Davide De Lucca

Redattore

Davide De Lucca nasce in provincia di Treviso nel 1982, ma il suo domicilio è stato ed è variabile. Dopo il liceo classico si laurea in Scienze e Tecnologie Multimediali nel 2005. Dal 2002 al 2006 collabora saltuariamente con alcuni quotidiani locali; con un amico realizza cortometraggi e prodotti audiovisivi, e lavora per un'emittente satellitare. Nel 2008 pubblica un orribile romanzo, "Duemiladuecentodiciotto" (Giraldi editore). Dopo un periodo di transizione trascorre un anno a Melbourne prima del prossimo periodo di transizione. La gente tende a considerarlo più serio di quello che è.
La passione per il cinema lo coglie attorno ai dodici anni spingendolo in sala su base settimanale, e portandolo a memorizzare febbrilmente pagine di cataloghi promozionali di film in vhs. In alcuni periodi forse "ha visto più film che vissuto giorni" (cit. modificata) sacrificando la mondanità. Indicativamente, tra i registi preferiti: Allen, Wilder, i Coen, Truffaut, Godard, Risi, Monicelli, Fellini, Antonioni, Bergman, Duras.
Altri suo interessi sono la letteratura, la musica, e l'arte.
Non sa scrivere un profilo soddisfacente di se stesso, e di lui non si hanno fotografie passabili.
Davide De Lucca
Una lista personale, non oggettiva. In ordine sparso, dodici film che nel corso del tempo gli hanno provocato un'emozione irripetibile alla prima visione e che salverebbe per un naufragio:

- Una vita difficile (D. Risi)
- Roma città aperta (R. Rossellini)
- India Song (M. Duras)
- Il divo (P. Sorrentino)
- Otto e mezzo (F. Fellini)
- Lettera da una sconosciuta (M. Ophuls)
- Harry a pezzi (W. Allen)
- L'appartamento (B. Wilder)
- Il Grande Lebowski (J. e E. Coen)
- Casinò (M. Scorsese)
- Pulp fiction (Q. Tarantino)
- Il posto delle fragole (I. Bergman)
Ma in caso di naufragio prolungato, anche la serie completa de "I Griffin" e "Seinfeld". Fermo restando che comunque scorderebbe il lettore dvd.