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recensione di Ilaria Di Santo
5.5/10

L'individualità o la collettività? Il progresso o la memoria? Cosa è sacrificabile e cosa non siamo disposti a lasciare per nessuna motivazione? "La vita va così" è ambientato in Sardegna e la sua narrazione abbraccia diversi decenni, affrontando uno dei temi più ricorrenti del cinema italiano contemporaneo: la divisione tra Nord e Sud, geografica ma anche antropologica. Fin da "Benvenuto Presidente!" e "Come un gatto in tangenziale", la cifra che distingue Milani è usare l'ironia per indagare il dramma celato dietro l'apparente semplicità dei rapporti sociali. La commedia di Milani, però, qui si evolve verso una riflessione più ampia.

Il fulcro del film è il contrasto tra Efisio Mulas, un pastore sardo visceralmente legato alla sua terra e alla sua casa ("furriadroxiu": tornare a casa), e Giacomo, un imprenditore del nord che decide di trasformare Bellesamanna, una delle spiagge "più belle del mondo" e dove Efisio porta la sua mandria di mucche, in un hotel a cinque stelle. Tra loro, ci sono personaggi femminili che incarnano le tensioni del presente: Francesca, la figlia di Efisio, non è solo una donna temeraria, ma anche una figlia che incarna i valori del padre. Il suo legame con la terra e la comunità, la rende una continuazione del mondo di Efisio e con le nuove generazioni. Giovanna, (Geppi Cucciari) caratterizzata da un forte senso di giustizia, diventa un personaggio chiave per la vicenda.

La dialettica Nord/Sud, che attraversa direttamente o indirettamente tutta la filmografia di Milani, funge dunque da punto di riferimento. Il Nord è messo in scena secondo la logica del profitto, della forzata necessità di avere sempre una progettualità economica. Invece il Sud è ritratto con un senso di memoria, orgoglio, radicamento, ma anche riconoscenza e resistenza. Il regista illustra la distanza che separa due visioni del mondo: da un lato, una persona che calcola il valore delle cose solo in termini economici; dall'altro, una persona che scopre nella terra una un'eredità che non può essere venduta.

In Efisio, Giuseppe Ignazio Loi ripropone un personaggio di forte intensità: un uomo che parla in modo breve e rabbioso, liquidando tutti con poche frasi o poche parole, rude e che si esprime in modo diretto, ma che lascia ai suoi gesti la funzione rilevatrice di ciò che incarna e di ciò che gli è più caro. Aldo Baglio fornisce una delle sue migliori performance nel ruolo di Mariano, il palermitano inviato dalla compagnia italiana per convincere Efisio a cedere la casa. Inizialmente distaccato e saccente, il suo personaggio si trasforma in comprensivo e vulnerabile. Nei panni di Giacomo, Diego Abatantuono offre un'interpretazione sospesa tra cinismo e fragilità.

Tematicamente, "La vita va così" descrive il progressivo deterioramento del senso di appartenenza. La promessa di felicità, visibilità e successo è implicita nel denaro, che è una forza disgregante in grado di ridefinire e rimodulare le relazioni sociali e familiari. Emerge un'indagine sulla storia del progresso e sulla perdita di radici dell'Italia moderna. Dopo anni di pressioni e compromessi, il silenzio di Efisio si trasforma in un quesito rivolto al pubblico: cosa siamo disposti a sacrificare per il bene del futuro?

Le criticità convergono nel tenore del racconto, che attraversando e affrontando un tema visto e rivisto cade spesso nel luogo comune. Questa netta e stereotipica contrapposizione tra Nord e Sud porta a eleggere un buono e un cattivo. Manca un dialogo, una  migliore descrizione delle sfumature della realtà. Nonostante le buone interpretazioni, va un po' a perdersi la credibilità di personaggi e della storia.  


18/10/2025

Cast e credits

cast:
Diego Abatantuono, Virginia Raffaele, Aldo Baglio, Geppi Cucciari, Giuseppe Ignazio Loi


regia:
Riccardo Milani


titolo originale:
La vita va così


distribuzione:
Medusa Film


durata:
118'


produzione:
Wildside, Our Films


sceneggiatura:
Riccardo Milani, Michele Astori


fotografia:
Simone D'Onofrio, Saverio Guarna


scenografie:
Marta Maffucci


montaggio:
Patrizia Ceresani, Francesco Renda


costumi:
Alberto Moretti


musiche:
Moses Concas


Trama
In una Sardegna sospesa tra tradizione e modernità, il pastore Efisio Mulas rifiuta di vendere la propria terra a un gruppo immobiliare deciso a costruire un resort di lusso. Attorno a lui, la comunità si divide tra chi sogna il progresso e chi teme di perdere la propria identità. Tra padri, figli e ideali in conflitto, la storia attraversa vent’anni di cambiamenti, raccontando con ironia e tenerezza la difficile scelta tra radici e futuro.
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