tanto classico quanto surreale nel suo svolgimento, considerando che il protagonista racconta otto anni della sua vita. In "How I Met Your Mother" il principio di realtà viene superato in virtù della fluviale meta-narrazione che si imbastisce: è un romanzo a cassetti che fruga nella memoria di un uomo di mezza età. Uno dei meriti più concreti dello show è quello di visualizzare il racconto del vecchio Ted senza essere univoco, poiché a esso si innestano altre sotto-trame e diversi punti di vista che quasi sempre modificano o confutano la tesi inziale. Lo stratagemma detta tempi e modi della narrazione, la quale si manifesta come una fictio di fronte la quale dobbiamo sospendere l'incredulità: il flashback centrale è ampliato da quello dei vari personaggi che possono raccontare una versione alternativa dello stesso aneddoto oppure possono aggiungere i loro resoconti quotidiani, cosicché la linearità del racconto vada definitivamente perduta all'interno di un meccanismo che dilata, frammenta e complica l'ordito narrativo (in un certo senso, non è così dissimile dal gioco di Abrams, Lindelof e Cuse operato in "Lost"). Le gag prevedono frequenti auto-censure sia verbali, sia visive, come, ad esempio, le scurrilità verbali che vengono edulcorate o gli spinelli che si trasformano in sandwich; un'altra tecnica prevede l'invenzione di sana pianta di personaggi, i quali, per dare credibilità nell'episodio, vengono ricontestualizzati in vari momenti dello show, come se fossero sempre stati presenti. Tali stratagemmi, insieme al peculiare tono iperbolico, rappresentano, però, la quintessenza di "How I Met Your Mother" dato che Ted affida se stesso, o meglio, la storia della sua vita al potere affabulatorio dello storytelling: vissuto o inventato che sia, la serie è un inno al piacere del racconto. Altresì, la creazione di questa soglia ha permesso agli autori una serie di trucchi che sono diventati, col tempo, il bersaglio preferito dei detrattori della serie: dal riprendere vecchie trame lasciate pendenti, al forzare i personaggi, passando per colpi di scena che diverranno consuetudine. Uno dei primi twist della serie avviene nel primo episodio, quando, dopo il primo round tra Ted e Robin, la voce narrante confessa che quello è "come ha conosciuto zia Robin" sorprendendo i suoi ascoltatori che si aspettavano l'arrivo della madre. Ma la storia è solo all'inizio.


The Bro Code

Jesus waited three days to come back to life. It was perfect! If he had only waited one day, a lot of people wouldn't have even heard he died. They'd be all, "Hey Jesus, what up?" and Jesus would probably be like, "What up? I died yesterday!" and they'd be all, "Uh, you look pretty alive to me, dude..." and then Jesus would have to explain how he was resurrected, and how it was a miracle, and the dude'd be like "Uhh okay, whatever you say, bro..." And he's not gonna come back on a Saturday. Everybody's busy, doing chores, workin' the loom, trimmin' the beard, NO. He waited the perfect number of days, three. Plus it's Sunday, so everyone's in church already, and they're all in there like "Oh no, Jesus is dead", and then BAM! He bursts in the back door, runnin' up the aisle, everyone's totally psyched, and FYI, that's when he invented the high five. That's why we wait three days to call a woman, because that's how long Jesus wants us to wait... True story - Barney Stinson

