The Affair - Una relazione pericolosa | Serie | Ondacinema

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Tra abissi della psiche e ragioni del cuore, la serie "The Affair" è il racconto del rapporto che sconvolge la vita di uno scrittore e di una cameriera dentro un vortice di sensi di colpa, slanci passionali e reciproche incomprensioni, impreziosito da un'originale e coinvolgente costruzione narrativa

Come da titolo, "The Affair" è la storia di una relazione extraconiugale, una passione che travolge i due protagonisti, Noah Solloway e Alison Bailey, mandando all’aria i loro rispettivi matrimoni nonché le responsabilità verso i figli e la comunità di cui fanno parte. Eppure, "The Affair" è molto più di questo: costruito con un approccio non lineare, ogni episodio è diviso in due parti distinte, mostrandoci la prospettiva dalla parte di Noah e da quella di Alison, di come i due amanti hanno vissuto lo stesso avvenimento (in questo la sua struttura è stata paragonata a "Rashomon"); perché il tentativo di un bacio, persino un’occhiata, può essere intesa in maniera differente, se a farne esperienza è una persona diversa. Come sono andate realmente le cose, ad esempio, quella notte in spiaggia? È stato lui a provarci oppure era lei a provocarlo, mostrandosi disponibile? Potrebbe toccare allo spettatore stabilire quale prospettiva si avvicini di più alla verità, e chi sia invece il narratore inaffidabile ma, a pensarci bene, anche questa diventa una scelta di parte. La verità oggettiva non esiste, e anche se esistesse, non sapremmo cosa farcene, sembrano voler sottolineare i creatori di "The Affair".
Dunque, assumendo la duplicità dello sguardo dei suoi protagonisti, la serie offre un viaggio polifonico di un uomo verso una donna e viceversa, ma anche, soprattutto, dentro loro stessi. Rispettando questa impostazione, le prospettive si moltiplicheranno, includendo anche quello dei coniugi traditi, Helen e Cole, nonché di altri personaggi, costruendo così nel corso delle complessive cinque stagioni una figura geometrica a più dimensioni: geografica, che si estende da Montauk a New York, dalla California fino in Europa; temporale, muovendosi avanti e indietro nel tempo, persino in un futuro distopico; umana, perché l’abisso della mente e le ragioni del cuore non si comportano, in fondo all’oceano come all’interno delle quattro mura domestiche, mai allo stesso modo.
Abbiamo provato a raccontarla analizzando, insieme allo sviluppo narrativo delle varie stagioni, anche il profilo dei quattro personaggi principali, ricalcando così la struttura stessa della serie.

AVVERTENZA: SPOILER  

La prima stagione

Noah e Helen sono una coppia newyorkese sulla quarantina, si conoscono dai tempi del college e si sono sposati molto giovani. Lui è un insegnante e romanziere, ma di scarso successo; lei è ricca, concentrata sul suo matrimonio, dal forte carattere. Una mattina partono con i loro quattro figli per Montauk, località turistica sull’Atlantico, per trascorrere l’estate nella villa dei genitori di lei, il cinico autore di bestseller Bruce e l’isterica Margaret, che Noah detesta (amabilmente ricambiato). Così, lungi dal considerarla una vera vacanza, l’uomo la contempla come un’occasione per scrivere il suo nuovo libro. Nemmeno il tempo di piazzare le tende e Noah incontra Alison, ex-infermiera, ora cameriera del Lobster Roll, e tra i due scatta la classica scintilla. La ragazza, molto attraente, in apparenza disinibita, si porta in realtà dentro di sé un vuoto che atterrisce: la morte per annegamento del figlioletto Gabriel, avvenuta due anni prima. Alison si è cucita addosso la responsabilità di non averlo salvato e nemmeno suo marito, il rude e taciturno Cole, gestore di un ranch ma invischiato con la sua famiglia nel locale traffico di droga, sembra afferrarne appieno i tormenti. Così, il colpo di fulmine tra Noah e Alison si trasforma presto in amore, passione, complicità, nonché inevitabile senso di colpa. Per lo scrittore, Alison rappresenta la linfa vitale di cui nutrire le sue pagine ad alto tasso di erotismo, il futuro romanzo "Descent"; per lei, Noah è l’uomo che la farà tornare a respirare, lontano da Montauk e dall’oceano che ha inghiottito suo figlio. A un certo punto, però, tra incomprensioni e ripensamenti, la relazione sembra doversi chiudere solo come l’avventura di un’estate e il ritorno alla normalità è inevitabile, con il ricomponimento delle precedenti unioni familiari, seppure lacerate da ciò che è avvenuto. Tuttavia, la gravidanza inaspettata di Whitney, la figlia adolescente di Noah e Helen, causata dal rapporto con Scotty, il fratello minore di Cole, porterà le due famiglie a confrontarsi di nuovo, rimettendo così tutto in discussione.
Ma qualcos’altro è andato storto, se i flash forward ci mostrano Noah e Alison a colloquio con un ispettore, che indaga sulla morte di un uomo. Incidente, omicidio, difficile a dirsi; tuttavia, appare chiaro che entrambi ne siano coinvolti. Forse mentono ancora e si coprono, di nuovo come due amanti.

