Manetti Bros, Peppe Servillo - Speciale Paura 3D | Speciale | Ondacinema

Manetti Bros, Peppe Servillo - Speciale Paura 3D

Manetti Bros, Peppe Servillo - Speciale Paura 3D

di Silvia Di Paola

I Manetti Bros e Peppe Servillo ci raccontano com'è nato "Paura 3D"

Ce l'hanno detto e ripetuto: mai entrare in casa d'altri non invitati. Se poi la casa sembra vuota, perfetta, pulita, piena zeppa di cibo e confort, diffidate gente diffidate. Soprattutto al cinema. Mai entrare nelle case vuote e meno che mai andare in cantina. Ma siamo nella cornice di genere, forzata per gioco, sino alla comicità (non sappiamo quanto volontaria) e dentro il nuovo film dei Manetti Bros, programmatico titolo "Paura 3D" e, giurano loro, tanta voglia di sperimentare. "L'abbiamo fatto con altri  generi , ora proviamo con l'horror" e, detto fatto, si sono buttati a capofitto in "un film sempre di genere e a basso budget in un'Italia in cui il cinema sembra solo fatto da autori o da commedie".
Poi si sono guardati in giro, hanno valutato, tastato a dovere e , infine, scelto il loro protagonista, un torturatore sadichetto (ma forse ancora più sadica è la sua vittima presunta, una sempre nuda e incatenata Francesca Cuttica) che inquieta al solo primo sguardo. E indovinare su chi è caduto il loro occhio non è facile: nientemeno che su Peppe Servillo che ormai al cinema è di casa.

"Mi hanno scelto - racconta l'attore campano - perché il mio aspetto poteva avere un che di fortemente inquietante in quel contesto". E i due fratelli: "Non conoscevamo  Peppe o, meglio, solo da fan. E allo stesso tempo amavamo la sua faccia, che ci ha sempre fatto paura, una maschera molto espressiva con uno sguardo di un'intensità preoccupante". E Marco: "Certo, quando l'ho conosciuto mi sono chiesto come avevo potuto pensare che facesse paura, è una persona deliziosa, solare e buona, ma anche a lui è piaciuta l'idea di vestire dei panni così diversi dai suoi, ha aderito subito, si è messo in gioco, ha lavorato con dedizione assoluta e credo si sia divertito".

Ma che cosa lo ha divertito di più di questa immersione nei panni insanguinati di un marchese non qualunque? "Il fatto che mai avevo fatto qualcosa del genere e mai avrei pensato di farla. Cioè la curiosità per un ruolo tanto lontano da me e da tutto ciò che ho fatto come attore. Poi mi divertiva molto il fatto che i due registi mi trovassero ambiguo ma,  a parte ciò, io non sono un amante dell'horror, mi piace giusto Dario Argento e per far questo film semmai mi sono ispirato a fatti e personaggi tirati fuori dalla cronaca".

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