howimetyourmotherthebroathNell'episodio "The Goat" (s03e17), Barney precipita in uno stato ansiogeno per aver infranto il "Bro Code", un codice da lui inventato che regolarizza il rapporto tra "fratelli": l'infrazione consta nell'essere andato a letto con Robin, ex di Ted. Fino a quel momento gli articoli del "Bro Code" erano solo un altro dei tormentoni di Barney, al pari delle innumerevoli "regola n.1" e delle percentuali delle sue bislacche statistiche. Questo tomo immaginario, però, declina uno degli aspetti centrali della serie, la creazione di un codice fraterno a cui i personaggi sottostanno, corrispondenza diretta della creazione di un linguaggio cifrato realmente comprensibile agli iniziati del gruppo degli amici di Ted - e, per estensione, a noi spettatori. In "How I Met Your Mother" non mancano di certo gag slapstick o sequenze in cui la bravura degli attori è il principale motore della risata, ma questi sono due vettori che si muovono in combinazione (seguendo o sconfessando antifrasticamente) e che derivano dalla verve linguistica degli autori, dalla loro abilità nell'inventare calembour, serrati botta e risposta (talvolta in rima), geniali punch-line che vengono reiterati o anche scambiati dai personaggi, diventando la fraseologia della comitiva[1]. Quasi di conseguenza, assai realistica è anche l'interazione del gruppo con i membri esterni che è spesso guardinga, auto-conservativa, pronta al terzo grado e a serrare dei ranghi comici difficilmente comprensibili contro l'estraneo di turno. In uno sfogo improvviso, Kevin, lo psichiatra di Robin, sbotterà dicendo: "You're all the most codependent incestuous controlling group of people I've ever met!". La coniazione di un linguaggio comico autonomo erige, per i membri della gang, il muro che li protegge da un mondo esterno di fronte al quale si sentono indifesi e che spesso e volentieri li randella.

himymhotcrazyscaleimgUno dei temi che percorre le nove stagioni della serie è, infatti, l'ingresso dei protagonisti nel mondo degli adulti, il cui incontro è procrastinato dall'attardarsi in giochi infantili (i magic tricks e i travestimenti di Barney ne sono l'esempio più lampante, ma ricordiamo la fissazione di Marshall e del padre di Lily per la creazione di nuovi giochi) o in storielle sentimentali senza futuro - fatta eccezione per Marshall e Lily che non a caso rappresentano spesso il punto di riferimento per tutti. Il personaggio che fa da collante a questo movimento è naturalmente Ted, l'unico che a 27 anni (nella prima stagione) si vuole già sposare ed è alla disperata ricerca della sua anima gemella. Ted, in quanto narratore onnisciente, è il baricentro intorno al quale ruotano gli altri protagonisti che assumono via via una vita propria, indipendente alle sorti del protagonista che in alcuni casi viene messo ai margini, soprattutto quando la ricerca della madre è in fase di stallo. Ciò ha fatto sì che la serie abbia cercato col tempo di portare a galla elementi drammatici a cui Bays e Thomas erano molto interessati: in questa linea l'unico che rimane fermo e fedele a se stesso è proprio Ted, almeno fino al definitivo "No more dating" ("Bad Crazy", s08e16) che mette fine alla sua relazione con la pazza Jeanette, la quale aveva appena dato fuoco a tutte le sue cose, compresi gli adorati stivali rossi.


Lacune, gap, bersagli mancati: la lunga strada verso la maturità

Screw the plan. I thought I'd be a famous painter. Marshall thought he'd be an environmental lawyer. Robin thought she'd be a TV reporter. (...) Barney thought he'd be a violinist. (...) You can't design your life like a building, it doesn't work that way. You just have to live it and let it design itself. - Lily Aldrin

Ragionando per assurdo, se si guardasse "How I Met Your Mother" senza considerare le risate che provoca (e che si sentono in sottofondo), si potrebbe anche affermare che sia uno show piuttosto serio. L'opera di Bays e Thomas si concentra in maniera capillare sulle lacune dei protagonisti, andandone a svelare di volta in volta una diversa: si può trattare di qualsiasi cosa, di un particolare deficit affettivo (Barney), di un'infanzia traumatizzata dalla figura del padre (Robin), di goffaggine e pronunce erronee (Ted), di sogni irrealizzati (Lily, ma anche gli altri...). La serie si sostanzia e cresce sui fallimenti dei suoi personaggi e già questo dovrebbe essere una nota di merito: "How I Met Your Mother" tenta il difficile compromesso di restare una sit-com classica (risate pre-registrate, regia in multi-camera in ambienti statici, personaggi uguali a se stessi) inserendo elementi innovativi come lo sviluppo di un arco dal più ampio respiro, sia per estensione narrativa che tematica, e il tentativo di far evolvere i protagonisti per poter intraprendere strade differenti. È una scelta ancor più rimarchevole poiché molte delle serie più discusse degli ultimi anni (se si esclude "The Big Bang Theory" che rientra nello stereotipo di sit-com classica) hanno battuto nuovi territori, contaminandosi nei formati e nei contenuti, come "Modern Family" che si presenta a metà tra un mockumentary e un (finto) reality show, oppure, configurandosi come comedy dallo stile più dinamico e autoriale, quali sono "Louie" del genio Louis CK e l'acuto "Veep" di Armando Iannucci. Tuttavia gli ultimi termini di confronto diventano un po' impervi se si considera che Bays e Thomas lavorano alla Cbs, che è un network e il suo target è il pubblico generalista.