Noah

Everyone has one book in them, almost nobody has two

Nonostante le molteplici sfaccettature, Noah Solloway (interpretato da Dominic West, protagonista di "The Wire") sembra l’uomo perfetto: almeno così si presenta inizialmente questo quarantenne colto, fisicamente prestante, marito attento e padre devoto; tuttavia, appare anche chiaro che, nonostante i quattro figli e un matrimonio che funziona, Noah non abbia smesso di cercare. Che cosa cerca Noah? Prima di tutto, l’affermazione personale, il riconoscimento degli altri, un pubblico che lo applauda. La professione di insegnante, nonostante gli sia gradita, rappresenta solo un ripiego in attesa della grande occasione. È lo stesso Noah a chiarire la sua filosofia durante una seduta con una psicologa: non importa condurre una vita perfetta, moralmente ineccepibile, se per contro si è mancato l’obiettivo della realizzazione individuale. D’altro canto, l’attrazione verso Alison, cameriera come sua madre, se inconsciamente rappresenta un ritorno al grembo uterino, per Noah diventa anche l’occasione di gettare alle ortiche le asfissie del comodo presente, che gli ha assicurato la moglie Helen tramite la sua facoltosa (e insopportabile) famiglia d’origine.

Noah, infatti, non è un arrivista qualunque, tutt’altro: si premura di conservare l’affetto di chi gli sta intorno, anzi, lo insegue con la stessa determinazione con cui va alla ricerca del riconoscimento sociale. È una storia che parte da lontano, nei suoi trascorsi famigliari: il rapporto difficile con un padre assente e, soprattutto, le cure rivolte alla madre malata, che non gli hanno permesso di vivere appieno la sua giovinezza, almeno fino al punto di svolta, rimosso e taciuto, che definisce il suo rapporto con la colpa. Questa doppia tensione, cura degli affetti e volontà di distacco, empatia e narcisismo, è un movimento che si riproporrà in ogni fase cruciale della sua vita, ponendolo spesso in contraddizione e di fronte a un bivio, che assomiglia al classico vicolo cieco. Il risultato è uno strozzamento continuo delle sue aspirazioni, un’eclissi della propria anima, la discesa, proprio come il titolo del romanzo che gli porterà finalmente gli onori del pubblico, insieme al conto salatissimo da pagare, che Noah aspettava di saldare da tempo.

