La sorgente del fiume

La sorgente del fiume


Theo Angelopoulos

Drammatico | Francia, Grecia, Italia
(2003)

Ambientato nel 1921, quando l’invasione dell’Armata Rossa provocò l’esodo di tutti gli stranieri, La sorgente del fiume è la storia infelice di Heleni ed Alexis, due ragazzi greci, alle prese con le avversità di quegli anni. Questo film è il primo atto di una trilogia che ripercorrerà la storia greca del 1900. Theo Angelopoulos colpisce nei punti più nascosti dell’ inconscio, creando una sorta di drenaggio spirituale, devoto al più seducente cocktail di percezioni leggere quali la malinconia, l’allegria, il fastidio, il ritmo. La precisione formale di scene stupende come quella del ballo è esemplare. I colori, la simmetria, la casualità e la musica rendono scene di quel tipo prigioniere del nostro cuore; rimangono sospese fuori dal film e si conservano nel tempo. L’eccezionale musica di Eleni Karaindrou, ormai icona dei film di Angelopoulos, si salda incredibilmente bene a tutto il racconto. L’affascinante ritmo che risiede in queste ballate sembra non finire mai e finire subito alla stessa maniera. Il tempo di scena, palesemente relativo, è come la durata di una manciata di note della Karaindrou: un secondo, un minuto, un’ora, un giorno.

Il sentimento che lega Heleni al marito e ai suoi due figli è l’archetipo dell’amore, quello più radicale, quello senza se e senza ma. Parallelamente all’intreccio, è proprio questo sentimento della protagonista che viene innaffiato; germoglia e cresce, mutando in lei miriadi di reazioni, sempre tristi e anguste. Sono i suoi lamenti, i suoi respiri e le sue esasperate grida che ci torturano e graffiano i nostri organi più sensibili facendoli sanguinare, pian piano, un po’ alla volta. La sorgente del fiume, quella che Heleni e Alexis si erano ripromessi, fin da piccoli di visitare. Quella che ormai non è più tempo di visitare, perché troppo tardi, perché la vita va vissuta subito, al momento, senza esitare. La sua purezza, quella bianca come le lenzuola stese sulla collina, viene sporcata come le stesse lenzuola dal rosso di sangue umano.

Il film di Angelopoulos riesce magnificamente nell’intento di amalgamare alla perfezione sogno e realtà, musica e immagini, sentimento ed espressione. La maturità formale, la leggerezza paradossale e la sua esemplare sincerità denotano una buona capacità di fare del buon cinema.

05/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
To Livadi Pou Dakrisi
Distribuzione
Istituto Luce
Durata
127'
Fotografia
Andreas Sinanos

Trama

Nel 1921 l’Armata Rossa entra a Odessa, provocando l’esodo di tutti gli stranieri, compresa la comunità greca. I profughi arrivano in Grecia e si stabiliscono, sull’estuario di un fiume. Tra loro ci sono un ragazzo e una ragazza che si amano. Costretti a fuggire a Salonicco poiché il padre del ragazzo, vedovo, vuole sposare la ragazza, dopo varie, annose vicissitudini i due sono costretti a separarsi
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia