Speciale classifiche - I migliori film italiani degli anni 90 | Speciale | Ondacinema

Speciale classifiche - I migliori film italiani degli anni 90

Speciale classifiche - I migliori film italiani degli anni 90

di Redazione di Ondacinema

Quanti capolavori ha prodotto il cinema italiano nel decennio degli anni 90? Pochi. Ma ciò non toglie che ci siano state grandi opere di registi già affermati e fulminanti esordi di autori ormai consolidati. Con un unico e incontrastato vincitore

Le classifiche di Ondacinema si arricchiscono di un nuovo capitolo. Dopo aver spaziato nella produzione italiana del nuovo millennio, la redazione ha deciso di ripensare al decennio degli anni 90. Un po' di incertezza, inizialmente, ha accompagnato la nostra consultazione. È stata un'epoca, per l'Italia cinematografica, molto complessa: pochissimi capolavori da ricordare, ma molti giovani autori affermatisi con le loro opere d'esordio, o quasi, cineasti che oggi sono le certezze della nostra industria. È stato un decennio di "passaggio delle consegne": registi e autori già molto apprezzati e famosi anche all'estero, che avevano iniziato il loro percorso artistico negli anni 80 se non negli anni 70, si incontrano con personaggi emersi dalla provincia, che iniziavano proprio in questi anni la loro carriera dalla periferia del nostro sistema produttivo, quando erano loro ad animare il cosiddetto cinema indipendente italiano.

Al primo posto della nostra classifica, che conta venti posizioni come sempre, Nanni Moretti e il suo film più spiazzante e sinceramente emozionante. Un'opera, "Caro diario", che quasi rinuncia al potere della narrazione a favore di una messa in scena limpida e pura del concetto di autobiografia (e autoanalisi). Premiato per la miglior regia al Festival di Cannes, è un titolo che ci ha trovato tutti convinti: il virtuosismo della direzione sul set di Moretti trova il perfetto equilibrio con la scelta dei temi: la memoria, la contemporaneità, la malattia.

Alcune curiosità. Due autori hanno ben tre titoli presenti in graduatoria. Uno è Gianni Amelio che, a parte "Porte aperte", si piazza con tutti i lungometraggi girati nel decennio. Un regista assolutamente indispensabile per capire che cosa è stato il cinema italiano di questo periodo. Amelio è un cineasta che ha fatto dell'impegno civile non una bandiera politica, né tanto meno una questione puramente morale, ma un baluardo protetto proprio dalla sua sensibilità artistica, dalla sua eccezionale capacità di messa in scena visiva. Nessuno come lui ha fotografato il Paese e i suoi abitanti con lo stesso fulgore e la stessa vitalità.
L'altro è Mario Martone, napoletano, che ha lasciato una firma indelebile sugli anni 90 con il suo cinema aspro ed essenziale, che lavora tantissimo sull'atmosfera, sui volti e i corpi dei suoi protagonisti. Il suo è un lavoro indagatore delle pulsioni umane più nascoste e in questa indagine si fa aiutare da una perfezione scenografica che in Italia non ha eguali.

Altri due colleghi si posizionano con due pellicole a testa. Sono, in ordine rigorosamente alfabetico, Bernardo Bertolucci e Silvio Soldini. Due nomi che più diversi non potevano essere. Da una parte uno dei nostri migliori prodotti da esportazione, il Maestro di "Ultimo tango a Parigi", osannato e glorificato anche Oltreoceano, che con "Il tè nel deserto" e, soprattutto, con "Io ballo da sola", ha riportato ad altissimi livelli la sua ispirazione e la sua capacità di fare grandi film di respiro internazionale, massimizzando le risorse e le maestranze italiche. Dall'altra parte un nome che avrebbe fatto incetta di premi in futuro, qui ai suoi esordi. La strada di Soldini è caratterizzata da una caparbietà e originalità più uniche che rare. Ancora adesso, infatti, è un autore in grado di connotare in modo fortemente personale le sue nuove fatiche. In mezzo a tutto questo, troverete molte altre "intuizioni" e suggerimenti di visione. Saremo come sempre lieti di dare spiegazioni per eventuali dimenticanze o incomprensibili esclusioni.


20. IL TE' NEL DESERTO di Bernardo Bertolucci (1990)

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19. TEATRO DI GUERRA di Mario Martone (1998)

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18. UN'ANIMA DIVISA IN DUE di Silvio Soldini (1993)

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17. LE ACROBATE di Silvio Soldini (1997)

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16. IL GRANDE COCOMERO di Francesca Archibugi (1993)

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15. COSI' RIDEVANO di Gianni Amelio (1998)

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14. LA VOCE DELLA LUNA di Federico Fellini (1990)

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13. LA VITA E' BELLA di Roberto Benigni (1997)

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12. UN AMORE di Gianluca Maria Tavarelli (1999)

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11. L'ODORE DELLA NOTTE di Claudio Caligari (1998)

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10. LAMERICA di Gianni Amelio (1994)

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9. UNA PURA FORMALITA' di Giuseppe Tornatore (1994)

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8. L'AMORE MOLESTO di Mario Martone (1995)

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7. GARAGE OLIMPO di Marco Bechis (1999)

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6. OVOSODO di Paolo Virzì (1997)

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5. IO BALLO DA SOLA di Bernardo Bertolucci (1996)

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4. VOCI NEL TEMPO di Franco Piavoli (1996)

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3. MORTE DI UN MATEMATICO NAPOLETANO di Mario Martone (1992)

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2. IL LADRO DI BAMBINI di Gianni Amelio (1992)

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1. CARO DIARIO di Nanni Moretti (1993)

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