La seconda stagione

Noah e Alison sono passati dall’altra parte della barricata: invece di distruggere, devono ora provare a costruire. Non sarà facile trasformarsi da amanti appassionati nell’estate di Montauk a coppia responsabile dentro le mille nevrosi di New York. Inoltre, cercheranno anche di non frantumare i cocci lasciati alle loro spalle: per Noah, lo scontro legale con l’ex-moglie Helen per l’affidamento dei loro quattro figli, e per Alison, il legame con il marito Cole, che ritornerà implacabilmente nella sua vita. La nascita di una bambina, Joanie, riassegnerà ad Alison il tanto desiderato ruolo di madre; tuttavia, il nucleo familiare composto con Noah vacillerà molto presto, soprattutto a causa delle continue assenze dello scrittore, impegnato in un lungo tour per promuovere il suo romanzo, diventato un grande successo editoriale.
Noah è finalmente salito sul cavallo al galoppo dell’affermazione personale e non ha intenzione di scendere, tornando a essere solo un padre attento e un marito devoto e quindi a ritrovarsi, in fin dei conti, nella situazione precedente, a cui ha definitivamente rinunciato dopo aver lasciato Helen e i suoi figli. Di contro, l’intento di Alison di emanciparsi, tornando sui banchi di scuola per diventare medico, produce l’effetto opposto, cioè quello di riportarla alle sue origini: a Montauk e alla gestione del ristorante Lobster Roll, acquisito proprio insieme a Cole con il quale, nonostante la separazione, conserva un profondo legame di complicità. In questa seconda stagione, avremo così l’occasione di osservare "The Affair" attraverso altre prospettive, non più solo quelle di Noah e Alison. Gli altri due lati del quadrilatero amoroso, Helen e Cole, riusciranno a costruirsi dei rapporti stabili: la prima con Vic, un chirurgo newyorkese che ha operato il figlio Martin, e l’altro con Luisa, una giovane cameriera di origine ecuadoriana. Le svolte esistenziali prendono, a un certo punto, direzioni proprie e travolgono molte cose nel loro passaggio, indistintamente, come fossero uragani che non scelgono chi abbattere e chi risparmiare, ma solo di attraversare una determinata area e poi andare via. Al matrimonio di Cole e Luisa, Noah avrà una burrascosa discussione con Alison, che lo metterà di fronte a una verità, l’ennesimo cataclisma pronto a infuriare sulle loro vite: la paternità di Joanie. A quel punto, Noah sembra rendersi conto che le sue decisioni, un tempo così radicali e coraggiose, forse non hanno mai avuto senso né una vera importanza, inutili e fluide quanto il dolore causato alle persone che ha amato.

La seconda stagione chiude anche il mistero introdotto fin dalle prime sequenze, l’indagine e le responsabilità della morte di Scotty, con un colpo di scena finale che fa calare il sipario sul primo blocco di "The Affair". In seguito, nelle tre stagioni successive, la serie dovrà aprirsi a nuovi plot e provare a cambiare pelle, trasformandosi in qualcosa di diverso.

Alison

I have only one thing to do and that's
Be the wave that I am and then
Sink back into the ocean



Speculare al protagonista maschile, Alison pare muoversi nella stessa direzione, seppur rovesciata. Così come Noah lavora alla finzione letteraria per raggiungere i suoi obiettivi, Alison aspira a ricostruire qualcosa di concreto intorno a sé per placare i suoi demoni interiori, trovare la pace per non continuare a sentirsi morta. Il male profondo che l’ha inghiottita è irreversibile: nessuno potrà far tornare l’amato figlioletto, però la condanna a vivere può mutarsi, anche per lei, in riscatto, attraverso il classico schema dell’amore romantico, che vincerebbe anche la morte. Pure, Alison è un personaggio fortemente contradditorio: la sua apparente promiscuità sessuale – un demone altrettanto incontrollabile e capriccioso – può leggersi come annullamento del proprio sé, più che come continuo inseguimento del piacere. La seconda chance che la donna si giocherà fino in fondo, innamorandosi dello scrittore venuto da New York, nonostante si presenti con le tipiche caratteristiche dell’amor fou, rappresenta il tentativo di razionalizzare ciò che è accaduto alla sua vita. Alison, però, si renderà conto molto presto di non appartenere alla nuova realtà, il mondo dei salotti culturali in cui Noah ora si muove, né alla sua ricostruzione in sedicesimi, cioè l'alter ego letterario del romanzo del marito, la famelica divoratrice di uomini. Nonostante sia mossa da impulsi primordiali, ora affettivi ora predatori, e compia scelte avventate, di cuore o di pancia, imprevedibilmente alimentate dal suo malessere, Alison è un personaggio magnetico, arricchito dall’ottima interpretazione di Ruth Wilson (vista, tra l'altro, in "Suite francese"), che ha vinto un Golden Globe come miglior attrice per questo ruolo. La donna sembra non riesca a fuggire da quella profonda vacuità, simile all’acqua dell’oceano, di cui è pregno il destino da cui è riemersa, e che continua imperterrito a inseguirla, consapevole che il dramma, per chiudersi, debba di nuovo compiersi.