himym_interventionIl personaggio che si evolve in maniera più radicale è Barney che, non a caso, insieme a Robin (un'altra che cambia notevolmente), costituisce un subplot importante della serie, già a partire dalla quarta stagione. Dopo cinque anni s'iniziavano a vedere segni di stanca, la serie passava da episodi memorabili (uno per tutti, "The Playbook") ad altri ampiamente sotto la media. Nell'anno successivo la musica cambia e "How I Met Your Mother" inizia a mutare insieme ai suoi personaggi, le trovate comiche si alternano a (o si insinuano in) episodi drammatici. Il tema principale della sesta stagione è il rapporto con la genitorialità sia perché Marshall e Lily decidono di avere un bambino sia perché si regolano i conti col proprio padre. La scaturigine è l'improvvisa morte di Ericksen Senior: nell'episodio del funerale ("Last Words", s06e14) la sceneggiatura riesce a bilanciare la commozione dell'evento con una serie di gag demenziali come quella che vede Robin improvvisarsi spacciatrice di qualsiasi cosa possa servire agli afflitti parenti del defunto, o come i tentativi di Barney e Ted di far ridere Marshall. Anche la ricerca di Marshall delle "ultime parole" che gli ha lasciato suo padre prima di morire diventa fonte di sorriso, soprattutto nel confronto tra il consiglio del suo vecchio di vedere "Crocodile Dundee III" e i discorsi strappalacrime lasciati agli altri figli e ai nipoti. Ad ogni modo, questo dà il via all'autoanalisi da parte del gruppo: lo specchio perfetto della situazione di Marshall è nel subplot che vede Barney conoscere finalmente il proprio padre (John Lightgow), iniziando a instaurare con lui un rapporto contraddittorio in "Legendaddy" (s06e19) e poi in "Hopeless" (s06e21). In quest'ultimo episodio, organizza un'uscita insieme a lui e ai suoi amici [2] con l'intenzione di far ubriacare il vecchio Jerry per farlo tornare com'era un tempo [3], finché non capisce di essere stato ingannato (il padre, anche lui illusionista, fingeva di bere ma a ubriacarsi era stato Barney). Stinson si rende finalmente conto di come sia arrivato il momento di assumersi qualche responsabilità - consapevolezza che trova riscontro pratico nel convergere della traccia sentimentale verso Nora [4].

himym_symphony_of_illuminationStinson rappresenta, però, il caso paradigmatico, il mattatore comico che si trasforma in un personaggio a tutto tondo (almeno fino all'ultimo episodio della serie). Ma tutti i cinque protagonisti si confrontano con le difficoltà dell'età adulta, imparando lentamente a gestire l'incapacità di realizzare i propri sogni. Come detto, la serie cresce sui fallimenti dei propri protagonisti e, come ricorda Lily in "The Leap" (s04e24), nessuno raggiunge veramente i propri obiettivi. Barney prima di essere tradito dalla sua prima ragazza era un hippie che voleva andare a curare i bambini in Nicaragua; Lily stessa voleva diventare una pittrice e per questo scappa via da New York per un corso intensivo a San Francisco (tornando poi da Marshall con la coda tra le gambe): successivamente riuscirà a vendere i suoi quadri scoprendo che piacciono solo ai cani. Marshall, d'altra parte, impiega una vita a finire la scuola di legge e, considerando la volontà di convolare a nozze con la sua ragazza, è costretto ad accettare per molti anni lavori che odia pur di avere uno stipendio dignitoso, rinunciando a salvare l'ambiente come avvocato (o provandoci per un breve periodo). Robin, nonostante per anni abbia fatto l'inviata e l'anchor in emittenti modeste che la frustravano, riuscirà infine a realizzare pienamente il suo sogno di diventare una celebre reporter ma la conseguenza sarà di rinunciare a vivere a New York allontanandosi dai suoi amici, oltre che l'assenza di una vita sentimentale stabile. Ted diverrà, quando nemmeno ci credeva più, l'architetto di un grattacielo che si staglia nello skyline newyorkese, ma sarà il suo unico progetto importante - avuto per di più grazie all'intercessione dei suoi amici che lavoravano alla Goliath National Bank - dopo ripiegherà nell'insegnamento universitario.

