Ondacinema

recensione di Carlo Cerofolini
7.5/10

L'unità temporale contenuta nel titolo di "One Second" è quello del frammento del cinegiornale in cui un uomo fuggito di prigione spera di rivedere il volto della figlia quattordicenne. Siamo nel pieno della rivoluzione culturale e il cinema ha un'importanza capitale nel trasmettere la propaganda del nuovo regime comunista. Una questione di necessità politiche e di portata collettiva a cui però Zhang Yimou attribuisce sviluppi e significati che si collocano in territorio opposto. Scegliendo di mettersi dalla parte di chi crede che la Storia sia mossa dalla volontà dei milioni di sconosciuti che l'attraversano e non dall'operato di pochi e conosciute personalità, il regista cinese tiene fede all'assunto raccontando la vicenda di persone senza volto catapultate in una realtà più grande di loro. Questo sembrano raccontarci le prime immagini allorché, camminando nel deserto in cerca del villaggio in cui sarà proiettato il film con il relativo cinegiornale, il fuggitivo appare come sovrastato dall'immensità del paesaggio circostante.

Allo stesso concetto sembrano riportare le immagini seguenti, allorquando l'inseguimento dell'uomo, deciso a riacciuffare l'orfana che ha rubato la bobina contente il fotogramma della figlia, è destinato per buona parte del film a rimanere sconosciuto al resto di un mondo che sembra fagocitarli all'interno di un incessante divenire, riproponendo in chiave narrativa quello che è uno dei concetti cardini dell'opera.

Considerando che a portarne alla luce le rispettive storie davanti all'autorità giudiziarie è la contesa della bobina da parte dei due litiganti, destinata in entrambi i casi a compensare un dolore di natura famigliare, l'escamotage narrativo di "One Second" dichiara fin da subito quello che è l'intento del film, ovvero rendere omaggio alla forza persuasiva del cinema attraverso un testo che possa risultare esemplare.

Da questo punto di vista "One Second" non si dimentica neanche per un attimo del suo intento escogitando un dispositivo capace di procedere allo stesso tempo orizzontalmente, arricchendo la linearità della trama con una serie di detour degni del miglior feuilleton, e  in senso verticale, facendo mimare ai personaggi e all'ambiente situazioni che riportano la mente ai grandi classici del cinema. A cominciare da "Ladri di biciclette", con la pellicola chiamata a sostituire il motociclo nelle dinamiche tra i personaggi, oppure a "Nuovo Cinema Paradiso" ripreso nelle molte sequenze ambientate dentro la sala del piccolo villaggio che fa teatro alla storia in cui la meraviglia del cinematografo è capace di creare un unisono emotivo senza eguali. E ancora il cinema iraniano e quello di Charlie Chaplin per la capacità di denudare le immagini di qualsiasi artificio, restituendo il candore degli umiliati e offesi e trasformando il prosaico in poesia della vita.

Se è vero che certi passaggi sono a rischio di retorica e che in alcune parti (quelle in cui il regime rischiava di essere troppo insensibile al richiamo dei sentimenti) si riconosce l'intervento del regista, reso necessario per poter proiettare il film in Cina e all'estero (in concorso alla 69 edizione della Berlinale, il film è stato ritirato per presunti motivi tecnici), "One Second" riesce nell'intento di essere carne viva del cinema, incarnandolo nei personaggi nella maniera più disparata. Per esempio nella scena del camion, mettendo i due protagonisti nella condizione di recitare ognuno il proprio ruolo come succede sul set a qualsiasi attore. Oppure proiettandone più volte le ombre nel telo bianco sul quale di li a poco sarà proiettato il film, e persino giustificando  il ritardo del figlio del protezionista con il fatto di aver ingerito il detergente della pellicola. Dopo anni di produzioni sfarzose e piene di divi americani (Matt Damon e Christian Bale) Zhang Yimou torna alle origini anche per il modo in cui riesce a fare del realismo il viatico di una favola per grandi e piccini. Distribuito nelle sale da Parthenos.   


30/10/2021

Cast e credits

regia:
Zhang Yimou


distribuzione:
Fenix Entertainment, Europictures


durata:
104'


produzione:
Huanxi Media Group Edko Films


sceneggiatura:
Zhang Yimou


fotografia:
Zhao Xiaoding


scenografie:
Lin Chaoxiang


montaggio:
Yuan Du


musiche:
Loudboy


Trama
Nella Cina della rivoluzione culturale un uomo fuggito di prigione e una giovane orfana si contendono la pellicola di un film 
Link

Sito italiano