La terza stagione

La caduta di Noah, che assomiglia a una vera e propria discesa agli inferi, non può dirsi conclusa, anzi, è appena cominciata. Autoaccusatosi per l'omicidio stradale di Scotty al fine di proteggere Helen, l’uomo affronta il carcere, che non è altro che una conseguenza inevitabile della sua parabola dostoevskiana, il castigo per un delitto che sa di aver commesso. La lenta agonia in cui cade la sua psiche, martellata dalle ingombranti vessazioni di un carceriere aguzzino (un irriconoscibile Brandon Fraser), lo costringerà a compiere un viaggio a ritroso dentro la storia della sua famiglia e la morte della madre, una recherche dolorosa ma dal profondo significato umano. Infatti, espiati i guai con la giustizia e tornato a insegnare, seppure con la pessima fama di ex-galeotto e di scrittore che odia le donne, Noah dovrà affrontare da solo questa nuova fase: Alison non gli ha perdonato l'aver scelto di andare in prigione al posto di Helen, mentre quest’ultima, nonostante si prodighi per aiutarlo anche fuori dal carcere, si è ormai irrimediabilmente legata a Vic, che è riuscito a ritagliarsi un posto nel cuore dei suoi figli.

Accanto a Noah ci sarà Juliette, un’insegnante francese che lo aiuterà a risollevarsi fisicamente e soprattutto psicologicamente. Pure, in questi episodi assistiamo a una svolta netta rispetto al blocco monolitico delle prime due stagioni. La discontinuità temporale qui introdotta, i tre anni trascorsi da Noah in prigione e riproposti in forma di flashback, interrompono bruscamente l’immedesimazione hic et nunc col suo personaggio. L’elemento di sogno, o meglio l’incubo allucinatorio che invade il protagonista, lo allontana dalla vita reale di cui sembra avere, invece, un disperato bisogno.
Anche le vicissitudini occorse ad Alison, la sua fuga da Montauk per curarsi in una clinica psichiatrica, sono narrate in retrospettiva e costituiscono un’asincronia dura da digerire. La sua rinuncia al rapporto con Noah per riottenere la custodia di Joanie, ora affidata a Cole e Luisa, ha l’effetto, tra l’altro, di privare i due protagonisti (e lo spettatore) di quella tensione romantica che aveva potentemente mosso l’intreccio precedente. Se ne ottiene una dimostrazione plastica nell’episodio che trascina i due, quasi contro la loro stessa volontà, a Block Island, per (ri)consumare il loro amore nel corso di un’unica giornata. È una minestra riscaldata, certamente, anche se il tono sfatto e malinconico che i due ex-amanti si portano appresso ne rileva l’originaria carica distruttiva, un polo mortifero, il volto di Thanatos insito nella loro relazione.

Helen



Moglie e madre di quattro figli, lei stessa figlia di due ingombranti genitori, Helen si rivelerà, alla lunga distanza, forse il personaggio più coerente di "The Affair", poiché mossa da sentimenti e motivazioni irrimediabilmente calati nel presente. Non c’è un “buco nero” nella sua anima che la guida in maniera imprevedibile, come capita ad Alison e a suo marito Noah; persino quando sbanda, e succederà spesso, ciò è imputabile alla realtà circostante, al prossimo futuro che si delinea, e non a un passato che proietta la sua ombra nefasta. Per questo, Helen rappresenta l’anima solare e positiva della femminilità, come una Giunone protettrice della famiglia e del matrimonio. Nello stesso tempo, riesce anche ad ammaliare, proprio in virtù della sua forza e di una certa disinvoltura, derivante dal sicuro carattere e anche dal suo status sociale, che a differenza degli altri non contempla nemmeno di mettere in discussione. In questo, è sicuramente una donna conformista che ha capito che tutto deve cambiare affinché nulla cambi. Così, nonostante il tradimento di Noah, le rovinose discussioni coi suoi genitori, i difficili rapporti coi figli (soprattutto con la tremenda Whitney), grazie al fascino che esercita sugli uomini (e sulle donne), Helen resterà per tutti il porto sicuro al quale tornare, anche per sé stessa. Un altro personaggio femminile molto riuscito e fuori da ogni stereotipo, ben interpretato da Maria Tierney ("Beautiful Boy"), anche lei premiata col Golden Globe come attrice non protagonista.

