Encounters at the End of the World

Encounters at the End of the World


Werner Herzog

Documentario | Usa
(2007)

Questo non è l’ennesimo film sui pinguini, è un volo verso un ignoto abisso. Questo non è l’ennesimo film sui pinguini, come Herzog ha voluto sottolineare alla National Science Foundation che lo aveva invitato in Antartide. Eppure pinguini ce ne sono, uno in particolare che disorientato si dirige solitario verso i 5000 chilometri di entroterra antartico. Verso una certa morte tra i ghiacci. Questo non è l’ennesimo film sui pinguini, eppure anche sui pinguini vengono poste domande, sulla loro promiscuità sessuale, sulla loro possibile insanità mentale. Ma anche qui, come in altri suoi lavori, le domande poste dal regista tedesco restano aperte: la natura, imperscrutabile alla mente umana, può in alcuni suoi aspetti essere spiegata dalla scienza, ma le fondamentali questioni sul senso di tutto ciò che è rimangono inattese. Inconcepibili ai molti, inutili per chiunque, fondamentali nel loro non servire a niente. Il surplus del senso, cui la società civile non si interessa, è da sempre il sentiero su cui Herzog si incammina alla ricerca di una verità estatica. Allo stesso modo in cui molti leggerebbero una poesia il regista bavarese legge il mondo.

L’oscuro regno dei ghiacci antartici, costantemente illuminato dalla luce solare per cinque mesi consecutivi, è assalito dal solito incalzante domandare di Herzog che conduce lo spettatore ai più insoliti degli incontri sul limitare del mondo. L’Antartide, ultima frontiera di conquista per grandi avventurieri (Ross, Shackleton, Amundsen), dopodiché solo i confini dello spazio avrebbero segnato il limite dell’ignoto. La terra, svelata in fine nella sua interezza, concede all’uomo quella fasulla sensazione di possesso e dominio che Herzog in ogni modo cerca di decostruire. Solo quei pochi, solo quei rari esseri che si sono adattati sopravvivono alle insidie di una regione tanto primitiva, solo quei pochi e solo quei rari uomini che sono animati da un’inumana curiosità si spingono in queste terre. Il più freddo, il più ostile. Il più selvaggio dei regni terreni ed i suoi insoliti abitanti, umani ed inumani, sono quindi il soggetto di questo documentario di Herzog.  Chi sono costoro? Quali i loro sogni? Cosa ci fa un linguista in una terra senza lingue? Cosa spinge scienziati, artisti, impiegati bancari ad abbandonare le loro vite per occupare le più disparate mansioni al confine meridionale della terra?

La firma del regista tedesco è impressa indelebilmente tanto nelle domande che continuamente  segnano il passo del film quanto in riprese d’una rara bellezza: sottomarine esplorazioni, infaticabili intelligenze monocellulari che costruiscono perfetti edifici ramificati, concerti improvvisati sul tetto di una stazione di ricerca in mezzo al nulla ghiacciato. Con “Encounters at the End of the World” Herzog pone un ennesimo tassello alla mappatura dell’insolito, che ha da sempre contraddistinto la sua instancabile ricerca. Incontrando uomini spinti da una interiore inquietudine alla fine geografica del mondo il regista inizia una operazione di scavo che conduce alla fine temporale del mondo, ad un’apocalisse che attende silenziosa tra i ghiacci dell’Antartide in un’asciutta, rigorosa, poetica esplorazione del limite.

19/11/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Encounters at the End of the World
Distribuzione
Discovery Films
Durata
99'
Produzione
Henry Kaiser
Sceneggiatura
Werner Herzog
Fotografia
Peter Zeitlinger
Montaggio
Joe Bini
Musiche
Henry Kaiser, David Lindley
Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale

L’amore che rimane
L’amore che rimane

Pálmason si fa cantore della semplicità e mette in scena un'elegia del quotidiano in cui il paesaggio, rispettato e custodito dai personaggi, diventa protagonista e spazio emotivo del racconto

The Sea
The Sea

Premiato ai locali Ophir Awards, il candidato israeliano al Premio Oscar per il miglior film internazionale "The Sea" di Shai Carmeli-Pollak narra il viaggio clandestino di un giovane palestinese attraverso Israele secondo i canoni del road movie e del coming of age più classici, che si condivide più di quanto si apprezzi