True Blood | Serial | Ondacinema

Alan Ball

True Blood

di Alan Ball

di Alex Poltronieri

Dall'autore di "American Beauty" e "Six Feet Under", il serial televisivo che si è imposto come l'antidoto alla zuccherosità della saga di "Twilight": satira, sesso, sangue, tutto portato all'eccesso. Un gioco trascinato per le lunghe, ma che per un po' ci ha divertito

C'è stato un tempo, non troppi anni fa, in cui "Twilight" rappresentava il nadir della fenomenologia popolare della nostra epoca. Quel fenomeno si è esaurito, per nostra fortuna, abbastanza in fretta, sostituito (per nostra sfortuna) da epigoni stile "Cinquanta sfumature di grigio", ma per qualche anno il vampiro, il non morto, si è imposto (nuovamente) come uno dei miti romantici, sessuali, delle nuove generazioni di teenager. In questo periodo il serial tv HBO "True Blood" ha rappresentato l'alternativa sporca, sardonica ed esasperata all'esangue saga letterario-cinematografica di Stephanie Meyer, e per un po' il gioco ci ha divertito.

Ispirato anch'esso ad una serie di romanzi, ad opera di Charlaine Harris, ma ideato, fortemente voluto e plasmato dallo stile del controverso sceneggiatore Alan Ball (premio Oscar per "American Beauty", ma anche creatore del magnifico serial "Six Feet Under" o del più recente "Banshee"), "True Blood" nasce proprio (come "The Vampire Diaries" e tanta altra robaccia che ha invaso i più disparati medium) come l'anti-"Twilight": un serial che contrappone al puritanesimo della serie della Meyer dosi altissime di sesso, turpiloquio e sangue. Come si conviene ad una vero racconto di vampiri, bellissimi ed immortali. Quello che fa Alan Ball con questa serie, ed in linea con le sue prove precedenti, è immergere il racconto fantasy nelle fondamenta delle contraddizioni del sogno Americano, trasformando i vampiri nei freak, emarginati, "diversi", del nuovo millennio, e mostrandoci la loro difficile convivenza con gli esseri umani, all'interno di una cornice insolita e geniale come quella dell'ultra conservatore, bigotto e torrido sud degli Stati Uniti, per essere precisi nella cittadina di Bon Temps, nello stato della Louisiana. L'intento di Alan Ball, è decostruire il mito del vampiro, svestirlo di quell'aura decadente e nobile alla Anne Rice, ed inserirlo in un contesto quotidiano e moderno, alle prese con la vita di tutti i giorni ed una serie di problematiche tutt'altro che travolgenti, a partire dalla necessità di sangue per sopravvivere, sopperita dalla creazione di una bevanda chiamata, appunto, "True Blood", venduta comodamente in tutti i supermercati del pianeta. Chiaramente l'impianto della serie è ironico e sopra le righe, ed è un piatto che può generare piacere o disgusto sin dai primi episodi.

Tutto è portato all'eccesso, dai momenti splatter alle sequenze hard, dalle interpretazioni del cast alla regia. Una formula che ha funzionato con successo (il serial ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico) perlomeno per le prime quattro stagioni, per poi accartocciarsi su stessa, perdere di mordente (e soprattutto perdere il proprio creatore, Alan Ball, che ha abbandonato alla season 5) e concludersi in maniera quasi imbarazzante negli ultimi anni nell'indifferenza generale. Come tanti altri serial dell'ultima decade, partiti con ottimi spunti ma andati a finire in malora, anche "True Blood" è stata vittima del suo successo, che ha convinto la HBO e i produttori a trascinare stancamente la serie per sette lunghi anni, quando sarebbe stato meglio abbandonare il tavolo quando il gioco era ancora vincente. Ma andiamo ad analizzare la sette stagioni di "True Blood" più nel dettaglio.


Prima stagione (2008-2009)