La quarta stagione

Il trasferimento per lavoro in California di Vic e Helen con i suoi figli più piccoli obbliga anche Noah a muoversi in direzione Los Angeles per non rinunciare a vedere i bambini; pure, il rapporto tra i due ex è molto teso e ciò si ripercuote nelle complicate dinamiche famigliari. Ma non è il trasloco del set sulla West Coast il dato più interessante della quarta stagione di "The Affair", bensì il tentativo di dialogare con l'attualità e le problematiche della società americana. L'occasione si presenta nella scuola dove Noah insegna: seguiremo, infatti, le vicissitudini di Anton, uno studente afroamericano particolarmente brillante ma dal carattere difficile, figlio della dura direttrice dell'istituto Janette. Proprio con lei, dopo le prime incomprensioni, Noah stabilirà un rapporto profondo seppur conflittuale, anche a causa di un'istituzione scolastica retrograda e in odore di razzismo.
Dall’altra parte degli States, sulla costa occidentale, è stato raggiunto un seppur labile equilibrio: Alison ha riottenuto la custodia di Joanie, ritrovando l'amore con l'ex-marine Ben, nonché il modo di esorcizzare la perdita del figlio, assistendo come consulente giovani coppie che affrontano il suo stesso lutto. Chi dovrà fare chiarezza dentro di sé è invece Cole che, riscoprendo i mai sopiti sentimenti verso l'ex moglie, metterà a dura prova il suo legame con Luisa. È indubbio che questo lungo blocco di episodi presenta le stesse problematiche della terza stagione, forse in maniera persino più evidente, ovvero la palese difficoltà di costruire delle dinamiche narrative solide intorno ai personaggi, che incidano sull'emotività dello spettatore ora che il plot iniziale, la relazione tra Noah e Alison, è stato del tutto esaurito. Si riesce solo a sprazzi poiché, per quel che riguarda Noah, ad esempio, la leggerezza parigina di Juliette viene sostituita dalla burbera consapevolezza di Janette, senza che però le donne trovino un posto sicuro accanto al protagonista maschile, né si ritaglino un ruolo determinante all'interno della serie.
In maniera ancor più inverosimile e fallace, assisteremo all'improvvisa malattia di Vik e ai turbamenti di Sienna, un'aspirante attrice vicina di casa di Vik e Helen, e al modo in cui si legherà a entrambi, con esiti un po’ troppo telefonati. Difatti, nonostante il cast proponga una recitazione di livello e la scrittura offra ancora buoni dialoghi ed episodi più che riusciti - quello in cui Alison e Ben proveranno a chiarire l'enorme malinteso che sta alla base della loro storia è uno dei migliori di tutta la serie - la produzione della quarta stagione di "The Affair" annaspa più di una volta, almeno fino al suo drammatico epilogo. Infatti, l'improvvisa scomparsa di Alison farà collassare le varie linee narrative in un punto di giunzione che, nonostante la stramberia della situazione on the road, è una boccata di aria fresca per quello che si è visto fino ad allora: i due ex-rivali Noah e Cole, accompagnati da Anton, si metteranno sulle tracce della donna attraversando gli Stati Uniti dalla California fino a New York, senza sapere che la soluzione dell'enigma è a due passi da casa, di nuovo in fondo all'oceano di Montauk.

Cole



Seppur all’inizio il personaggio interpretato da Joshua Jackson ("Dawson's Creek") mostri solo il lato più scontroso di sé, Cole è lungi da essere semplicemente il villain di "The Affair". Nonostante il tradimento subito, è certamente difficile per lo spettatore simpatizzare con lui, visto che l’uomo mostra una notevole difficoltà a capire il dramma in cui è sprofondata sua moglie Alison, tra l’altro esasperato dal vuoto di comunicazione e dalla durezza del loro rapporto. Molto presto, però, ci si accorgerà che Cole vive lo stesso malessere, solo in modo completamente diverso: a differenza di Alison, ha deciso di dimenticare la morte del figlio, buttandosi nel lavoro, col il tentativo di mandare avanti, nonostante le difficoltà, il ranch di proprietà della madre Cherry. Inoltre, Cole possiede la ferrea volontà di rispettare le tradizioni di famiglia, anche quelle illegali, rifugiandosi nel mondo chiuso e durevole di chi è nato a Montauk, in opposizione alla giostra dei turisti che vanno e vengono. Cole rifiuta la modernità perché comporta il cambiamento, e la mal sopportazione della tribù dei vacanzieri esplode proprio quando uno dei villeggianti provenienti dall’odiata New York, Noah, gli porterà via la moglie. Cole sarà costretto a cambiare vita, a causa dei rovesci sentimentali e di quelli finanziari, cercando di rimettere in sesto la comunità alla quale appartiene, col lavoro e i sacrifici, le rinunce e la dedizione. Sembra una lotta impari, e a volte lo sarà per davvero, perché dall’altra parte si muovono forze incontrollabili e infine distruttive.

