The Diplomat
Il thriller fantapolitico di Netflix è una serie dalla scrittura e le interpretazioni sopraffine, che aggancia lo spettatore nonostante la natura quasi interamente dialogica (read more)
Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton
Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale
Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione
Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi
Un'opera dalla regia rigorosa e viscerale, che conferma la densità stilistica di Iñárritu. Pur con qualche ridondanza strutturale che ne frena la tensione drammatica, il film offre un'efficace e lucida decostruzione psicologica dei personaggi
Nicolas Winding Refn torna al lungometraggio con un’opera visivamente magnetica che interroga la paternità tra protezione, controllo e possesso. Ma nel tentativo di decostruire la figura del padre, Her Private Hell rischia di trasformare quella della figlia nell’ennesimo oggetto del proprio sguardo
"Heart of the Beast" di David Ayer è l'ultimo di una serie di film che raccontano la wilderness americana rispolverando il mito della frontiera. Ne risulta un film di sopravvivenza in cui lo spazio dell'azione è affiancato da una contemplazione rispettosa del creato in ogni sua forma, retto sull'interpretazione tutta fisica di Brad Pitt
"Una storia" di Anna Foglietta ha ottime premesse e può contare sulla bravura dei due protagonisti, ma non convince del tutto: la scelta di raccontare questo dramma familiare attraverso una regia estremamente statica, inquadrature fisse e lunghi silenzi finisce per appesantire il ritmo
Noir e allo stesso tempo noir anomalo, il film di Claude Sautet è un corpo estraneo alla filmografia di Sautet: sottovalutato all'epoca della sua uscita nel 1960, si rivela oggi degno di essere considerato tra i titoli di spicco del genere e del cinema francese
Irriverente, blasfemo, volgare, misogino, sessista, razzista. "M*A*S*H" è tutto ciò e il suo contrario, una provocazione d'autore che lanciò la carriera di Robert Altman e lavorò ai fianchi il gloriosissimo war movie
Punto di svolta della carriera di Morris e testo fondamentale del documentario contemporaneo, in bilico fra direct cinema e postmodernità
Uno dei film più iconoclasti rispetto alla narrazione cinematografica del periodo Edo, segnò fra le altre cose il rilancio di Kon Ichikawa
Un profluvio di storie, una grande opera sulla libertà (e l’inquietudine) della donna. Miglior film del 2023 per i Cahiers du Cinéma. (Già) Pietra Miliare per OndaCinema
Palestina, 1936, durante il protettorato britannico. Un villaggio di palestinesi cristiani vede le proprie terre sottratte per far posto a una colonia ebraica. Il film racconta con efficacia la rivolta che segue, pur in maniera a volte didascalica
Con un reboot radicale, Zach Cregger tradisce la lore del videogioco per abbracciarne la geometria formale. Tra luci espressioniste, spazi claustrofobici e montaggio sincopato, i tropi del survival horror diventano stile. Pur prevedibile nella scrittura, il film è un horror solido e grottesco.
In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli
Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere
Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse
Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70
VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione
VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero
Una delle colonne sonore più mitizzate della storia del cinema, dal film maledetto che inaugurò il folk horror
Ristampata la colonna sonora di una misconosciuta perla blaxploitation
La prima colonna sonora del guru di Chicago, all'insegna di uno spettrale drone-folk
Ristampata la prima colonna sonora del maestro marchigiano
Omaggio vintage a due grandi maledetti: Lautreamont e Alberto Cavallone
La colonna sonora realizzata dai due attori/cantanti aspira al titolo di instant classic
I suoni del sassofonista americano assecondano perfettamente le immagini dell'horror-rivelazione
Le basi della futura lounge nel kolossal di uno dei maestri italiani della musica da film
Austria, Germania, Italia, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti. Una vita - breve - passata con la valigia in mano e l'urgenza di esprimere la propria visione del mondo e la propria idea del cinema e dell'arte. Ma alla fine, si tornava sempre alla Vienna asburgica e quella realtà apparente fatta di legami fragili, emozioni passeggere, felicità a momenti. Tutto questo è stato Ophuls
Attore, scrittore, pittore, commediografo, regista, produttore, scenografo, costumista, montatore, articolista, mago e "bon vivant", Orson Welles è stato tutto questo e molto di più. Il genio totale e pantagruelico che ha vissuto in modo parossistico senza mai risparmiarsi sia nel pubblico sia nel privato

Claire Rousay - On Holding

Promessa - Morendo ad occhi aperti

Mike Orange - Aranciata Amara

Nuhara - Rama

Francesco De Gregori - Nevergreen (Perfette sconosciute)

Momo - Tum Tum Tum

My Wife's An Angel - Keep Honking I’m About to Fucking Kill Myself

Fontaines D.C. - Dopamine Chamber

The Catburgers - Galashiels

Leon Bridges - Happiness Anytime