Una stagione che sostanzialmente funziona come un unico gigantesco pilot in cui non succede questo granché, ma dove vengono introdotti tutti i personaggi principali, le dinamiche che intercorrono tra di loro, il luogo in cui vivono, e il futuro che li attende. Sookie Stackhouse è una cameriera al bar di Sam Merlotte (che la ama non ricambiato), biondina tenace e solo apparentemente svampita, che possiede la capacità di leggere nella mente delle altre persone. Di tutte le persone, salvo una, il gentile e misterioso vampiro Bill Compton, che lei stessa salva accidentalmente dall'attacco di alcuni fondamentalisti della razza umana. Tra i due è subito amore, benché contrastato dall'opinione comune della cittadina. Conosciamo anche gli altri personaggi principali: la migliore amica di Sookie, la mascolina e depressa Thara, il fratello di Sookie, il sciupafemmine mezzo scemo Jason, il vice sceriffo (poi promosso) Andy Bellefleur, nonché Pam e Eric Northman, perfidi vampiri che gestiscono il Fangtasia, locale fetish di Bon Temps. Eric è lo sceriffo dell'area 5 della Louisiana, e Bill deve rispondere ai suoi ordini: che comprendono la decisione di vampirizzare la diciassettenne umana Jessica Hamby, di cui Bill diventerà poi "padre" e mentore. Non succede poi molto in questa prima stagione: il plot verte attorno ad una nuova droga, il "V", ricavata dal sangue di vampiro, e ad una serie di omicidi (tra cui quello della nonna di Sookie) commessi da un serial killer che si rivelerà poi essere René Lenier, psicopatico marito di Arlene, collega e amica di Sookie. Ma di tutto questo non ci interessa molto, la prima stagione svolge egregiamente il suo compito di presentazione del mondo di "True Blood", dei suoi personaggi e della sue regole, e non fa altro che far venire l'acquolina in bocca in attesa della season 2, più compiuta e divertente.


Seconda stagione (2009)

La seconda stagione si fa più stratificata e complessa, introduce nuovi personaggi, ne amplia altri appena accennati in precedenza, e procede su due diversi binari narrativi. Da una parte amplia l'universo di "True Blood", spostando l'ambientazione a Dallas, dove Sookie, Bill, Jessica e Eric, vanno in "missione" alla ricerca del millenario vampiro Godric, creatore di Eric, e tra i più antichi vampiri rimasti in circolazione. Qui, i nostri eroi, scoprono l'esistenza di una setta di fanatici chiamata la "Compagnia del sole", istituita dal viscido reverendo Steve Newlin e dalla moglie Sarah, che tiene prigioniero Godric e minaccia di rompere la pace istituita con il mondo dei succhiasangue. Dall'altra parte, a Bon Temps, Sam Merlotte (che si scopre essere un "mutaforma", può trasformarsi in qualsiasi creatura vivente) deve fare i conti con una sua vecchia fiamma, la prorompente Maryann Forrester, una creatura chiamata menade, che ha il potere di scatenare la libido della persone a lei vicine e controllarne la mente (a partire da quella della soggiogata Thara). Liberato Godric (che però sceglie di morire davanti ad un commosso Eric), Sookie, Bill e gli altri tornano a Bon Temps trovandola completamente fuori controllo e totalmente sotto il controllo di Maryann che ha scatenato una gigantesca orgia nel centro della città. Spetterà a Sam sconfiggerla, strappandole il cuore con l'inganno. Tutto pare tornato alla normalità, si fa per dire. Sookie beve il sangue di Eric, e da quel momento tra i due, nonostante la gelosia di Bill, inizia ad esserci un morboso legame. Nel momento in cui Bill dichiara il suo amore per Sookie e sta per chiederle di sposarla, viene però rapito e portato via da un misterioso gruppo di persone. Questa seconda stagione amplifica il lato folle delle sceneggiature di Alan Ball, e spinge all'estremo la componente sessuale, azzeccando in pieno il villain Maryann, sino a raggiungere l'apoteosi dell'orgia collettiva.


Terza stagione (2010)

La season più riuscita e avvincente di "True Blood" coincide anche con l'apice del suo successo di pubblico. Gli script sempre più amorevolmente deliranti, pur attingendo ai romanzi della Harris, sembrano delle aperte prese in giro di "Twilight". Bill è stato rapito dai lupi mannari del Missisipi (!) e portato nella magione del Re dei vampiri Russel Edginton (il villain più memorabile del serial), che vorrebbe obbligare Bill a convincere la regina dei vampiri Sophie-Anne a sposarlo, in modo da estendere il suo dominio su tutto il sud degli States. Sookie si mette alla ricerca di Bill aiutata dal licantropo Alcide Herveaux, incaricato da Bill di proteggerla. Nel frattempo Sam decide di scoprire le origini dei suoi poteri, conosce i suoi veri genitori e scopre di avere un fratello, lo scapestrato Tommy, anch'egli mutaforma. Eric accorre in soccorso di Sookie e Bill, si vendica uccidendo il "fidanzato" di re Russell (che in passato sterminò la famiglia di Eric) e scatenando la furia di quest'ultimo, che dichiara guerra aperta agli umani in una sconvolgente comparsata televisiva. Russell è però fermato con l'inganno da Bill e Eric, e sepolto nel cemento da quest'ultimo. L'idillio tra Sookie e Bill giunge al termine, quando il vampiro le rivela la sua vera origini di fata (!) e le svela che il loro primo incontro non fu casuale, ma ordinato dalla regina Sophie-Anne, curiosa di scoprire l'origine della telepatia della ragazza. Sullo sfondo si consolidano psicologie e rapporti tra gli altri protagonisti: la baby vampira Jessica si innamora dell'umano Hoyt, migliore amico di Jason Stackhouse. Jason decide di voler diventare un poliziotto, affianca il novello sceriffo Andy, e fa conoscenza della bella Crystal, che si rivelerà essere una pantera mannara (!).