Per quanto riguarda Robin, c'è un'altra cosa che la vita le impedisce di fare, un qualcosa a cui non dava alcuna importanza e che non era interessata a fare, ma che segna comunque il personaggio: in "Symphony of Illumination" (s07e12), scopre di essere sterile. L'episodio, scritto in maniera raffinata e diretto con sensibilità [5], è ambientato a Natale e inizia con Robin che parla ai suoi figli, almeno fino al twist che ribalta la prospettiva: si tratta di una proiezione fantasmatica (come successivamente avverrà per Ted in "Time Travelers") di un qualcosa che non esiste, un aiuto per accettare in solitudine una realtà avversa. Si tratta, per altro, dell'unica vera infrazione alla narrazione monopolizzata dal Future Ted (la cui voce compare soltanto nel finale).


Il tempo di una storia

Kids, if there's one big theme to this story (and I swear, we're totally, almost, not really all that close to the end) it's timing. Timing is everything - Future Ted

Timing is a bitch - Robin Scherbatsky

himymfarhamptonSappiamo che alla fine Ted incontrerà la donna della sua vita, quindi non c'è fretta di arrivare al dunque. D'altra parte, si tratta di uno spudorato mcguffin per raccontarci tutti gli avvenimenti dei suoi anni migliori: in "The Leap", ambientato il giorno del suo trentunesimo compleanno, Ted rammenta come nonostante fosse stato lasciato all'altare, avesse perso il lavoro e fosse stato picchiato da una capra, quello era stato uno degli anni più belli della sua vita. "How I Met Your Mother" si compone dunque come una grande concertazione di ricordi della giovinezza perduta e di quella particolare spensieratezza di coloro i quali possono ancora fare tardi, bevendo e scherzando con gli amici. Ted è sì un nostalgico ma non rimpiange realmente ogni disavventura capitatagli, crede semplicemente nel destino: di conseguenza giustica ogni cosa asserendo che quelle si sono rivelate quali tappe obbligate per poter conoscere la madre dei suoi figli, batoste sentimentali comprese. 

