Ondacinema

recensione di Rudi Capra
6.5/10

Una storia come ce ne sono tante, due amici, studenti, coinquilini, che ne cercano un terzo. Giovanni (Luca Zambianchi) studia medicina con poca convinzione, dedicandosi piuttosto alla messinscena di una commedia amatoriale, "La lavanderia di Freud." Michele di convinzione ne ha anche troppa, ma la usa esclusivamente per dare la caccia alle ragazze. Indovinate cosa succede quando il terzo coinquilino in realtà è una ragazza, e si chiama Asia? Esatto, niente.

Ritratto di una gioventù più che mai contemporanea, "Quel che conta è il pensiero" riassume nel titolo il sentimento di ironica impotenza fatto proprio dall’intera generazione Millennial (1981-1996), di cui Zambianchi (classe 1992) si fa interprete e maschera. Al di là delle scenografie scarne, della sceneggiatura non convenzionale, dei movimenti ridotti all’osso, delle inquadrature rudimentali e colpevolmente spopolate, l’esordio di Zambianchi brilla di un’intelligenza vivace e un’indiscutibile coraggio, che emergono soprattutto nei dialoghi e nella concezione autarchica del film, di cui Zambianchi è regista, attore, sceneggiatore, montatore e produttore.

L’operazione è insomma eminentemente morettiana, come raccontano la radicale povertà dei mezzi e l’espediente della compagnia teatrale ("Io sono un autarchico"), le infruttuose divagazioni, il ritratto contraddittorio di una gioventù lacerata dalle contraddizioni ("Ecce bombo"), il riferimento a Freud ("Sogni d’oro"), e forse persino il nome del protagonista. Siamo lontani però dalla copia: "Quel che conta è il pensiero" costituisce una riappropriazione personale della lezione di Nanni Moretti, concentrata sul presente. Un presente che parla di precarietà a tutti i livelli, economica, professionale, sentimentale, esistenziale. Forse per le inquadrature essenziali e disadorne, anche Bologna qui finisce per assomigliare a uno spettacolo in perenne smobilitazione, come una giostra smontata e caricata su un treno, o un teatro chiuso in attesa degli attori.

Ed è, malgrado tutto, una commedia. A tenerla insieme è soprattutto la maschera di Zambianchi, che ruba un po’ del cinismo di Moretti, della timidezza di Troisi, dell’autoironia di Woody Allen, riuscendo nel miracolo di restituire, dopo tutti questi furti, qualcosa di onesto. E persino piacevole.


17/05/2022

Cast e credits

cast:
Luca Zambianchi, Michele Petrini, Alessandra Rontini, Matteo Celli, Licia Navarrini, Gianfranco Boattini, Enrico Zambianchi


regia:
Luca Zambianchi


distribuzione:
Trent Film


durata:
88'


produzione:
Henry Whites Film


sceneggiatura:
Luca Zambianchi


fotografia:
Luca Zambianchi


montaggio:
Luca Zambianchi


Trama
Una storia come ce ne sono tante, due amici, studenti, coinquilini, che ne cercano un terzo.
Link

Sito ufficiale