Paper Tiger
LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia (read more)
Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi
Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso
"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto
Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale
Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica
Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale
Pálmason si fa cantore della semplicità e mette in scena un'elegia del quotidiano in cui il paesaggio, rispettato e custodito dai personaggi, diventa protagonista e spazio emotivo del racconto
Premiato ai locali Ophir Awards, il candidato israeliano al Premio Oscar per il miglior film internazionale "The Sea" di Shai Carmeli-Pollak narra il viaggio clandestino di un giovane palestinese attraverso Israele secondo i canoni del road movie e del coming of age più classici, che si condivide più di quanto si apprezzi
Noir e allo stesso tempo noir anomalo, il film di Claude Sautet è un corpo estraneo alla filmografia di Sautet: sottovalutato all'epoca della sua uscita nel 1960, si rivela oggi degno di essere considerato tra i titoli di spicco del genere e del cinema francese
Irriverente, blasfemo, volgare, misogino, sessista, razzista. "M*A*S*H" è tutto ciò e il suo contrario, una provocazione d'autore che lanciò la carriera di Robert Altman e lavorò ai fianchi il gloriosissimo war movie
Punto di svolta della carriera di Morris e testo fondamentale del documentario contemporaneo, in bilico fra direct cinema e postmodernità
Uno dei film più iconoclasti rispetto alla narrazione cinematografica del periodo Edo, segnò fra le altre cose il rilancio di Kon Ichikawa
Un profluvio di storie, una grande opera sulla libertà (e l’inquietudine) della donna. Miglior film del 2023 per i Cahiers du Cinéma. (Già) Pietra Miliare per OndaCinema
Tra spazi alterati e stati allucinatori, con “Backrooms” assistiamo alla nascita di un nuovo talento del cinema contemporaneo
Melodramma sempre più rarefatto e riflessivo, “Amarga Navidad” intreccia vita e finzione fino a trasformare la propria incompiutezza strutturale in parte stessa del discorso. Un film profondamente personale, forse non pienamente risolto, dove la trasparenza dell’ultimo Almodovar si confronta apertamente con il rapporto fra vita, scrittura e autenticità
Cannes 79 (Quinzaine) - L’atteso terzo lungometraggio di Kantemir Balagov, che sulla Croisette aveva già avuto grandi risultati nelle passate due occasioni, sembra costituire un piccolo passo indietro, ma evidenzia comunque le grandi capacità di messa in scena del regista
Cannes 79 (concorso) - Andrei Zvjagincev torna a Cannes, 9 anni dopo "Loveless", che gli valse il Premio della giuria, con un film convincente, ambientato nella Russia dei mesi immediatamente successivi all’invasione dell’Ucraina. Vincitore del Grand Prix
Lungometraggio derivante dalla serie “The Mandalorian”, il nuovo film dell’universo di “Star Wars”, pur con tutti i suoi limiti, è spettacolare quanto basta per divertire un vasto pubblico
In un futuro distopico dove si vive solo di notte, il film mette in scena l'afasia esistenziale e l'isolamento attraverso un rigoroso svuotamento formale di stampo documentaristico. La forza dell'opera risiede in questa geometrica esplorazione dell'alienazione e del bisogno di contatto fisico, che riesce a dare corpo a solitudini abissali
Nella filmografia schizoide del talentuoso David Lowery, che alterna bizzarri e personalissimi passion project a prodotti commerciali graditi alle Major, questo "Mother Mary" si offre come una sintesi dei due impulsi. Fervido omaggio all'ossessione creativa nel nobile solco di "Red Shoes", "Mother Mary" non è un film di fantasmi ma un film-fantasma, impalpabile appena si solleva il lenzuolo delle sue suggestioni musicali, cromatiche e visive
Il giovane regista americano si rivela come una nuova voce del cinema horror, mettendo in scena temi contemporanei con uno stile originale, innestato all’interno di stilemi consolidati del genere
Una delle colonne sonore più mitizzate della storia del cinema, dal film maledetto che inaugurò il folk horror
Ristampata la colonna sonora di una misconosciuta perla blaxploitation
La prima colonna sonora del guru di Chicago, all'insegna di uno spettrale drone-folk
Ristampata la prima colonna sonora del maestro marchigiano
Omaggio vintage a due grandi maledetti: Lautreamont e Alberto Cavallone
La colonna sonora realizzata dai due attori/cantanti aspira al titolo di instant classic
I suoni del sassofonista americano assecondano perfettamente le immagini dell'horror-rivelazione
Le basi della futura lounge nel kolossal di uno dei maestri italiani della musica da film
Austria, Germania, Italia, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti. Una vita - breve - passata con la valigia in mano e l'urgenza di esprimere la propria visione del mondo e la propria idea del cinema e dell'arte. Ma alla fine, si tornava sempre alla Vienna asburgica e quella realtà apparente fatta di legami fragili, emozioni passeggere, felicità a momenti. Tutto questo è stato Ophuls
Attore, scrittore, pittore, commediografo, regista, produttore, scenografo, costumista, montatore, articolista, mago e "bon vivant", Orson Welles è stato tutto questo e molto di più. Il genio totale e pantagruelico che ha vissuto in modo parossistico senza mai risparmiarsi sia nel pubblico sia nel privato