himym_trilogy_timeL'uso del tempo nella serie è molteplice: narrativamente è un valore che viene articolato e disarticolato in base alle esigenze di copione, in maniera più profonda il tempo è l'ombra che opprime l'intero racconto del protagonista. Partiamo dall'aspetto comico: come accennato, grazie alla sua posizione privilegiata, Future Ted si può permettere lapsus, dimenticanze, flashforward, spostandosi a suo piacimento nel tempo. A volte un argomento viene esaurito nel giro di un episodio, in altri casi gli autori danno inizio a un ciclo che potranno riprendere a piacimento negli anni successivi: l'esempio più eclatante avviene nell'episodio "The Slapbet" (s02e09), quando il "gioco" tra Marshall e Barney a suon di ceffoni diviene un rituale, e nasce dalla scommessa sulla natura di una videoregistrazione di Robin, scoperchiando il suo vaso di pandora. Robin, dopo un'infanzia e una pubertà durante la quale era stata sottomessa ai voleri del padre che l'aveva cresciuta come il figlio maschio che non aveva avuto, era diventa una pop idol molto famosa in Canada col nome di Robin Sparkles (memorabile l'ultima sua comparsa in "P.S. I love you" dove, attraverso un documentario, Paul Shaffer ricorda la nascita del grunge in Canada, nel 1996, grazie alla trasformazione di Robin Sparkles nella più dark Robin Dagger). Un altro esempio di diverso tipo è l'errore di collocazione temporale di alcuni eventi, come per Missy, la capretta con cui Ted combatte, finendo in ospedale: l'aneddoto viene citato una prima volta durante il suo ventottesimo compleanno ("Milk", s01e21) per rimandarne il racconto al suo trentesimo festeggiamento, in "The Goat" (s03e17), alla fine del quale Future Ted ammetterà di aver pasticciato con i compleanni, perché Missy sarebbe stata presente nell'appartamento l'anno successivo (in "The Leap"). In altri episodi, grazie alla dislocazione dei punti di vista e ai flashback che si incastrano, si fanno salti nel tempo anche se i nostri protagonisti sono effettivamente seduti sul divano o a bere al McLaren's: tale impostazione è connaturata allo show e rimarrà un porto sicuro per gli sceneggiatori che si avvicenderanno con i creatori Bays e Thomas. Questo gioco nasconde lo scorrere del tempo in una compressione che congela nel presente la vita dei protagonisti, sebbene il risultato sia (quasi) sempre comico, esso è sintomatico dell'animo nostalgico-malinconico della serie[6]. Una vetta è "Trilogy Time" (s07e20) in cui scopriamo l'ennesimo rituale di Ted e Marshall (successivamente esteso anche a Barney): ogni tre anni, rivedono la trilogia classica di "Star Wars" in un'unica soluzione facendo un bilancio della loro vita e proiettandosi tre anni nel futuro. Così veniamo a sapere di quanta fatica abbia fatto Marshall a entrare nella scuola di legge (e nel non potersi far crescere i baffi non diventando giudice), di quanta frustrazione accumuli Ted nel non trovare l'anima gemella e nel non riuscire a realizzare facilmente il suo sogno da architetto. Il sogno perenne di Barney di fare sesso con nuove ragazze - almeno fino all'innamoramento con Robin - cozza con le aspettative rimandate degli altri due, coi loro piccoli fallimenti e, così, dopo il tour de force temporale che scatena la risata emerge la vena più acre che scorre sotterranea nella serie.

himymsingingLa medesima ripartizione narrativa dell'episodio funge per un climax altamente drammatico, per non dire deprimente: si tratta di "The Time Travelers" (s08e20) in cui Ted si confronta con diverse proiezioni del sé-futuro (e inizialmente anche di un "Future Barney") fino all'agnizione di essere ubriaco e solo, seduto al tavolo del solito pub, mentre tutti i suoi amici sono andati avanti con la loro vita e in quel momento sono anche troppo occupati per stare con lui. È il senso dell'eterna paralisi che attanaglia il protagonista e che viene splendidamente metaforizzato da un episodio folle e coraggioso oltre che importante per la continuity sulla madre: infatti, si conclude con l'immaginaria corsa di Ted verso l'appartamento della madre dei suoi figli, dalla quale lo separavano ancora 45 giorni. "How I Met Your Mother" ci aveva già abituati a scarti così spiazzanti: calzante in questa carrellata è uno dei capolavori dello show, l'emblematico "Tick Tick Tick" (s07e10), costruito sulla giustapposizione delle vicissitudini dei protagonisti poste in un dialogo a distanza. Da una parte Ted convince Marshall a fumare uno spinello durante un concerto, come avrebbero fatto dieci anni prima, nascondendolo però a Lily che si arrabbierebbe; dall'altra Barney e Robin si rendono conto che devono reggere alla pressione della menzogna o alla brutalità di una verità pesante, quella di aver tradito il proprio partner. Ted e Marshall vagano per l'arena alla ricerca dei nachos, girando - letteralmente - in tondo e ripetendo senza rendersene conto la stessa trafila di azioni; Robin e Barney vanno al party sulla barca immaginando che ogni cosa possa smascherarli agli occhi dei loro compagni. Da qui in poi la divisione ha una ulteriore divaricazione: infatti, se il primo plot continua a essere gestito come una sit-com, il secondo diventa inevitabilmente più cupo. Il consuntivo rimane però, a un occhio più attento, speculare: in entrambi i casi, si ruota intorno al tempo interno, cioè il tempo percepito dai protagonisti e l'approdo è che il tempo del divertimento è finito ("The gig is over", ripeteranno più volte). Se Ted e Marshall in realtà non hanno perso lo spettacolo, si accorgono che la pena per un innocente bugia è l'essere intrappolati in un loop infernale (per quanto la rivelazione che il tutto sia oggettivamente durato due minuti sia esilarante). Per Barney non c'è invece alcuna catarsi, nel finale deve fare i conti con i secondi che sembrano non passare mai e che sembrano allontanarlo dalla sua agognata metà.