La quinta stagione

Possiede un singolare fascino la scena iniziale con cui si apre il primo episodio: Noah è a una colazione di lavoro con Sascha Mann, un celebre attore hollywoodiano che vuole debuttare dietro la macchina da presa, adattando proprio il romanzo "La discesa" e proponendo allo scrittore una collaborazione attiva sul set. La prima curiosità è la ricomposizione, di nuovo come commensali, della coppia d’attori - Dominic West e Claes Bang – di una famosa scena del film "The Square"; la seconda, più inerente a quello che vedremo in seguito, è rappresentata dal primo, goffo tentativo del divo di imitare Noah, tra l’irritazione di questi, una buffa anticipazione delle difficoltà che i due avranno a coesistere. Assisteremo, così, in maniera forse inaspettata, a una seconda metanarrazione: dopo il libro ora è il turno della versione cinematografica, che ci racconterà ancora una volta la relazione di Noah con Alison e il tradimento nei confronti di Helen secondo una nuova, ennesima prospettiva. Il set funziona come specchio deformato della realtà, perché sarà proprio Helen, assistendo alle prove, a lasciarsi coinvolgere in una storia d’amore con Sascha, quest’ultimo davvero intenzionato a ricostruire non solo nella finzione, ma anche nella vita, un alter ego di Noah, per giunta esasperandone il carattere narcisista e autoreferenziale.

Per contro, lo scrittore dovrà affrontare una grana che rischia di compromettere di nuovo la sua carriera: le rivelazioni di alcune donne di presunte molestie sessuali. È l’aggancio all’attualità del periodo, con la bomba #metoo che esplodeva a Hollywood come altrove, e che aderisce alle caratteristiche del personaggio di Noah, vagamente misogino nei suoi approcci da seduttore irresistibile, perfettamente adatto, dunque, a rendere credibile una traccia narrativa di questo tipo. Ma la grande svolta di quest’ultima tranche di episodi riguarda l’ambientazione futuristica, il salto di trent’anni in avanti: l’ormai adulta Joanie, la figlia di Cole e Alison, si muove in un mondo distopico dove, tra innovazioni tecnologiche e cataclismi ambientali, che hanno provocato l’erosione della costa atlantica rendendo Montauk una località abbandonata e spettrale, cercherà di dare un senso alla propria vita, incastrata tra un presente senza gioia - l'arido rapporto con suo marito e le figlie adottive - e i dolorosi ricordi, col tentativo di trovare anche una spiegazione alla morte di sua madre.

Con questi innesti, che curvano non il corso degli eventi bensì il modo in cui ci vengono raccontati, tenendo fede a quella che era la caratteristica chiave delle serie, gli autori di "The Affair" riescono a sopperire alla scomparsa dei personaggi di Alison e Cole, raddrizzando così un interesse che sembrava sopito, considerando i saliscendi delle ultime due stagioni. Inevitabilmente il filo della narrazione si chiuderà là dove si era aperto, a Montauk, dove Whitney, la figlia maggiore di Noah e Helen, convolerà a nozze nella villa dei nonni. Proprio nella cittadina sull'Atlantico, ma trent'anni più tardi, Joanie scoverà l’attempato Noah, che ricopre il ruolo di guardiano della memoria di ciò che è accaduto; una sorta di reduce che, con un percorso colmo di errori, è riuscito a riempirsi di saggezza e vitalità, portando a termine la sua parabola esistenziale conservandone tutti gli affetti.

Prima stagione: 9

Seconda stagione: 8,5

Terza stagione: 6,5

Quarta stagione: 6

Quinta stagione: 7

The Affair - Una relazione pericolosa
Informazioni

titolo:
The Affair - Una relazione pericolosa

titolo originale:
The Affair

canale originale:
Showtime

canale italiano:
Sky Atlantic

creatore:
Sarah Treem, Hagai Levi

produttori esecutivi:
Sarah Treem, Hagai Levi, Jeffrey Reiner, Eric Overmyer, Anya Epstein

cast:

Dominic West, Ruth Wilson, Maura Tierney, Joshua Jackson, Julia Goldani Telles, Jake Siciliano, Jadon Sand, Leya Catlett, Josh Stamberg, Catalina Sandino

anni:
2014 - 2019