Quarta stagione (2011)

La quarta stagione sbaglia clamorosamente il villain di turno, la strega "posseduta" Marnie, ma si mantiene ancora su standard abbastanza godibili e sviluppa in maniera imprevedibile le relazioni tra i protagonisti. Sookie deve fare i conti con la sua natura, avventurandosi nel mondo delle fate. Il vampiro Eric, smemorato a causa di un incantesimo, mostra a Sookie il suo lato più indifeso ed umano, tra i due nasce un amore travolgente. Jessica e Jason instaurano una relazione proibita, all'insaputa di Hoyt, ancora invaghito della vampira rossa. Dopo aver ucciso Sophie-Anne, Bill è diventato il re dei vampiri della Louisiana, e nel frattempo Sam è alle prese con i grattacapi procurati dal fratello Tommy, che prima si redime, ma poi muore dopo essersi trasformato per troppe volte in un altro essere umano. I vampiri devono fronteggiare la potente e vendicativa strega Marnie-Antonia che con un incantesimo li spinge ad uscire alla luce del sole e ad uccidersi. Solo l'azione congiunta di Eric, Pam, Bill e Jessica assieme all'"Autorità" (comunità composta dai vampiri più antichi e potenti che regola le relazioni tra umani e succhiasangue) riuscirà a scongiurare la catastrofe. In questa che è la stagione più "transitoria" e romantica di "True Blood" non mancano i momenti pregevoli, ma si inizia ad intravedere anche una certa "maniera" di fondo, e non tutti i personaggi, ormai troppi, sono trattati a dovere, e alcuni sono semplicemente accennati o inutili (a partire da Arlene e il compagno Terry con i problemi legati ad un figlio forse "posseduto" dal demonio, ma anche l'ormai insopportabile Thara).


Quinta stagione (2012)

La stagione più "politica" del serial e l'ultima a cui ha messo mano Alan Ball. Bill e Eric sono catturati dall'Autorità, e scoprono di essere al centro di una cospirazione partita ai "piani alti", per riportare alla vita la Dea Lilith, progenitrice di tutta la razza vampira. Una traditrice all'interno dell'Autorità, Salomé, libera il malvagio Russel Edginton e lo invita ad unirsi alla sua folle rivoluzione. Bill e Eric sono costretti ad unirsi ai Sanguinisti, bevono il sangue di Lilith divenendo folli e drogati di potere. A Bon Temps, nello stesso momento, Sookie apprende dalle fate che i suoi genitori sono stati uccisi da un misterioso vampiro chiamato Warlow, e di essere stata promessa in sposa a quest'ultimo proprio dai genitori. La serie si conclude con l'ascesa al potere di Bill, che dopo aver bevuto tutto il sangue di Lilith si trasforma in una nuova creatura, potentissima e priva di ragione, che stermina i componenti restanti dell'Autorità. Sookie e Bill increduli, scappano.
Sullo sfondo, le sempre meno interessanti vicende dei comprimari: Terry scopre di essere stato maledetto da un demone durante la guerra in Iraq, Lafayette convive con i poteri ultraterreni ereditati dal fidanzato Jesus, Sam fa conoscenza della mutaforma Luna (e della figlia Emma), un tempo sposata con il capobranco dei licantropi di Shreveport, e fronteggiano un gruppo di fanatici assassini di mutaforma e vampiri mascherati da Barack Obama. Rimangono un certo ritmo e l'interesse nello scoprire chi governa il mondo dei vampiri, ma la stagione è sinora la più debole dall'inizio dello show.


Sesta stagione (2013)