Last, forever

Marshall: What is the matter with you? How could you put us through that? That goodbye was emotionally devastating. A certain delicate flower cried all night in the shower.
Lily: And I was pretty bummed too!

fotogruppohowimetyourmotherQuando iniziò l'ottava stagione si credeva che sarebbe stata l'ultima dello show, ma a metà strada autori e produttori concordarono il rinnovo per un altro anno. Bays e Thomas decidono di ambientare l'intera final season nei due giorni e mezzo che precedono il matrimonio di Barney e Robin, spezzando quindi l'usuale tran-tran degli episodi che vede nel bar e nell'appartamento sopra il McLaren's gli habitat prediletti delle storie dei protagonisti. Questo porta a una maggiore dinamicità dei protagonisti e a massimizzare il virtuosismo di scrittura, per poter rimpinguare le poche ore della narrazione centrale tramite la simultaneità delle storyline dei 5 protagonisti e attraverso numerosi flashback: inutile dire che il risultato è discontinuo, soprattutto in un ideale bilancio conclusivo. A dei filler inconcludenti ("Mom and Dad", s09e10), si succedono episodi altamente inventivi ("Bedtime Stories" , s09e11), ma nella seconda parte di stagione non mancano episodi splendidi, dovuti per lo più all'avvicinamento per l'incontro con la madre, che ha il volto di Cristin Milioti; l'acme del crescendo è raggiunto dal duecentesimo episodio dello show, "How Your Mother Met Me", interamente a lei dedicato e che racconta in venti minuti otto anni della vita della ragazza. Andiamo dunque al punto che dà il titolo al capitolo: l'ultimo episodio. Il responso è stato molto diversificato, è stato detestato, amato, quasi sempre criticato (la Cbs ha ricevuto, dopo la messa in onda, circa venti mila lettere di fan inferociti che chiedevano addirittura di rigirare il finale). Quello che è l'episodio più visto dell'intera serie è, quindi, anche il più controverso. I motivi sono tra i più disparati: c'era chi voleva un lieto fine a tutto tondo, chi "shippava" soltanto la coppia Barney-Robin, chi aveva già immaginato che finisse così e quindi è rimasto deluso. Bisogna, però, guardare al series finale con un minimo di distacco emotivo inserendolo all'interno di una continuity più volte prolungata dai rinnovi contrattuali e che ne è uscita stiracchiata. Il problema principale è che Bays e Thomas si sono attestati a un finale a cui avevano pensato sin dalla prima stagione (e parzialmente girato durante la seconda), disinteressandosi del modo in cui, dieci anni dopo, hanno tirato le fila per renderlo accettabile. Esiste un vero e proprio stacco tra la fine della storia raccontata da Ted nel 2030 e la reazione dei figli che ribaltano tutto, suggerendo quale sia il perno intorno a cui ruota quasi ogni avventura appena ascoltata: Robin. E non si può negare che sia vero: in ogni stagione c'è sempre un momento, a volte lecito, a vote posticcio, in cui si capisce che Ted, nel fondo del suo cuore, prova ancora qualcosa per la ragazza. L'ultima volta in cui viene detto apertamente è in "Something new", alla fine dell'ottava stagione, quando l'architetto rivela a Lily che subito dopo il matrimonio si trasferirà a Chicago e l'amica comprende che è una decisione presa per allontanarsi definitivamente da Robin. E ancora nella nona stagione c'è l'immagine (un po' imbarazzante) di Mosby che lascia andare Robin, come donna dei suoi sogni. E di lì a poco, Ted s'imbatterà nella tanto attesa "the One", nella ragazza dell'ombrello giallo, nella madre dei suoi figli.

