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recensione di Rudi Capra
6.5/10

Sentito omaggio del regista bolognese al Sommo, il "Dante" di Avati è un progetto lungamente covato in cui confluiscono le suggestioni principali della sua filmografia. È facile riconoscere proprio le fattezze di Avati nel protagonista, un appassionato e (anche troppo) dolce Giovanni Boccaccio (Sergio Castellitto), che nel 1350, incaricato dalla Compagnia dei Laudesi, si mise alla ricerca dell'unica erede di Dante, monaca a Ravenna, con la missione di consegnare un risarcimento a nome della città di Firenze.

Ancora non esisteva il Frecciarossa, così Boccaccio sceglie il biroccio e lo conduce in un Medioevo afflitto da epidemie e briganti, collezionando una serie di incontri angoscianti con gli abili caratteristi che da sempre hanno fatto la fortuna del cinema avatiano, da Alessandro Haber al compianto Gianni Cavina. L'iter di Boccaccio è una strada maestra in cui si incrociano i sentieri della gioventù dantesca, della sua produzione letteraria, dell'amore per Beatrice, e di un'Italia smembrata da guerre, conflitti, faide e carestie.

Qui si intrecciano le due anime di Avati, quella più sognatrice e nostalgica e quella, altrettanto influente, gotica e macabra, che indulge nei primi piani dei volti sfigurati dalla peste, dei cadaveri avvolti in sudari putrefatti. Ai primi piani si affida molto anche la traccia narrante, che grazie alle interpretazioni sofferte di Sperduti e Castellitto trova intensità e vigore, malgrado una certa inclinazione al patetismo che ormai rappresenta una cifra di stile dell'ultimo Avati.

A tenere insieme le tante anime del récit, la revestita voce di un narratore discreto ma sempre presente, in cui si perdono e si assommano tutte le voci del racconto: quella di Boccaccio, di Dante, dei suoi componimenti e di Avati stesso. Con un montaggio opportunamente sincopato (Zuccon), una colonna sonora (Gregoretti e De Rosa) melodica e orchestrale alla Ortolani, e una ricca povertà di mezzi, Avati riesce nella non facile impresa di rielaborare l'inesausto materiale dantesco e dantistico in un'appassionata dichiarazione d'amore che ha i tratti della detection, e dalla quale è difficile non essere contagiati.


11/10/2022

Cast e credits

cast:
Sergio Castellitto, Alessandro Sperduti, Carlotta Gamba


regia:
Pupi Avati


distribuzione:
01 Distribution


durata:
94'


produzione:
Rai Cinema, Duea Film, MG


sceneggiatura:
Pupi Avati


fotografia:
Cesare Bastelli


scenografie:
Laura Perini, Mattia Federici


montaggio:
Ivan Zuccon


costumi:
Andrea Sorrentino


musiche:
Lucio Gregoretti, Rocco De Rosa


Trama
Boccaccio alla ricerca dell'erede di Dante per consegnarle un risarcimento postumo da parte della città di Firenze
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