Hirsch, Friedkin - Speciale Killer Joe | Speciale | Ondacinema

Hirsch, Friedkin - Speciale Killer Joe

Hirsch, Friedkin - Speciale Killer Joe

di Silvia Di Paola

William Friedkin spiega il suo gran ritorno, in compagnia del protagonista del suo "Killer Joe", Emile Hirsch

ROMA - La scena di sesso orale con coscia di pollo è già un cult ma tutto il guazzabuglio esplicito e insieme ambiguo di violenza e sesso, perversioni e perfidie, miserie e comicità è più difficile da collocare da qualche parte. Non si lascia incastrare da definizioni e incasellare da modelli, cavalcando umori e generi e mixando pazzamente. Grande vecchio William Friedkin, il pulp è tuo. E Tarantino può attendere.

Sarà per questo che è stato il film più applaudito alla Mostra di Venezia dell'anno passato questo "Killer Joe", che offre il regista settantaduenne di film come "L'Esorcista" e "Il braccio violento della legge", capace di straordinaria ironia e humour nero nel mettere in scena una famiglia disfunzionale e immiserita, squallidamente incastrata in uno squallido Texas polvere, cappelli da cowboy e orridi hot dog, capace di tutto pur di ottenere denaro, tra coca dispersa, mamme da uccidere per riscuotere assicurazioni e sorelle da vendere.

Parlando di facce, ecco Emile Hirsch, il protagonista travolto dai debiti, Gina Gershon, la tremenda matrigna, e Matthew McConaughey, il killer psicopatico, poliziotto e sicario insieme. Tosto e spiazzante, irresistibilmente amorale, non sappiamo ancora che divieto avrà nel nostro paese (dove uscirà il 18 ottobre) ma Friedkin commenta: "Aspettavo reazioni contrastanti perché c'è dentro brutalità, violenza, sesso, ma anche riso e sorpresa. Perché si tratta di un mistery ma carico di humour ed è un film in cui personaggi di oggi si trovano in situazioni estreme e fanno cose estreme". Estreme nella surreale cornice di un desolato Texas in cui il regista sceglie di incastonare il film con la collaborazione del drammaturgo "pulp" e premio Pulitzer Tracy Letts, per la seconda volta con lui dopo "Bug" del 2006 e che non nasconde che una delle sue primarie fonti d'ispirazione sia Jim Thompson, autore noir Usa per eccellenza (suoi, tra gli altri, "The Killer Inside Me" e "Getaway") ma "la storia di ‘Killer Joe' è anche tratta da un reale fatto di cronaca, avvenuto in Florida, con un ragazzo spacciatore che in combutta con il padre ha deciso di far fuori la madre, dopo che questa gli aveva rubato delle dosi".

Ma che cosa ha significato questa secondo incontro con Letts? "Nulla di eclatante, perché, in fondo, io e Tracy vediamo il mondo allo stesso modo. Non in termini critici, semplicemente vediamo le stesse cose nella natura umana, condividiamo lo stesso humor nero. Ho fatto due film in cinque anni, ambedue scritti da Letts, e leggo moltissimi script. Questo vuole dire che trovo pochissimi che mi interessano. Non è che io renda le cose più esplicite. In realtà, le rendo più ambigue, per esempio, nemmeno io capisco il senso di ‘Killer Joe', ma ciò che conta è che capisco questi personaggi e li ritengo rappresentativi della natura umana. Piaccia o non piaccia. Io comunque mi considero solo il direttore d'orchestra e la maggior parte del merito va tutto ai miei attori e a Tracy. La visione è sua, deve parlare lui".

Ma a parlare è anche il protagonista, Emile Hirsch:"Un paio di anni fa ho letto e studiato ‘Amleto', mi sono innamorato del personaggio. Anche se poi il progetto non è andato in porto, questo mi ha aiutato nel rappresentare Chris in ‘Killer Joe', perché è un personaggio molto conflittuale. Come attori, sapevamo tutti di calpestare terreni pericolosi, ma nello stesso tempo di essere al sicuro grazie alla guida di William. Ho lavorato con molti ottimi registi ma quasi tutti sono specializzati in una cosa in particolare; William invece copre tutto lo spettro, è bravo in ogni aspetto, si intende di recitazione, sa fare tutto".

Friedkin, dal canto suo, ringrazia e regala sufficienti battute per piazzare persino dentro un bel titolo di giornale la presentazione del suo film, fiaba horror con Cenerentola contemporanea. Con le sue parole: "È stato definito un film violento. Non credo che sia violento, ma è sessualmente esplicito e con protagonisti  inquietanti. Per me è come una versione contemporanea e perversa di ‘Cenerentola', perché c'è questa ventenne maltrattata dalla famiglia, il padre e il fratello la prostituiscono e la sua madre naturale ha tentato di ucciderla quando era bambina, e lei lo ricorda. Finalmente scopre il suo principe, che guarda caso è un killer e un poliziotto, e ha il doppio della sua età".
Può essere il suo principe azzurro uno così? E, altrimenti, che fiaba horror sarebbe?
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