himym_lily_lastforeverSe c'è una cosa con la quale i personaggi di "How I Met Your Mother" hanno imparato a convivere è la sconfitta, giocando con le carte che la vita ha servito loro: il protagonista ha in mano la donna perfetta con la quale, però, non vivrà tutta la vita perché, come molti avevano già intuito (teorie del genere circolavano da anni sul web), nel momento in cui viene raccontata la storia, la donna è morta a causa di una non specificata malattia. Si spiega così la corsa a perdifiato di "The Time Travelers", dopo la quale Ted diceva che se avesse saputo il luogo in cui si trovava la donna della sua vita in quel momento, sarebbe andato da lei per prendersi anche solo quel mese e mezzo in più (il tempo che lo separava dal fatidico incontro alla stazione di Farhampton); e anche le improvvise lacrime alla fine di "Vesuvius" (s09e19), quando Ted e Tracy [7], ormai una coppia navigata, accennano all'ipotetico, futuro matrimonio della figlia. A questo punto ha senso il ritorno di Robin, perché la promessa che se dopo i quaranta fossero rimasti single era ancora valida, ma il pomo della discordia non è il "cosa" bensì il "come": perché gli autori, attraverso il Ted-narrante, ci avevano avvertito che il matrimonio tra Barney e Robin non sarebbe durato per poi, in un secondo momento, decidere di imbastirvi 21 episodi su 24? Perché non far terminare prima il matrimonio così da dare spazio per qualche episodio agli anni di felicità di Ted e Tracy invece di comprimerli nei tre quarti d'ora di "Last, forever"? Oppure, perché semplicemente non cambiare idea, rimanendo fedeli all'evoluzione che i personaggi hanno compiuto - glisso volontariamente sulla totale regressione ai danni di Barney che alla fine della serie torna quello delle prime quattro stagioni. Volendo si possono trovare delle giustificazioni: ad esempio, un'altra delle verità edificate intorno ai personaggi (soprattutto per Ted e Robin) sta nell'ineludibile inclinazione all'errore, a ricadere negli stessi sbagli. In tal senso, si potrebbe leggere quel corno blu alzato tronfiamente da Ted, esattamente come aveva fatto venticinque anni prima, quale incontestabile prova del suo essere rimasto non solo uguale a se stesso ma, avendo perso "the One", di essere soltanto un triste uomo di mezz'età che rimpiange gli anni che racconta ai suoi figli, anni dominati dalla presenza di Robin. Non a caso in "Vesuvius" Tracy profetizzava: "I just worry about you. I don't want you to be the guy who lives in his stories. Life only moves forward". Ma, visto il finale, si direbbe che per Ted la vita vada all'indietro e il finale diventa parecchio disonesto, introdotto com'è dal ruffiano "Non me la bevo" della figlia che ci/gli spiega come il racconto di come ha conosciuto la madre era solo un modo per ammettere che dopo sei anni dalla morte della moglie si stava riavvicinando a Robin. E la pietra dello scandalo, per chi scrive, è questa, non la morte di un personaggio.

Detto ciò, gli autori, seppur mostrando pigrizia e poco coraggio, riescono a infilare nella prima parte di "Last forever" un colpo al cuore degno dei loro momenti migliori. È Halloween, Marshall e Lily danno una festa d'addio, sul tetto, visto che lasceranno lo storico appartamento: Lily, nuovamente incinta e travestita da balena bianca, uscendo dal bagno si scontra con Robin che stava sgattaiolando via pochi minuti dopo essere arrivata. Allora, chiede commossa se la loro amicizia sia finita, visto che il gruppo di vecchi amici non si riunisce quasi più, e Robin risponde con fermezza che per lei non c'è più alcuna "old gang" e che quel tempo è ormai finito, chiudendosi la porta alle spalle [8]. L'episodio si conclude con un campo lungo su Lily, smarrita e in lacrime nell'appartamento vuoto. Non è un finale da sit-com, ma è il finale più significativo e più vicino alla filosofia della serie che non ha mai negato, in mezzo alle risate, una riflessione sul tempo che passa, sul cambiamento dei rapporti, sulla fine di alcune stagioni della vita. E benché gli ultimi minuti della serie possano essere deludenti, rivelandosi solo una scelta di comodo, essi non cancellano quanto di buono fatto nelle stagioni precedenti. Basta andare a riprendere le puntate precedenti. Buona re-visione.