Dopo che i vampiri invasati dal sangue di Lilith hanno scatenato il panico in città, il nuovo governatore della Louisiana, Burrell, dichiara guerra ai vampiri, fa istituire veri e propri campi di prigionia dove li studia e cerca di creare un virus per distruggere definitivamente la loro razza. L'intera serie verte attorno alla lotta tra i vampiri e il malvagio governatore, manipolato dalla fidanzata Sarah Newlin, ex moglie del viscido reverendo Newlin (ora vampiro omosessuale). La reincarnazione di Bill-Lilith viene a patti con i nuovi sorprendenti poteri, e capisce che il proprio scopo è liberare i vampiri imprigionati da Burrell. Sookie e Jason fanno conoscenza del loro nonno, il re delle fate (interpretato da un assurdo Rutger Hauer), e finalmente scoprono chi è il vampiro-fata Warlow, e perché vuole Sookie come sua sposa. Inizialmente affascinata da Warlow che vorrebbe trasformarla nella sua sposa-vampira, Sookie lo rifiuta scatenando la sua ira, ma sconfiggerlo non sarà un grosso problema grazie all'aiuto di Jason e nonno Stackhouse. Bill irrompe nel campo di prigionia di Burrell e offre il suo sangue ai vampiri incarcerati permettendo loro di uscire in piena luce del giorno e fuggire. Ma a tutto c'è un prezzo: Sarah Newlin è riuscita nel suo intento, e il virus Hep-V introdotto di nascosto nel True Blood. ha contaminato migliaia di vampiri in tutto il globo, condannandoli a morte, ma rendendoli prima, accecati dalla sete di sangue. Sempre più sgangherata, priva di ironia e tensione, la sesta stagione di "True Blood" arranca, promettendo un emblematico scontro finale tra vampiri e umani, ma poi riducendo e semplificando il tutto ad un ben poco appassionante conflitto tra due singoli. Pochissimo sesso, ormai, e improbabili relazioni tra i protagonisti simili a quelle di una soap opera (nel finale Sookie passa dalle braccia dei vampiri a quelle del licantropo Alcide), mentre dei comprimari ci importa sempre meno (lo sceriffo Andy mette incinta una fata causando la nascita di tre bambine che crescono a tempo record, Terry ormai dilaniato dai ricordi del passato si fa uccidere da un ex commilitone ecc). La verve e il divertimento delle prime stagioni sono seppellite da una miriade di personaggi e sottotrame che si mescolano senza troppa continuità.


Settima stagione (2014)

La settima, e ultima, stagione di "True Blood" è potenzialmente una delle più interessanti, ma nei fatti la più disastrosa dall'inizio dello show. L'idea dell'accoppiata coercitiva tra umani e vampiri per fronteggiare i succhiasangue impazziti dopo aver contratto il virus Hep-V sulla carta era anche promettente, ma l'impressione è che questi dieci episodi siano stati scritti, diretti e interpretati alla ben e meglio, per tirare le fila di un serial trascinatosi avanti ben al di là delle sue possibilità, e cercare di accontentare i fan (sempre meno numerosi) in attesa di una conclusione soddisfacente. Personaggi secondari che vengono fatti fuori senza nessun pathos e talvolta in maniera talmente frenetica da non accorgersene (Thara nel primo episodio, per esempio), conflitti sentimentali risolti in modi quantomeno assurdi (Jessica si innamora nuovamente dell'ex fidanzato Hoyt e decide di sposarlo, Jason sceglie di mettere la testa apposto e corteggia l'attuale fidanzata di Hoyt...), un puritanesimo di fondo fastidioso che non ci sarebbe aspettato da una serie nata all'insegna della sregolatezza e dell'amoralità (matrimoni, nascite, dichiarazioni d'amore eterno). Il punto focale della stagione, a parte la ricerca di una cura per il temibile Hep-V, contratto anche da Eric (a cui prontamente verrà trovato un siero miracoloso), è la scelta di Bill, anch'egli malato, di lasciarsi morire, e "liberare" la sempre amata Sookie, che a causa sua potrebbe incorrere ancora in terribili pericoli. La scelta di Bill, e l'episodio della sua "vera" morte, sono probabilmente gli unici momenti sinceri e coerenti della stagione, che saggiamente nega al pubblico gli improbabili accoppiamenti tra umani e vampiri santificati dalla saga di "Twilight" (conclusasi, in sala, due anni prima). Per il resto la noia regna sovrana, e ormai qualsiasi accenno satirico, politico o provocatorio è vanificato, così come la commistione tra elementi soprannaturali e quotidiano che era la formula vincente della serie ideata da Alan Ball.


Voti alle stagioni

Prima stagione: 7
Seconda stagione: 8
Terza stagione: 8
Quarta stagione: 7
Quinta stagione: 6
Sesta stagione: 5
Settima stagione: 4
True Blood

INFO

titolo:
True Blood

titolo originale:
True Blood

canale originale:
Hbo

canale italiano:
Fox

creatore:
Alan Ball

produttori esecutivi:
Alan Ball, Brian Buckner, Mark Hudis, Gregg Fienberg, Raelle Tucker, Alexander Woo, Nancy Oliver, Angela Robinson

cast:
Anna Paquin, Stephen Moyer, Alexander Skarsgård, Sam Trammell, Ryan Kwanten, Rutina Wesley, Nelsan Ellis, Deborah Ann Woll, Kristin Bauer van Straten, Chris Bauer, Joe Manganiello, Carrie Preston, Jim Parrack, Todd Lowe

anni:
2008-2014