[1] Barney è sicuramente il maggiore creatore di tormentoni e chatch-phrase: sono diventati proverbiali "Suit up!", "It's gonna be legen... wait for it... dary!", "True Story", l'"Awesome" polivalente e tanto altro ancora, senza dimenticare i neologismi come il "Lawyered" di Marshall o il "Possimpible" stinsoniano. Ma il dizionario è davvero ampio, così come la fraseologia che può durare un episodio (le ragazze senza nome chiamate da Ted con nomignoli quali "Oh, honey" o "Bla Bla") o quasi una stagione (il "Thank you, Linus" di Lily nella nona).

[2] L'opening è cantato e suonato dal cast, mise en abyme dei The Solids, la band di Bays e Thomas, autori anche di "Hey, Beautiful", la canzone che sentiamo per 208 episodi.

[3] Jerry era uscito dalla vita di Barney quando lui era un bambino perché la madre lo riteneva una cattiva influenza: il suo soprannome era infatti Crazy Jerry e il suo motto "Never stop partying".

[4] A tal proposito, va per lo meno ricordato l'episodio "A change of heart" (s06e18), durante il quale i vari personaggi si sottopongono a una visita cardiologica per tranquillizzare Marshall (che aveva perso il padre a causa di un infarto). Barney, pur scoprendo un determinato dettaglio riguardo ai battiti del suo cuore, alla fine deciderà di non proseguire la relazione non ritenendosi ancora pronto. E, nel finale, riflettendo davanti una porta a vetri, immagina un epilogo diverso...

[5] La regista di "How I Met Your Mother" è essenzialmente Pamela Fryman che ha diretto 196 dei 208 episodi. La Fryman si è dimostrata più volte abile, sia nella gestione del montaggio ricorrendo spesso a tagli a schiaffo e split screen, fino a qualche vero e proprio virtuosismo. Un pezzo di bravura registica notevole è il pianosequenza di due minuti del celebre two-minute date nell'episodio "Ten Sessions" (s04e13), quando Ted, in uno dei suoi apici romantici, comprime i tempi di un appuntamento per restare all'interno della pausa pranzo dell'impegnatissima Stella (Sarah Chalke).

[6] Non si possono citare né analizzare gli episodi che comprendono il filone nostalgista: per tutti, basti "The Best Burger in New York" (s04e02), in cui alla crescente fame d'hamburger si intreccia il leitmotiv dei cambiamenti dovuti al trascorrere del tempo, simbolizzati dalla trasformazione subita da New York tra gli anni 90 e i primi anni del nuovo millennio.

[7] Il nome della madre viene rivelato alla fine della serie ed è Tracy McConnell: come si può notare ha le medesime iniziali del protagonista (Ted Mosby) e nella sceneggiatura fino a quel momento era segnalata semplicemente come T.M., stante per The Mother.

[8]
Robin: Do you know who the gang is to me, Lily? Here's what the gang is: The gang is a married couple who I never see anymore about to have a third kid, it's my ex-husband hitting on slutty cops right in front of me and it's the guy I probably should have ended up with with the beautiful mother of his child. Who in their right mind would call that group of people 'the gang'?
Lily: Oh. Oh. So what...this is all just over then? Our whole friendship is just...over?
Robin: We'll always be friends. It's just never going to be how it was. It can't be. And that doesn't have to be a sad thing. Look, there's so much wonderful stuff happening in all of our lives right now. We've more than enough to be grateful for. But the five of us hanging out at MacClaren's, being young and stupid...it's just not one of those things. That period is over.


Voti (puramente indicativi) alle stagioni

Prima stagione: 9
Seconda stagione: 9
Terza stagione: 8.5
Quarta stagione: 8
Quinta stagione: 6.5
Sesta stagione: 7.5
Settima stagione: 8.5
Ottava stagione: 7.5
Nona stagione: 6

How I Met Your Mother

INFO

titolo:
How I Met Your Mother

titolo originale:
How I Met Your Mother

canale originale:
Cbs

canale italiano:
Italia 1

creatore:
Carter Bays, Craig Thomas

produttori esecutivi:
Carter Bays, Craig Thomas, Rob Greenberg, Pamela Fryman, Eileen Heisler, DeAnn Heline, Greg Malins, Chris Harris, Stephen Lloyd

cast:
Josh Radnor, Jason Segel, Cobie Smulders, Neil Patrick Harris Alyson Hannigan, Bob Saget

anni:
2005-2014